Crotone: il Comune è nostro. Dateci una stanza per confrontarci

Palazzo_Comunale,_Crotone_(1)
Comune di Crotone – Piazza della Resistenza

Il Comune è la casa del cittadino. Pertanto, stiamo richiedendo al sindaco Peppino Vallone di poter usufruire, una volta a settimana, di una stanza all’interno del municipio. Vogliamo confrontarci con tutti i cittadini, discutere dei progetti dell’amministrazione comunale e magari bussare alla porta dell’assessore o del consigliere competente per rivolgere loro proposte, critiche o sollecitazioni. Insomma, stiamo chiedendo al sindaco di darci una stanza nella Casa del Cittadino, una stanza nella nostra casa. Questa non è una richiesta proveniente da un gruppo politico, bensì una proposta rivolta da cittadini di Crotone al sindaco della nostra città. Gli incontri da noi organizzati non saranno firmati Stanchi dei Soliti o rivolti esclusivamente ai membri del nostro gruppo ( abbiamo la nostra sede per svolgere queste attività), ma si tratterà di pubbliche riunioni con tutti i crotonesi interessati. Gli argomenti che tratteremo avranno come unico oggetto la città di Crotone.

L’articolo 10 comma 3 del testo unico degli enti locali prevede che i Comuni, al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini alle attività dell’amministrazione, assicurano l’accesso ai servizi e alle strutture. L’attuazione di tale disposizione dipende dalla propensione del nostro Comune a valorizzare o meno l’apporto della collettività locale ai processi decisionali e consultivi. In altre parole, se il Comune di Crotone accetta la nostra proposta significa che crede nella partecipazione popolare, da cui prendere spunto per le decisioni da adottare.
Considerati alcuni precedenti del nostro Comune, non abbiamo molte speranze che includa i cittadini nelle scelte che contano; ma non si sa mai, ci auguriamo che almeno una volta l’amministrazione Vallone possa sorprenderci in positivo.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

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Buone azioni o compromessi ? Il modus operandi del clientelismo

Clientelismo Politico
Buone azioni o compromessi ? Il clientelismo

Spesso crediamo che il riconoscimento di determinati diritti, la concessione di agevolazioni fiscali e l’attuazione di quelle politiche che mirano a migliorare la qualità della vita, dal punto di vista economico e morale, siano frutto di “buone azioni” governative e/o parlamentari. E beh, non è proprio così. Spesso (non sempre per fortuna) le decisioni nei palazzi del potere avvengono dopo tante contrattazioni con i partiti, e quella che può apparire all’italiano, o al crotonese, medio come una Continua a leggere