La fine di una bella storia d’amore

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Ryanair a Crotone

 

È finita così. E ci sembra doveroso aggiornare questo blog con una delle battaglie che abbiamo vinto: Ryanair a Crotone.

Abbiamo seguito la vicenda dal primo all’ultimo giorno. Da quando Ryanair ha manifestato interessa a volare da e per Crotone fino a ieri, quando è decollata per l’ultima volta.

Vi riproponiamo le parole di Andrea Arcuri riportata sul suo profilo facebook, e vi invitiamo, infine, a rileggere le tappe della nostra battaglia per consentire il decollo di Ryanair.

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Ci auguriamo che sia un arrivederci. Ci auguriamo che Crotone potrà continuare a volare.

Stanchi dei Soliti

Elezioni Crotone: le pagelle dei candidati a sindaco

candidati sindaco crotone

Da Sorgiovanni a Pugliese. Da Meo a Pirillo. Dalla Barbieri a Piuma. Da Infusino a Tesoriere. I voti in pagella dei candidati a sindaco

Le pagelle sono state elaborate da Stanchi dei Soliti e si basano su tre elementi: personalità del candidato, il suo passato politico e, infine, la coalizione a suo sostegno. Il voto attribuito è una media dei tra fattori. Nei prossimi giorni saranno invece elaborate le pagelle amministrative relative ai programmi delle principali forze politiche.

Stanchi dei Soliti è la prima vera lista civica di Crotone che 5 ann fa partecipò alle elezioni comunali esprimendo un autonomo candidato a sindaco e che finora ha svolto oltre 180 attività politiche, amministrative, culturali e sociali per la città di Crotone.

Rosanna Barbieri voto 2.
Utilizzare lo slogan «rivoluzionare Crotone» dopo che il suo partito ha governato 10 anni significa darsi la zappa sui piedi. Significa riconoscere il fallimento del suo centrosinistra. Significa rivoluzionare il fallimento. Il che concettualmente è anche una cosa bella, peccato che vuole fare la rivoluzione con gli stessi soldati del 2011, ossia quelli che il fallimento lo hanno costruito, promosso, alimentato.
Si parla ancora di Corigliano, Molè, Candigliota, Pristerà: c’erano ieri, ci sono oggi e, sicuramente, ci saranno anche domani.
Recidiva.
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L’assessore Marseglia vive su Marte

Succede che la discarica di Ponticelli‬ si guasta e dunque l’assessore Marseglia invita i cittadini a non gettare la spazzatura, al fine di evitare cumuli fuori dai cassonetti. Ma prima che questa si rompesse, la situazione non era pressoché la stessa? Ma è sicuro di vivere a Crotone ‬l’illustre assessore senza alcuna competenza?

Michele Marseglia
Michele Marseglia

Caro Marseglia, puoi spiegare a me e alla cittadinanza tutta dove hai vissuto in questi ultimi anni? Te lo chiedo dopo aver letto l’invito fatto da te, in qualità di assessore all’ambiente, e dal tuo assessorato, in seguito alla rottura della discarica di Ponticelli: “Si invitano i cittadini – nel limite del possibile – a non gettare i sacchetti per evitare accumuli fuori dai cassonetti”. Ma stai scherzando o pensi davvero che qui siamo tutti rincretiniti e tu sei l’unico serio, per altro che tiene cura del decoro urbano e dell’ambiente? Hai mai visto lo stato di degrado che popola molte zone della città per via dell’elevato numero di buste di spazzatura fuori dagli appositi cassonetti? Io e molti altri crotonesi sì. Tu probabilmente eri impegnato a fare la campagna elettorale per le regionali a qualche amico, che alla fine non venne nemmeno trombato ma si trombò da solo. Ma questa è un’altra storia, Michelino caro.

A proposito, ma la percentuale di differenziata della città di Crotone a quanto ammonta? 

