Elezioni Crotone: tanti nomi ma pochi programmi

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Mentre le vecchie truppe cammellate danno luogo a uno scontro di fantozziana memoria, Stanchi dei Soliti presenta il programma

Conosciamo nomi e cognomi dei candidati a sindaco, di qualche candidato a consigliere e alcuni parlano già dei futuri assessori. Il tutto sotto uno sfondo comune: litigi elettorali su chi deve essere il candidato a sindaco senza mai accennare come migliorare Crotone.

Dove sono i programmi?

L’enfasi mediatica e il dibatto politico è degenerata nel noto mercato elettorale crotonese, dove i programmi amministrativi cedono il posto alle logiche di compravendita di candidati ed elettori. “Sei impegnato politicamente?”. Domanda avanzata dai sanguisuga elettorali che tentato di strappare il tuo voto e, “se sei così gentile, ti chiedono di convincere anchea mamma e papà.

Dal 2006 al 2016 le dinamiche sono le stesse. Aumentano le promesse perché diminuiscono i posti di lavoro. Cresce il numero dei candidati ma decresce il numero delle idee.

Cosa farà Stanchi dei Soliti?
Stiamo realizzando un programma amministrativo che metteremo a disposizione della lista che sarà da noi considerata valida e composta da cittadini che rispecchiano i nostri dieci principi etici.

Negli ultimi 5 anni abbiamo realizzato più di 180 attività fra proposte e pressioni nei confronti delle amministrazioni locali. Tale considerazione fa di  Stanchi dei Soliti il gruppo politico locale che ha svolto più attività propositive dalla II Giunta Vallone a oggi.
Ryanair, decoro urbano, università, bonifica, politiche sociali, cultura, gestione dei rifiuti, servizio idrico, trasporti. Decine di iniziative svolte in ognuno di questi ambiti.

La nostra attività ha avuto inizio con le elezioni del 2011, quando proponemmo il giovane crotonese Andrea Arcuri quale nostro candidato a sindaco. Quest’anno però Stanchi dei Soliti non sarà parte del mercato elettorale crotonese, nuovamente composto da più di 800 candidati al consiglio e circa 10 candidati a sindaco.

Ma non resteremo seduti a guardare. Dalla prossima settimana fino a maggio presenteremo i punti del nostro programma amministrativo basato come sempre su un concetto fondamentale ed elementare: prima di diventare una città turistica dobbiamo diventare una città.

A presto

Gregorio Crudo
Stanchi dei Soliti

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Crotone scialacqua l’occasione dei fondi europei

 

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Piazza Pitagora Crotone

Crotone ha sprecato gli ultimi 20 anni – una generazione- a inseguire alternativamente il sogno industriale perduto e un mosaico di interessi locali che hanno beneficiato la posizione politica e il portafogli , in una regione, la Calabria che a Dicembre ha dovuto restituire oltre 600 milioni di euro comunitari che non è riuscita a spendere nei tempi dovuti.

Giusto per essere esplicativi. Dei 23 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbana solo 11 sono stati utilizzati per il centro storico di Crotone, provincia tra le più povere d’Italia. Tra i rimandi di responsabilità tra Regione Calabria e l’amministrazione gli unici a pagarne le conseguenze sono i Crotonesi, ormai parte lesa da parte di tutti i giochi di palazzo che pagano altresì lo scotto di una mancanza di competenza nell’utilizzo di questi strumenti europei determinanti in altre zone sottosviluppate nel rappresentare un volano di sviluppo.

Quando le competenze vengono messe in campo come per esempio nel caso della città di Rzeszow in Polonia accade esattamente il contrario. I Fondi Europei in questo caso sono stati spesi fino all’ultimo centesimo ( per la precisione 18,6 Milioni di Euro) cambiando volto all’aeroporto cittadino che si prepara ad ospitare un volo intercontinentale con tutti i ritorni in termini economici che ne conseguono.

Alla base c’è la programmazione. Come indicato dal rapporto di Fabrizio Barca, presentato alle istituzioni europee, bisogna promuovere il processo di apprendimento che dia luogo alla valutazione dell’impatto possibile sui territori.

Se si continua ad utilizzare i fondi europei per la spesa ordinaria (manutenzione di strade e affini a ridosso delle elezioni) non si garantirà il valore aggiunto in termini di innovazione, inclusione e sviluppo delle risorse veicolate da Bruxelles.

L’impatto pratico dei suddetti fondi , risulta chiaramente anche attraverso le BEST PRACTICE, i casi di eccellenza di spesa. Continua a leggere

La Calabria dei Soliti perde 70 milioni di euro?

