Cantieri navali di Kroton


Diogene Laerzio raccontava delle epiche battaglie di Kroton

Kroton,Secondo il libro XIV delle storie di livio,era circondata da alte mura,che corrisponderebbero ad una alta difesa,all’interno vi erano maestosi palazzi e campi con templi ed una grande piazza.
Vi erano soprattutto dei grandi porti,dove venivano costruite le navi Trireme,navi mercantili ed altri vascelli.
Questo avveniva grazie al legname proveniente dalla Sila,di alta qualità e di facile reperibilità.
Laerzio racconta di epiche battaglie navali sotto comando di Formione,abile generale navale.
Due battaglie in particolare contro gli spartani,questi dopo avere ricevuto sconfitta si prepararono con 85 grosse navi da guerra.
Formione ne uscì comunque vittorioso una seconda volta e solo 3 navi tornarono nei porti spartani,tutte le altre divennero flotta Crotoniate.
Nelle navi trireme vi erano rematori che garantivano una velocità di crociera molto alta grazie al tempo morto compensato dagli altri rematori,infatti la remata diveniva continua e la velocità costante.
Nelle navi trireme vi erano i thranites e i zygites sopra il ponte e i thalamites sotto di questo,anche se è scrittto che le posizioni sopra il ponte cambiarono quando i rematori di sopra venivano feiriti o a volte uccisi dagli archi nemici.
Nelle cronache di kroton quindi si ricordano anche la partecipazione alla battaglia di Salamina alla quale la flotta crotoniate partecipò con una singola simbolica nave.
Oggi naturalmente i cantieri navali servono per costruire navi da crociera,ma qui a Crotone oltre a non avere cantieri navali non abbiamo nemmeno navi da crociera.
Come sempre il mio slogan è:”impariamo dal nostro passato”.
Impariamo dal coraggio dei nostri avi,e forse torneremo a fare splendere un pò la nostra bellisssima città.

 

Di Tiziano Boscarato

 

Stanchi dei soliti

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2 pensieri su “Cantieri navali di Kroton

  1. Penso soltanto che con cotanto passato potevamo fare una fine migliore. Certo, non è che essendo figli di krotoniati si debba per forze essere i migliori del mondo, ma nemmeno ignorare le nostre origini depone bene ! Poi volendo, visto che le fabbriche hanno chiuso quasi 15 anni fà..potremmo pensare che quel liquido bluastro che sta oltre la riva del confine terrestre potrebbe essere utilizzato in modo migliore che semplicemente farci il bagno quando fà caldo ! Quella è una via ( forse l’ultima rimastaci ) per uscire dal nostro isolamento oramai quasi totale e drastico ! Il mare , il sole, il clima queste sono le risorse naturali e di primissima scelta che abbiamo senza rendercene nemmeno conto ..e sono gratuite !! Quand’è che ci renderemo conto che le risorse per lavorare nel nostro territorio..ce le dà proprio il nostro territorio ?? Quand’è che metteremo gente capace di tirarci fuori da questo oblìo che dura oramai da decenni ??

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    • Bella idea Gianfry,secondo me però oltre a quello che dici aggiungerei di non dimenticarci mai di una risorsa importante e cioè l’aercheologia,se veramente abbinassimo il nostro tesoro che ci hanno lasciato gli avi al secondo tesoro ,che invece ci ha regalato Dio,allora si che sicuramente potremmo rinascere.
      Ma a tanti non fa comodo tutto questo,anzi fa comodo rimanere nella melma in cui ci ritroviamo.
      Ripuliamoci da costoro e risaliremo sicuramente.

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