150 convegni a Bologna sulle città intelligenti : parteciperà qualche amministratore crotonese?

Smart City Bologna - Città intelligenti
Smart City Bologna – Città intelligenti

Nei prossimi giorni si terrà a Bologna la seconda edizione de Smart City Exibision: la manifestazione delle città intelligenti. In particolare, si tratta di un evento con cadenza annuale il cui obiettivo è quello di promuovere la conoscenza delle buone pratiche di amministrazione locale e non solo. Il programma è articolato in tre giornate (16, 17 e 18 ottobre), dove sarà possibile partecipare a più di 150 convegni e conferenze, avente come oggetto le politiche di governo locale. Nel dettaglio, le tematiche che saranno trattate riguardano l’assistenza ai cittadini, i trasporti, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo delle nuove tecnologie nelle pubbliche amministrazioni, l’integrazione sociale, l’accoglienza dei turisti e tanto altro ancora. Insomma, tutti i settori in cui l’operato dell’ amministrazione comunale crotonese – considerando i risultati raggiunti-   non è dei migliori. La promozione e l’ attuazione delle buone pratiche illustrate durante i convegni potrebbe guidare il l’amministrazione comunale di Crotone verso lo sviluppo di azioni amministrative intelligenti.  
Ci auguriamo che il Comune di Crotone – ma anche la provincia – al fine di offrire servizi di qualità nei confronti dei cittadini, decida di partecipare a questo utile e gratuito evento.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

Storie di campagna elettorale: il sistema degli infiltrati a Crotone

Riunione

Lo scorso giovedì abbiamo annunciato l’apertura della nuova rubrica Storie di campagna elettorale, attraverso cui vogliamo raccontarvi le vicende e le prassi nascoste delle campagne elettorali crotonesi. Oggi è il nostro primo appuntamento, e vogliamo porre alla vostra attenzione il meccanismo degli infiltrati dei partiti nelle liste civiche e nei gruppi politici autonomi.
Prima di descrivere le varie tipologie di infiltrati, dobbiamo sottolineare le ragioni per cui si verifica questo fenomeno. Crotone non è un comune qualsiasi: nella nostra città gli interessi in gioco sono molti, si pensi alla bonifica, alle trivellazioni e alle potenzialità territoriali. Tenere sottocontrollo l’assetto politico crotonese significa evitare problemi di continuità rispetto al passato. Le elezioni rappresentano lo strumento che può mettere in discussione questa stabilità, pertanto analizzare i gruppi politici emergenti diviene prioritario.

Esistono tre tipologie di infiltrati:

I murgi citti. Questa tipologia inizia la sua attività di spionaggio almeno sei mesi prima della campagna elettorale; trova magicamente il tuo numero di telefono e cortesemente ti domanda se può partecipare alle riunioni perché è «davvero interessato al tuo progetto politico». Considerato che non avevamo –e non abbiamo tuttora-  né risorse e né strumenti investigativi all’avanguardia, abbiamo spesso e volentieri accolto tutti coloro che pensavamo fossero indipendenti da legami partitici e privi di problematiche giudiziarie. I murgi citti sono i più timidi durante le riunioni: parlano poco e quando vogliono farlo chiedono il permesso con tanto di alzata mano. Persone educate insomma. Loro ti studiano cercando di capire le tue debolezze in termini progettuali e comunicativi, per poi riferirle al mandate della loro venuta; il quale successivamente tenterà di Continua a leggere

Politica: Crotone è la ruota di scorta dei candidati sconfitti

Senatore e Vallone
Pasquale Senatore                                                                                                                           Peppino Vallone

“Prima ambiscono al parlamento, se va male alla regione e se va peggio a Crotone”