Aula Consiliare Regione Calabria
Aula Consiliare Regione Calabria

“Non c’è lavoro.” “Non c’è speranza.” Sono le frasi che spesso echeggiano tra i giovani che non credono (e sono tanti) che qualcosa possa cambiare in meglio, come trovare un lavoro o più semplicemente poter guardare alla politica con speranza e sicurezza. Stiamo vivendo una fase economica critica, di incertezze e difficoltà quotidiane. Immergersi nel mondo del lavoro, oggi, è una sfida ardua che richiede tanta pazienza e forza d’animo. Contemporaneamente rappresentanti politici ed istituzionali detengono fondi destinati a giovani disoccupati e non si preoccupano di spenderli. Paradossalmente non è la solita storiella dei fondi non pervenuti, al contrario ci sono (e pure tanti) ma l’ente più sprecone mai esistito in Italia (la Regione) non ha alcuna intenzione a toglierli fuori. Si parla dello stanziamento europeo che ha come scopo quello di formare i giovani che non sono inseriti in un percorso scolastico e dunque lavorativo: il progetto Ministeriale “Garanzia Giovani”. La Regione in questione è (puntualmente e tristemente) la Calabria alla quale sono stati assegnati ben 67 milioni di euro per indirizzare giovani nell’acquisire competenze tecniche al fine, importantissimo, di facilitargli l’accesso al mondo del lavoro: tirocini retribuiti, formazione, stage eccetera. Il Segretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, ha reso noto la passività delle istituzioni calabresi nel preparare, strutturare ed avviare il progetto, minacciando lo spostamento dei fondi ad altre attività (ribadiamo, ben 67 milioni). Progetto importantissimo, considerato il pessimo stato nel quale versa il tessuto economico-lavorativo crotonese e calabrese. Per amor di verità è doveroso ricordare che 22 e 23 novembre ci saranno le elezioni per il rinnovo delle cariche istituzionali calabresi. In questi tempi si è immersi nella declamazione di fantastiche ricette che ci risolleverebbero dal buio della crisi. Per costoro, e i dati negativi espressi dalla Presidenza del Consiglio lo confermano, riguardo i fondi non spesi per il progetto succitato, l’unica preoccupazione in questi periodi è fare campagna elettorale e non dare opportunità concrete ad un territorio che già vive situazioni critiche in termini di occupazione e sviluppo mancato. Qualcuno sta impedendo a tantissimi giovani di salire su un treno che potrebbe cambiargli la vita. Eh già, perché in Calabria, avere un lavoro dignitoso, è come vincere alla lotteria. Questo qualcuno ha un nome e un cognome (più nomi e più cognomi): i rappresentati politici calabresi.
È facile cavalcare la solita retorica del “tutto va male”, meno facile è prendere atto e informare sulla devianza dell’istituzione politica che, in barba all’interesse comune, butta nel cesso potenzialità importanti al fine esclusivo di favorire quello, già abbastanza grasso ed egoistico, di pochi.
La messa in piazza di queste informative può essere l’unica maniera utile per fare chiarezza su come questo territorio stia intraprendendo una strada senza ritorno. Che le istituzioni si attivino nel più breve tempo possibile per mettere in moto questo progetto (emulando la Puglia, dove sono stati avviati già 7000 colloqui al contrario della Calabria dove poco meno di 14000 giovani ancora attendono una possibilità) che non è solo un’urgenza ma anche un obbligo verso questa terra e questi giovani bistrattati e abbandonati dalla politica nazionale e locale. Papa Francesco sostiene che “non c’è dignità senza lavoro”. Parole che dimostrano inequivocabilmente la chance che stiamo perdendo. La conoscenza è alla base dello sviluppo. E sembra che in tanti lo stiano iniziando a pensare.

Gregorio Crudo
Stanchi dei Soliti

L’articolo è stato scritto due settimane prime delle Elezioni che hanno visto la vittoria di Oliverio.

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Importante non è promettere cosa fare. Importante è spiegare come

Albert Einstein Politica
Albert Einstein Politica

di Gregorio Crudo

E’ facile parlare di decoro urbano o di democrazia diretta. E’ altrettanto facile promettere interventi « che miglioreranno la qualità della vita» oppure che «accresceranno l’occupazione locale». Bene, spesso ci avete detto «cosa» farete, ma quante volte vi siete soffermati sul «come»? Si deve proporre, ad esempio, l’ esportazione dei prodotti tipici locali per accrescere l’occupazione. Si deve proporre un referendum confermativo del sindaco nell’ottica di una democrazia diretta e partecipativa. E’ questo quello che manca durante le campagne elettorali, e deve essere questa la nuova direzione. Poche parole e più progetti.