Dal mondo per Crotone. La nuova rubrica di Stanchi dei Soliti

Cartina Mondo
Cartina Mondo

Germania, Canada, Francia, Inghilterra e tante altre destinazioni: crotonesi alla ricerca di un lavoro sottratto alla logica delle raccomandazioni, hanno dovuto fare la valigia e avventurarsi al nord di Crotone e dell’Italia per guadagnarsi la pagnotta.
Tanti di loro ci scrivono messaggi privati, commentando i nostri articoli e integrandoli con alcune proposte degne di nota. Abbiamo così deciso di attribuire il giusto eco a tali proposte, dedicandone un’apposita rubrica settimanale o mensile, a seconda dei messaggi pervenuti. La rubrica “Dal mondo per Crotone” si pone l’obiettivo di divulgare ai nostri lettori, pensieri, stili di vita, critiche, proposte e qualsiasi altra segnalazione che un crotonese emigrato intende comunicarci. Lo scopo è contribuire allo sviluppo culturale e/o materiale della nostra città.
Tale iniziativa – riconducibile alle numerose politiche culturali promosse da Stanchi dei Soliti – è destinata a cittadini crotonesi e amministratori, sperando che gli uni e gli altri apprendano e attuino ciò che il resto del mondo insegna.

I crotonesi emigrati potranno comunicare segnalazioni e quant’altro all’indirizzo email: stanchideisolitiblog@gmail.com

Stanchi dei Soliti
Seguici su Facebook e su Twitter

Crotone colpita dal virus della rassegnazione

Il virus ha contagiato 48.000 crotonesi, risponde positivamente al vaccino solo il 3% della popolazione

Rassegnazione kr
Lungomare Crotone – foto di Tiziano Boscarato

Chi vota i Soliti? Semplice, chi s’illude di poter beneficiare dall’elezione dei Soliti. Ma chi non vota i Soliti – circa il 25% degli astenuti alle ultime amministrative – vota Stanchi dei Soliti? No, non vota, perché considera Soliti anche quelli di Stanchi dei Soliti. E questo perché? Rassegnazione. Per rassegnazione – contestualizzata alle dinamiche politiche e sociali crotonesi – intendiamo la sfiducia nei confronti del nuovo candidato perché “tanto su tutt uguali e si manciunu tutti i sord”.

Il virus della rassegnazione, i cui principali sintomi sono apatia, disfattismo, pessimismo cosmico e sfiducia che frena l’intelletto a ipotizzare qualsiasi forma di cambiamento, ha contaminato quasi 48.000 elettori crotonesi, tra astenuti e votanti dei Soliti.
Qual è il vaccino contro questo virus? Noi, facendo politica, siamo in una fase sperimentale.  Le prime somministrazioni del nostro vaccino – composto da proposte realizzabili e propositori credibili – hanno avuto effetti positivi sul 3% della popolazione: i 1050 crotonesi che ci hanno votato. Si presume, però, che i nostri elettori non siano mai stati contaminati dal virus, dato che sembra non abbiano mai manifestato alcun sintomo.
La sfida più ostica è somministrare il vaccino al resto della popolazione locale, convincendola dunque a scegliere Stanchi dei Soliti per divenire Liberi dai Soliti.

Ulteriori risultati delle analisi saranno pubblicati nel 2016…

Stanchi dei Soliti, di Crotone per Crotone.