Sei a conoscenza, caro assessore senza alcuna competenza, che diverse pescheria della città (specie una molto nota) gettano le cassette vuote del pesce nel quartiere limitrofo al porto, creando disagio ai cittadini e ai bambini che popolano quei rioni, per via dell’inevitabile ritrovamento di gatti e topi? Non lo sai? E dove hai vissuto in questi anni  mi chiedo, visto che il fenomeno non si arresta nemmeno d’estate.  Continua a leggere

Regione: è di nuovo inciucio tra PD e centrodestra. Oliverio regala poltrona a Gentile

L’inciucio è nato in Calabria. E’ ormai una pratica che nessuno ha intenzione di interrompere, tanto meno il neo governatore Oliverio. Se in campagna elettorale aveva garantito nessun accordo con il centrodestra, due mesi dopo la realtà è un’altra

Tonino Gentile e Mario Oliverio
Tonino Gentile e Mario Oliverio

La Calabria che non cambia mai, neanche col dichiarato comunista di Mario Oliverio. Aveva promesso ai calabresi una cosa su tutte: “nel mio governo, non ci saranno inciuci”. Come non detto. Nemmeno due mesi dopo, alla proclamazione dell’amministrazione regionale, il PD di Renzi e Oliverio si accorda, clandestinamente, con l’NCD dei fratelli Gentile. Noti al grande pubblico per la loro potenza elettorale, che in passato fu in grado di bloccare l’uscita di un giornale per notizie poco gradite sul figlio di Tonino. Qualche mese fa invece, poco prima delle elezioni di novembre, Tonino e l’NCD calabrese, si recarono direttamente nella sede romana del PD per esternare la propria indignazione per la mancata alleanza. Oggi scopriamo che l’inciucio ci fu, o quantomeno c’è stato in seguito. Pino Gentile è stato eletto vicepresidente del Consiglio, grazie a 5 voti provenienti dalla maggioranza di Oliverio. Un regalo a uno degli uomini più votati nell’ultima tornata (circa 13.000 preferenze), che mette da subito in chiaro una cosa: questo nuovo consiglio è tale e quale a quello di Loiero, ma anche di Scopelliti. Considerata la schiacciante maggioranza ottenuta dal centrosinistra, e la debacle di Forza Italia e del centrodestra tutto, questa nomina si sarebbe potuta evitare. E’ dunque evidente la sigla di un accordo. Quello che non si conosce è il peso, la contropartita. Perché Oliverio ha ordinato ai suoi di votare Gentile, quando avrebbe potuto eleggere, tranquillamente, uno di casa sua? A questa domanda potrà rispondere solo il tempo, intanto la certezza unica è che la Calabria è per l’ennesima volta nelle solite mani sbagliate. La curiosità è capire cosa ne penserà Matteo Renzi.

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Crotone, extracomunitari e ignoranza

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Crotone ed extracomunitari – Foto di Tiziano Boscarato

Io sono stanco dei soliti crotonesi. Convinti di saper tutto solamente grazie al tradizionale fenomeno del “passaparola”, senza neppure avere la curiosità di informarsi sulle novità, sulla realtà stessa e sulle leggi in vigore in Italia.
Prova a dire “immigrazione”. C’è sempre il solito crotonese pronto a dire la sua riguardo le sigarette, le ricariche e tutti i servizi destinati a questi immigrati. “Hanno la ricarica gratis ogni giorno” ti dicono. Quando neanche lo sanno che ricevono una ricarica telefonica di € 15,00 una volta sola e basta. “Tenan i sord, u ni vidi” quando non sanno che hanno diritto a €.2,50 al giorno, non di più. “Ca venan ca senza sacrifici e stann a vita” quando non sanno che partono sulla prima barca (?) Che parte senza neanche una meta e senza sapere che in realtà, questi immigrati, stanno in Italia al massimo per sei mesi, dopodiché vengono rimandati nei loro Paesi tramite i centri di riconoscimento ed espulsione. Sono stanco. Stanco di dire le cose come stanno e di cercare di cambiare un po’ la mentalità di questi cittadini. Ma come si fa?

di Davide Mellace
Per Stanchi dei Soliti

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La Calabria dei Soliti perde 70 milioni di euro?