Pasquale Senatore e Peppino Vallone hanno qualcosa in comune: sono due uomini di partito che hanno ricercato la loro stabilità politica nella città di Crotone, candidandosi alla carica di primo cittadino un anno dopo la sconfitta alle elezioni regionali.
Peppino Vallone, candidato nelle fila del partito democratico, alle regionali del 2010 ottenne 4.198 voti, ma dovette cedere il seggio al compagno di partito Francesco Sulla, eletto con un centinaio di voti in più. Stesso destino per Pasquale Senatore che, con 3.227 preferenze, si vide scavalcato da Salvatore Pacenza, primo degli eletti del PDL nella circoscrizione crotonese. A differenza di Vallone, per Pasquale Senatore la candidatura alle regionali era una sorta di ruotine, avente il fine di confermare la carica di consigliere della Calabria già conquistata nel 2005; ma le previsioni del millantato “miglior sindaco” di Crotone erano difformi dalla realtà poi verificatesi.
Ed è così che il fallimento si trasforma in opportunità: due candidati sconfitti alla ricerca di un ripiego, il cui oggetto è  l’aministrazione comunale crotonese. Tale constatazione stimola in noi una domanda retorica che vogliamo rivolgervi: cosa sarebbe successo se Vallone e Senatore fossero stati eletti al consiglio della Calabria? Si sarebbero ricandidati a sindaco un anno dopo, dovendo così rinunciare alla carica di consigliere (data l’incompatibilità con quella di primo cittadino)? Evidentemente no. Per entrambi i contendenti, dunque, rivestire la carica di sindaco non era una priorità, bensì una triste sicurezza a cui i due aspiranti consiglieri calabresi si sono adattati. Adattamento ancora più frustrante per Pasquale Senatore, il quale non essendo rieletto né consigliere regionale nel 2010 né sindaco nel 2011, ha dovuto optare per una carica di minore rilievo, ovvero quella di consigliere comunale.
Che Crotone fosse considerata la ruota di scorta dei candidati sconfitti non è cosa nuova; anzi, azzardiamo una previsione su un episodio che alle amministrative del 2016 potrebbe verificarsi: la candidatura a sindaco di Crotone di Antonella Stasi. Per amore della città o per ripiego? Beh, considerando che la Stasi non è stata eletta alle recenti elezioni di camera e senato, provate ad indovinare la (scontata) risposta.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

Cosa vogliamo da ENI? Questa volta lo abbiamo detto a tutta Crotone

Aurelia, nella sala consiliare, legge una lettera scritta con Andrea Arcuri

Stanchi dei Soliti ribadisce le sue proposte a Eni e alla politica locale: UniKro e centri direzionali a Crotone”

Stamattina nella sala consiliare del comune di Crotone si è tenuto un dibattito sul tema Eni. All’incontro hanno partecipato in molti: amministratori, partiti, sindacati, associazioni e liberi cittadini. L’evento ha avuto come oggetto le attività estrattive dell’Ente Nazionale Idrocarburi, da cui sono state evidenziate le ripercussioni di natura ambientale ed economica, ponendo l’accetto su quale tipo di sviluppo Eni deve apportare alla città.
Anche il nostro gruppo politico non è mancato all’incontro, anzi, abbiamo colto l’occasione per ribadire ancora una volta ciò che prendiamo da Eni. E’ stata Aurelia Corasaniti a farsi portavoce delle nostre proposte, leggendo una lettera scritta insieme ad Andrea Arcuri. Aurelia ha inoltre evidenziato i rischi che intercorrono tra le attività estrattive e la accelerazione delle frana.

Nelle righe seguenti è riportato il testo della lettera di Stanchi dei Soliti indirizzata a Eni, al Comune e alla provincia di Crotone:

«MI chiamo Aurelia Corasaniti e con questa lettera rappresento il gruppo politico Stanchi dei Soliti e Andrea Arcuri, che oggi non è presente perché purtroppo non è in città.