Seguici su Facebook e su Twitter

logo-stanchi-dei-soliti GRANDE

I dieci veterani della politica crotonese, nomi e cognomi

POLITICI CROTONESI
POLITICI CROTONESI

Ricevono indennità a nostre spese dai primi anni ‘90 ricoprendo svariati incarichi nella politica locale, regionale e nazionale. Stiamo parlando dei dieci veterani della politica crotonese. Uomini che nel corso della loro carriera hanno indirizzato la nostra città verso l’aggiudicazione di memorabili trofei: provincia più povera d’Italia, ultima per qualità di servizi e tutela dell’ambiente , peggiore qualità della vita nel settore degli «affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita» 
È certo che Enzo Sculco, Dionisio Gallo, Rocco Gaetani, Filippo Esposito, Antonio BarberioEttore PerzianoUbaldo Schifino, Stano Zurlo, Giuseppe Candigliota e Francesco Sulla siano soddisfatti dei fallimenti collezionati, dato che perpetuano le medesima attività politica e amministrativa da oltre vent’anni a questa parte. Il premio anzianità va ad Ubaldo Schifino, la cui carriera politica ha avuto inizio ventinove anni fa con l’elezione – nelle file del Partito Comunista – a consigliere regionale nel lontano 1985. Il novellino è invece Stano Zurlo: eletto consigliere provinciale di Alleanza Nazionale nel 1995. Per tutti gli altri veterani – nati a Crotone o attivi politicamente nella medesima cittadina – l’ingresso nella politica locale è avvenuto dal 1987 in poi.

Stanchi dei Soliti non condivide la tesi dei limiti al mandato elettivo: se un sindaco lavora bene deve avere il diritto di continuare nella sua attività, perché la continuità amministrativa del primo cittadino gioverebbe alla città. In Francia, ad esempio, non esistono dei limiti al mandato, tant’è che alcuni sindaci hanno ricoperto tale incarico per oltre 50 anni.

Tornando a Crotone, il problema non è quanto bensì come la politica locale ha gestito la cosa pubblica. Se i suddetti personaggi avessero agito in linea con quanto annunciato nelle campagne elettorali o se avessero rispettato degli standard minimi per offrire alla città un futuro non  eccelso ma semplicemente dignitoso, questa denuncia sarebbe sterile oltreché qualunquista.  Così non è stato. E il fattore ancora più grave è che i veterani della politica vengono sostenuti dai giovani della politica: quelli che si bendano gli occhi e accettano tacitamente le perle politiche dei loro predecessori; il tutto perché, anche loro, giovani fuori ma vecchi dentro, aspettano pazientemente di essere sistemati.

Andrea Arcuri  
Stanchi dei Soliti

 

Segui le nostre denunce su Facebook e su Twitter

 

logo-stanchi-dei-soliti GRANDE

 

 

Il crotonese negro

foto di Tiziano Boscarato
foto di Tiziano Boscarato

Emigrati dall’Africa e dalla Calabria alla ricerca di una qualità di vita accettabile. Gli uni affrontano il viaggio della speranza via mare, gli altri emigrano in autobus e recentemente in aereo grazie ai nuovi voli Low Cost. Stranieri malaccolti dalla comunità ospitante che li definisce “terroni”, entrambi condividono lo stesso sogno: ritornare nella terra natìa prima di morire. Crotonesi ed extracomunitari hanno molte cose in comune.

Ciò nonostante parte dell’opinione pubblica crotonese ne accentua le diversità che si diffondono di bocca in bocca. “I neri sporcano. Portano malattie. Ci rubano il lavoro” opinioni diffuse da molti cittadini che anziché rivendicare i loro diritti nei confronti della politica locale e nazionale attribuiscono il loro stato di malessere sociale alla presenza dell’uomo nero.
Gli stranieri non hanno votato Peppino Vallone né Scopelliti. Non sono i responsabili del 56% di disoccupazione giovanile né delle riduzioni idriche per gli indebitamenti di Soakro (società controllata dalla politica). Non hanno sistemato i loro amici al Comune né fanno accordi sottobanco. Beh, forse gli extracomunitari sporcano la città, d’altro canto ci capita raramente di contemplare la civiltà dei nostri concittadini che destinano cartacce e mozziconi negli appositi contenitori.

Stanchi dei Soliti non è a favore dell’immigrazione a cascata ma intende promuovere l’integrazione degli immigrati. Crediamo fermamente che immigrazione e accettazione delle tradizioni e della cultura della comunità ospitante debbano coincidere, il che non rappresenta né una sottomissione né un’obbligata condivisione dei nostri valori bensì una pacifica e rispettosa convivenza.

Uniamoci contro il vero male del nostro futuro: la MalaPolitica che affama gli italiani e illude gli stranieri che un futuro migliore sia realizzabile in un paese affamato.