Aula Consiliare Regione Calabria
Aula Consiliare Regione Calabria

“Non c’è lavoro.” “Non c’è speranza.” Sono le frasi che spesso echeggiano tra i giovani che non credono (e sono tanti) che qualcosa possa cambiare in meglio, come trovare un lavoro o più semplicemente poter guardare alla politica con speranza e sicurezza. Stiamo vivendo una fase economica critica, di incertezze e difficoltà quotidiane. Immergersi nel mondo del lavoro, oggi, è una sfida ardua che richiede tanta pazienza e forza d’animo. Contemporaneamente rappresentanti politici ed istituzionali detengono fondi destinati a giovani disoccupati e non si preoccupano di spenderli. Paradossalmente non è la solita storiella dei fondi non pervenuti, al contrario ci sono (e pure tanti) ma l’ente più sprecone mai esistito in Italia (la Regione) non ha alcuna intenzione a toglierli fuori. Si parla dello stanziamento europeo che ha come scopo quello di formare i giovani che non sono inseriti in un percorso scolastico e dunque lavorativo: il progetto Ministeriale “Garanzia Giovani”. La Regione in questione è (puntualmente e tristemente) la Calabria alla quale sono stati assegnati ben 67 milioni di euro per indirizzare giovani nell’acquisire competenze tecniche al fine, importantissimo, di facilitargli l’accesso al mondo del lavoro: tirocini retribuiti, formazione, stage eccetera. Il Segretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, ha reso noto la passività delle istituzioni calabresi nel preparare, strutturare ed avviare il progetto, minacciando lo spostamento dei fondi ad altre attività (ribadiamo, ben 67 milioni). Progetto importantissimo, considerato il pessimo stato nel quale versa il tessuto economico-lavorativo crotonese e calabrese. Per amor di verità è doveroso ricordare che 22 e 23 novembre ci saranno le elezioni per il rinnovo delle cariche istituzionali calabresi. In questi tempi si è immersi nella declamazione di fantastiche ricette che ci risolleverebbero dal buio della crisi. Per costoro, e i dati negativi espressi dalla Presidenza del Consiglio lo confermano, riguardo i fondi non spesi per il progetto succitato, l’unica preoccupazione in questi periodi è fare campagna elettorale e non dare opportunità concrete ad un territorio che già vive situazioni critiche in termini di occupazione e sviluppo mancato. Qualcuno sta impedendo a tantissimi giovani di salire su un treno che potrebbe cambiargli la vita. Eh già, perché in Calabria, avere un lavoro dignitoso, è come vincere alla lotteria. Questo qualcuno ha un nome e un cognome (più nomi e più cognomi): i rappresentati politici calabresi.
È facile cavalcare la solita retorica del “tutto va male”, meno facile è prendere atto e informare sulla devianza dell’istituzione politica che, in barba all’interesse comune, butta nel cesso potenzialità importanti al fine esclusivo di favorire quello, già abbastanza grasso ed egoistico, di pochi.
La messa in piazza di queste informative può essere l’unica maniera utile per fare chiarezza su come questo territorio stia intraprendendo una strada senza ritorno. Che le istituzioni si attivino nel più breve tempo possibile per mettere in moto questo progetto (emulando la Puglia, dove sono stati avviati già 7000 colloqui al contrario della Calabria dove poco meno di 14000 giovani ancora attendono una possibilità) che non è solo un’urgenza ma anche un obbligo verso questa terra e questi giovani bistrattati e abbandonati dalla politica nazionale e locale. Papa Francesco sostiene che “non c’è dignità senza lavoro”. Parole che dimostrano inequivocabilmente la chance che stiamo perdendo. La conoscenza è alla base dello sviluppo. E sembra che in tanti lo stiano iniziando a pensare.

Gregorio Crudo
Stanchi dei Soliti

L’articolo è stato scritto due settimane prime delle Elezioni che hanno visto la vittoria di Oliverio.

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