Dal mondo per Crotone. La nuova rubrica di Stanchi dei Soliti

Cartina Mondo
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Germania, Canada, Francia, Inghilterra e tante altre destinazioni: crotonesi alla ricerca di un lavoro sottratto alla logica delle raccomandazioni, hanno dovuto fare la valigia e avventurarsi al nord di Crotone e dell’Italia per guadagnarsi la pagnotta.
Tanti di loro ci scrivono messaggi privati, commentando i nostri articoli e integrandoli con alcune proposte degne di nota. Abbiamo così deciso di attribuire il giusto eco a tali proposte, dedicandone un’apposita rubrica settimanale o mensile, a seconda dei messaggi pervenuti. La rubrica “Dal mondo per Crotone” si pone l’obiettivo di divulgare ai nostri lettori, pensieri, stili di vita, critiche, proposte e qualsiasi altra segnalazione che un crotonese emigrato intende comunicarci. Lo scopo è contribuire allo sviluppo culturale e/o materiale della nostra città.
Tale iniziativa – riconducibile alle numerose politiche culturali promosse da Stanchi dei Soliti – è destinata a cittadini crotonesi e amministratori, sperando che gli uni e gli altri apprendano e attuino ciò che il resto del mondo insegna.

I crotonesi emigrati potranno comunicare segnalazioni e quant’altro all’indirizzo email: stanchideisolitiblog@gmail.com

Stanchi dei Soliti
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Crotone Stanchi dei Soliti: Il cambiamento non avviene chiedendo permesso

È chiaro che in Italia è in atto un cambiamento.
Stiamo attraversando una fase politico-storica che è il risultato della fiducia che per anni, anzi decenni, abbiamo concesso ai partiti di destra e sinistra, i grandi partiti che hanno abdicato in favore di tecnici senza scrupoli e che piangono finte lacrime, sulla pelle di chi non ce la fa più, di chi si toglie la vita piuttosto che subire la vergogna del fallimento.

Che cambiamento per Crotone e per l’Italia?

Oggi sono sempre meno le persone disposte a credere in questi partiti, che hanno abbandonato le loro ideologie per venerare il dio denaro, che hanno dimenticato quale dovrebbe essere Continua a leggere

Ecco cosa significa un posto fisso a Crotone

Com’è noto, assumere a tempo indeterminato è l’incubo dei datori di lavoro in quanto hanno estreme difficoltà di licenziamento anche qualora sussistano ragioni che dovrebbero comportare l’obiettiva cessazione del rapporto di lavoro. Un esperto di diritto del lavoro mi direbbe che il giustificato motivo soggettivo e la giusta causa di licenziamento mirano a tutelare il datore di lavoro sotto questo aspetto. Il “problema” è che tali ragioni si basano sull’interpretazione dei giudici e spesso quest’ultimi tendono ad avvantaggiare il lavoratore, anche quando esso è tutt’altro che incolpevole.

Il posto fisso e la meritocrazia a Crotone

Per molti aspetti il posto fisso rappresenta uno dei problemi principali anche nella pubblica amministrazione, soprattutto dalle parti di Crotone, dove la maggior parte dei dipendenti (ma per fortuna non tutti) di Comune e Provincia lavorano in modo del tutto svogliato: ogni loro operazione è funzionale a “togliersi dai piedi” l’utente, come se quest’ultimo fosse un problema da risolvere in fretta; l’altra faccia della medaglia, invece, rappresenta l’estremo opposto: fra utente e dipendente pubblico comincia un dialogo senza fine che non ha per oggetto i problemi o le eventuali strategie di sviluppo dell’ente, bensì la pietanza che la signora ha cucinato per pranzo oppure i risultati della domenica calcistica appena trascorsa (tutto ciò mentre dietro la porta dell’ufficio c’è una fila interminabile).
Il “tanto mi pagano lo stesso” è sempre più in vigore ed è inconcepibile che non ci siano dei forti strumenti di licenziamento per chi non fa il proprio dovere come dovrebbe.
Sul fronte opposto si pone il problema del contratto a termine, della flessibilità in entrata. Dal punto di vista sostanziale potremmo persino considerarla incostituzionale in quanto limiterebbe fortemente la libertà di voto dei lavoratori qualora il datore di lavoro decidesse di fare politica. Noi crotonesi di imprenditori (spesso di supermercati) che “consigliano” ai propri dipendenti di votare un determinato candidato ne conosciamo abbastanza; ed è risaputo che il “consiglio” si traduce in un obbligo, in quanto verrebbe meno il rinnovo del contratto se il lavoratore dovesse opporsi.
Dovremmo trovare il punto di incontro fra i due problemi, assicurando ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato forti poteri di licenziamento per i dipendenti che obiettivamente non svolgono in modo adeguato il loro mestiere, e allo stesso tempo garantire ai lavoratori la possibilità di opporsi ad eventuali pretese degli imprenditori, attraverso la possibilità di optare fra tanti altri posto di lavoro anche a termine (condizione essenziale affinché tanti datori di lavoro siano disposti ad assumere).
Ci auguriamo che la manovra Monti tuteli il lavoratore rendendo libero di scegliere e che, contemporaneamente, faccia sì che i datori di lavoro possano sbarazzarsi dei loro dipendenti negligenti. La meritocrazia è un nostro valore, perché non garantire un posto di lavoro a chi davvero se lo merita?

Andrea Arcuri

Stanchi dei soliti

Crotone, vuoi impugnarli questi Forconi o No?

Il Movimento dei Forconi è arrivato in Calabria

Movimento dei Forconi

Poichè la rivolta arrivata anche a Crotone è fallita, grazie alla mancanza di partecipazione dei crotonesi e alla mancanza dei camionisti, a causa del consorzio degli autotrasportatori crotonesi che non ha voluto aderire allo sciopero dei camionisti che avevano il compito di bloccare le strade Continua a leggere

Giovani ( e non) meridionali emigranti : in cerca di un futuro migliore

Gli emigranti meridionali al Nord
Sempre più giovani meridionali costretti a emigrare

Secondo i dati dello Svimez 2011(Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno),  nel Sud Italia si sono persi in due anni 281mila posti di lavoro. L’industria va verso l’estinzione e si rischia lo tsunami demografico. In 10 anni 600mila emigrati, nei prossimi 20 un giovane su quattro lascerà il Mezzogiorno”,delle 533mila unità perse in Italia tra il 2008 e il 2010, ben 281mila sono nel Sud, dunque ,pur essendo presenti meno del 30% degli occupati italiani,si concentra il 60% delle perdite di lavoro determinate dalla crisi”.. brutte notizie per il meridione arrivano anche dalla manovra di bilancio, l’effetto cumulato delle manovre 2010 e 2011 dovrebbe pesare in termini di quota sul PIL di 6,4 punti al Sud (di cui 1,1 punti nel 2011, ben 3,2 punti nel 2012,  2,1 nel 2013) e 4,8 punti sul PIL del Nord (1 nel 2011, 2,4 nel 2102, 1,4 nel 2013). Per quanto riguarda gli incrementi delle entrate, il 76% Continua a leggere