Andrea Arcuri

Stanchi dei Soliti

Seguici su Facebook e su Twitter

logo-stanchi-dei-soliti GRANDE

Crotone: le aiuole spartitraffico potate dai cittadini

Crotonesi che potano le aiuole
Aiuole spartitraffico crotone

Chi fa da sé fa per tre: ed è così che alcuni cittadini residenti  nel quartiere San Francesco hanno potato le aiuole decorative, divenute un forte ostacolo alla viabilità cittadina.

Le ripetute e ignorate segnalazioni al Comune di Crotone hanno spinto i suddetti cittadini a scegliere il fai da te per colmare tale disservizio.
Quella del self service è una pratica che – a seguito della totale indifferenza dell’amministrazione comunale – abbiamo utilizzato anche noi. La ripetuta sistemazione dei cestini per l’immondizia nei pressi della lega navale e l’affissione dei segnali stradali nelle zone strategiche delle città costituiscono il classico esempio di amministrazione fai da te che questo gruppo ha perseguito a causa di un Comune dormiente.

Stanchi dei Soliti
Seguici su Facebook e su Twitter

 

logo-stanchi-dei-soliti gra

Ripartire dal passato: chi eravamo e cosa siamo diventati

Perché Crotone, ma la Calabria tutta, necessita ora più che mai di ritrovare il volto dello splendore magno-greco, il fluido vitale della sua generosa gente, un nuovo riconoscimento basato su un rapporto uomo natura non mercificato, lo sviluppo della sua terra magnifica

Colonna di Capocolonna
Colonna di Capocolonna

 

Troppo spesso abbiamo assistito alla distruzione di città italiane o di loro parti, e ciò ci induce a richiamare l’attenzione di ogni cittadino sul bisogno di operare con consapevolezza nel corpo della città. Tale consapevolezza, che si acquisisce solo con coscienza storica e intelligenza critica, schiaccerebbe ogni forma di passività politica che tanto caratterizza alcune realtà italiane, in primis la città di Crotone, di cui chiediamo da anni risveglio cittadino e attivismo politico.

Crotone, la stessa che nell’antichità era caratterizzata dall’eccezionale salubrità dei luoghi e celebre per la scuola medica, la bellezza delle sue donne e per gli insuperabili atleti oltre ad essere terra fertile per le speculazioni filosofiche e matematiche di Pitagora che ivi risiedette per circa un ventennio– oggi forse la penultima caratteristica è sopravvissuta – subisce un’evoluzione nel corso dei secoli tanto che la città nel XVIII secolo è quasi “uno squallido villaggio dove l’aria è malsana” o meglio “ il più infelice paese d’Italia e forse del mondo se paragonato a realtà di simile estensione e paventato grado di civiltà, chiede oggi più che mai, in condizione di simile arretratezza, giustizia sociale e politica.
In effetti, la descrizione piuttosto severa da parte del prussiano Von Riedesell, che nel 1771 visita la città, non si discosta poi molto, anzi ci ricorda le recenti statistiche che pongono la città di Crotone, secondo una scala di vivibilità, all’ultimo posto in Italia. Nel corso della storia la cattiva gestione del territorio e dei feudi, provenienti da organi di governo più alti ( Corona spagnola, Regno d’Italia, Repubblica e infine Unione Europea) hanno difatti caratterizzato per secoli la realtà crotonese individuandone un po’ il modus operandi, penalizzandone i settori più produttivi quale la cultura data la nobile storia che la precede e il turismo data la posizione geografica in cui risiede.
Mi sembra giunta l’ora di dare a Crotone – Cotrone secondo la toponomastica risalente al tardo Medioevo e mantenuta fino al periodo fascista (1926) – ciò che merita, affrontando e combattendo il disastro urbano dovuto all’abusivismo edile, alla criminalità organizzata e non ultimo agli interessi dei politici altolocati, che lo snaturamento e l’annientamento dei caratteri peculiari di tante città è un’amara esperienza della nostra storia recente e recentissima. Continua a leggere