L'elenco dei partecipanti al dibattito. Clicca per ingrandire
L’elenco dei partecipanti al dibattito.
Clicca per ingrandire

Voglio precisare che le proposte provenienti da Stanchi dei Soliti in questa sede, sono le stesse che avanziamo nei confronti della giunta comunale e provinciale da anni, invitando tali amministrazioni ad effettuare le giuste pressioni su Eni per ottenere il giusto corrispettivo. I nostri impulsi al Comune e alla provincia di Crotone non solo non sono mai stati promossi o attuati, ma non hanno neppure ricevuto la minima considerazione: infatti né l’amministrazione guidata da Peppino Vallone, né quella guidata da Stano Zurlo si sono mai degnate di rispondere, neppure criticando le nostre sollecitazioni, effettuate talvolta tramite comunicati stampa o interviste, talvolta tramite petizioni.È dunque oggi il momento opportuno per ribadire i nostri intenti, per ribadire ciò che pretendiamo da Eni; sperando che, almeno questa volta, gli amministratori o gli amici del loro partito si degnino a dare delle risposte nei confronti, non solo del nostro gruppo politico, bensì dei 1050 cittadini che ci hanno dato fiducia alle scorse elezioni comunali.
Quello che Eni deve corrispondere a Crotone deve essere proporzionale a ciò che Crotone corrisponde ad Eni: la notevole quantità di metano estratta dal nostro mare non può e non deve avere come controparte il solo finanziamento delle stagione estiva (come è avvenuto qualche anno fa) oppure il solo versamento delle Royalties che spesso tardano ad arrivare. Noi vogliamo che l’ente nazionale idrocarburi realizzi quello che Continua a leggere

Il terremoto accelera la frana crotonese: nessuno ha interpellato l’Eni?

Alluvione Crotone 1996

La gigante frana sottomarina tra Crotone e Isola Capo Rizzuto si muove di circa 8 millimetri all’anno, il che potrebbe apparire un moto innocuo; ma, allo stesso tempo, i ricercatori sottolineano come l’attività sismica potrebbe causare improvvise accelerazioni. E’ noto a tutti il legame che intercorre tra estrazione di metano e rischio sismico, pertanto c’è la necessità di interpellare gli autori delle attività estrattive nel mare crotonese: l’ente nazionale idrocarburi.
Tale interpellanza non deve essere avanzata dal nostro gruppo politico, bensì dai rappresentanti istituzionali: il sindaco di Crotone Peppino Vallone, il presidente della Provincia Stano Zurlo e il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno.

I ricercatori hanno impiegato cinque anni di lavoro prima di pubblicare la ricerca in questione; ci auguriamo che la classe politica di Crotone e provincia non impieghi altrettanto tempo per incontrare i dirigenti Eni.

Andrea Arcuri e Fabrizio Marino
Stanchi dei Soliti

Politiche ambientali: i rifiuti in Calabria e a Crotone. Quali i problemi e le soluzioni?

raccolta differenziata

Com’è noto, il territorio della regione Calabria si distingue da gran parte del resto d’Italia a causa dell’insufficiente tasso di raccolta differenziata, che si aggira intorno al 12% (rapporto Istat 2013). Tale problematica ha tre importanti ripercussioni: la prima concerne l’elevato impatto ambientale, derivante dal conferimento in discarica (e in altri impianti di smaltimento) del restante 88% dei rifiuti; la seconda è relativa ai disagi che i cittadini devono affrontare ogniqualvolta le strade urbane si ripopolano di immondizia (il che non avverrebbe se raggiungessimo elevati livelli di differenziata); la terza ripercussione è invece di natura economica: alte percentuali di raccolta differenziata garantirebbero al bilancio della Regione Calabria un contenimento della spesa non indifferente. Il riutilizzo, la vendita e il riciclo del materiale differenziato e, inoltre, la riduzione dei costi relativi al mantenimento, alla locazione delle discariche o all’acquisto di impianti di smaltimento (come gli inceneritori), rendono comprensibili le ragioni per cui all’aumento della raccolta differenziata diminuiscono i costi per le pubbliche amministrazioni.

E’ facile intuire che le proposte di Stanchi dei Soliti su tale argomento non prescindono dall’aumento della differenziazione dei rifiuti. Ma, concretamente, com’è possibile incentivare tale differenziazione? Quale dev’essere il compito della Regione e quale ruolo devono rivestire gli enti locali? Per rispondere alla prima domanda, ribadiamo che Continua a leggere