Cosa vogliamo da ENI? Questa volta lo abbiamo detto a tutta Crotone


Aurelia, nella sala consiliare, legge una lettera scritta con Andrea Arcuri

Stanchi dei Soliti ribadisce le sue proposte a Eni e alla politica locale: UniKro e centri direzionali a Crotone”

Stamattina nella sala consiliare del comune di Crotone si è tenuto un dibattito sul tema Eni. All’incontro hanno partecipato in molti: amministratori, partiti, sindacati, associazioni e liberi cittadini. L’evento ha avuto come oggetto le attività estrattive dell’Ente Nazionale Idrocarburi, da cui sono state evidenziate le ripercussioni di natura ambientale ed economica, ponendo l’accetto su quale tipo di sviluppo Eni deve apportare alla città.
Anche il nostro gruppo politico non è mancato all’incontro, anzi, abbiamo colto l’occasione per ribadire ancora una volta ciò che prendiamo da Eni. E’ stata Aurelia Corasaniti a farsi portavoce delle nostre proposte, leggendo una lettera scritta insieme ad Andrea Arcuri. Aurelia ha inoltre evidenziato i rischi che intercorrono tra le attività estrattive e la accelerazione delle frana.

Nelle righe seguenti è riportato il testo della lettera di Stanchi dei Soliti indirizzata a Eni, al Comune e alla provincia di Crotone:

«MI chiamo Aurelia Corasaniti e con questa lettera rappresento il gruppo politico Stanchi dei Soliti e Andrea Arcuri, che oggi non è presente perché purtroppo non è in città.

L'elenco dei partecipanti al dibattito. Clicca per ingrandire
L’elenco dei partecipanti al dibattito.
Clicca per ingrandire

Voglio precisare che le proposte provenienti da Stanchi dei Soliti in questa sede, sono le stesse che avanziamo nei confronti della giunta comunale e provinciale da anni, invitando tali amministrazioni ad effettuare le giuste pressioni su Eni per ottenere il giusto corrispettivo. I nostri impulsi al Comune e alla provincia di Crotone non solo non sono mai stati promossi o attuati, ma non hanno neppure ricevuto la minima considerazione: infatti né l’amministrazione guidata da Peppino Vallone, né quella guidata da Stano Zurlo si sono mai degnate di rispondere, neppure criticando le nostre sollecitazioni, effettuate talvolta tramite comunicati stampa o interviste, talvolta tramite petizioni.È dunque oggi il momento opportuno per ribadire i nostri intenti, per ribadire ciò che pretendiamo da Eni; sperando che, almeno questa volta, gli amministratori o gli amici del loro partito si degnino a dare delle risposte nei confronti, non solo del nostro gruppo politico, bensì dei 1050 cittadini che ci hanno dato fiducia alle scorse elezioni comunali.
Quello che Eni deve corrispondere a Crotone deve essere proporzionale a ciò che Crotone corrisponde ad Eni: la notevole quantità di metano estratta dal nostro mare non può e non deve avere come controparte il solo finanziamento delle stagione estiva (come è avvenuto qualche anno fa) oppure il solo versamento delle Royalties che spesso tardano ad arrivare. Noi vogliamo che l’ente nazionale idrocarburi realizzi quello che ha realizzato in altre città: a San Donato Milanese, a Gela e in tante altre città italiane l’Eni ha creato centri direzionali di una portata occupazionale rilevante (a San Donato Milanese si parla di 3000 posti di lavoro). In Basilicata ha trasformato una vecchia miniera in un percorso turistico, e episodi simili in Italia e all’estero ce ne sono molti. Oltre, o in alternativa, alla creazione di tali centri direzionali a Crotone, l’ente nazionale idrocarburi potrebbe promuovere la nascita dell’UniKro: l’Università di Crotone, in cui istituire tutte quelle facoltà e corsi di studio attualmente non presenti all’Università di Catanzaro e di Cosenza.
Qualcuno dei presenti potrebbe storcere il naso, considerando irrealizzabili le nostre proposte; ma l’attuazione da parte dell’Eni di progetti così rilevanti in altri comuni ci fa capire che le nostre non sono utopie ma obiettivi perseguibili, qualora la politica locale volesse perseguirli. Ovviamente, qualunque sia lo sviluppo che Eni intende apportare, gli amministratori crotonesi e calabresi devono creare una serie di servizi di supporto: non avrebbe alcun senso realizzare un’università senza che vi siano i mezzi di trasporto per raggiungerla.
Agli scopi prefissati da tutti i partecipanti al dibattito, devono susseguire azioni concrete, affinché questo sabato mattina non rimanga una giornata all’insegna dei buoni propositi e delle belle parole, ma deve essere l’inizio di seria una trattativa con Eni; trattativa che deve avere un solo ed unico obiettivo: lo sviluppo di una città tanto bella quanto umiliata, Crotone.»

Aurelia Corasaniti e Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

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7 pensieri su “Cosa vogliamo da ENI? Questa volta lo abbiamo detto a tutta Crotone

  1. Belle proposte! Io avrei aggiunto un grosso call center per pubblicizzare i servizi gas e luce dell’Eni (call center già presenti in 4 centri calabresi), in modo che alcune migliaia di giovani e di meno giovani, e di cassa-integrati, potessero finalmente trovare un lavoro.

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  2. Io penso che oltre ad un nuovo grande progetto serva una ” messa in sicurezza” della città, ossia l’attuazione di tutti quei lavori basilari che permettano di qualificare come città questo posto, come il rifacimento di strade e marciapiedi.

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    • Ciao Pietro, sicuramente l’assenza di interventi di ordinaria amministrazione utili a risolvere i problemi connessi al degrado urbano, è una priorità per la città. Tali interventi, però, devono essere progettati, finanziati e attuati dall’amministrazione comunale. Quando pensiamo ad Eni dobbiamo pensare alla reaizzazione di grandi progetti, cui il Comune di Crotone deve affiancare l’ordinaria amministrazione.
      Questa è la nostra opinione, ciao a presto.

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  3. […] Nel mese di settembre ha avuto inizio una serie di incontri tra le associazioni, i gruppi politici locali e i rappresentanti delle istituzioni cittadine sulla vicenda ENI-Crotone. Il fine era quello di redigere un documento programmatico da sottoporre ai dirigenti Eni, con i quali le organizzazioni tutte avrebbero negoziato per apportare alla città di Crotone, non solo gli interventi di bonifica per cui ENI è già stata considerata responsabile, bensì tutti quei progetti di sviluppo ideati dagli organizzatori (tra cui le proposte di Stanchi dei Soliti). […]

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