Proposte democratiche: un referendum per confermare il sindaco di Crotone

Referendum

di Stanchi dei Soliti

Se questo gruppo politico amministrasse Crotone sottoporrebbe la sua stabilità politica alla volontà popolare. Cosa significa? Significa che, a distanza di qualche anno dalla nostra elezione, il sindaco di Stanchi dei Soliti deve essere riconfermato dai cittadini che gli hanno dato fiducia.
Il mandato di un sindaco dura normalmente 5 anni e può essere rieleggibile soltanto una volta. Stanchi dei Soliti include nelle sue proposte per incentivare la partecipazione popolare questo nuovo istituto: dopo i primi tre anni di mandato il Comune di Crotone indice un referendum confermativo del sindaco, affinché i cittadini possano valutare i nostri 36 mesi di amministrazione. A seguito della consultazione, il nostro sindaco si dimetterà qualora il numero dei votanti che si esprime a favore delle sue dimissioni è pari al numero degli elettori che hanno determinato la sua elezione a sindaco. Ad esempio, se il nostro sindaco sarà eletto con 10.000  voti e se, dopo tre anni, lo stesso numero di votanti sarà a favore delle sue dimissioni, il nostro sindaco si dimetterà.
Perché tutto questo? Perché è giusto che i crotonesi possano valutare il nostro operato e constatare se abbiamo mantenuto le promesse della campagna elettorale.
Voi,votandoci, avete creduto in noi . Voi, eventualmente, ci rispedite a casa.


Stanchi dei Soliti

E’ da notare che la proposta è realizzabile ai sensi dell’articolo 8 del testo unico degli enti locali.

C’è chi la chiama ideologia. C’è chi lo chiama Amore

Crotone
Crotone

di Stanchi dei Soliti

Quando ami una persona che soffre tanto è importante sapere quali metodi utilizzare affinché lei guarisca oppure ciò che ti interessa è, solamente, che lei guarisca? Noi apparteniamo a quest’ultima categoria. Quella categoria a cui non interessa qual è l’ideologia che sta alla base dello sviluppo di Crotone, ma quello che per noi conta è lo sviluppo di Crotone. Uno sviluppo che prescinde da ideologie di destra o di sinistra, ma le cui fondamenta hanno a che fare con il buon senso.
Non è di destra o di sinistra garantire l’efficienza del servizio idrico, non è di destra o di sinistra asfaltare strade dissestate, ristrutturare palazzi pericolanti o avviare politiche di sviluppo turistico in una città che ha trentacinque km di costa. E anche quelle pratiche amministrative che tradizionalmente appartengono ad uno dei due schieramenti, oggi risultano sempre più utilizzate da sindaci di centrodestra o centrosinistra indistintamente. Ad esempio, chi se lo sarebbe mai aspettato dalla Giunta di Peppino Vallone che il 30 dicembre del 2011 avrebbe dato un permesso a costruire 79 bungalow in cemento su una zona adiacente alla riserva marina protetta? Eppure le giunte di sinistra sono tendenzialmente ecologiche: privilegiano la tutela dell’ambiente agli interessi degli imprenditori.
Noi vogliamo amministratori del buon senso, noi vogliamo amministratori che operano per amore e non per ideologia di partito. Esistono buon progetti di destra e buoni progetti di sinistra, noi vogliamo selezionarli entrambi, perché non importa qual è l’orientamento politico che sta alla base del benessere, ma quello che conta è il raggiungimento del benessere. Obiettivo da conseguire con onestà e coerenza, fino alla fine. 

Stanchi dei Soliti: una proposta di decoro urbano a Crotone

Proposta di Stanchi dei Soliti
Proposta di Stanchi dei Soliti


Stanchi dei Soliti propone un progetto di decoro urbano al Comune di Crotone: realizzate dei dipinti su un edificio degradato

«Un pugno in un occhio in pieno centro città». È questa l’opinione diffusa di molti cittadini che passeggiando per le vie del centro commentano con sdegno le condizioni del Palazzo del Grande Albergo: uno degli edifici più antichi di Crotone situato in pieno centro cittadino. Uno dei tanti monumenti del degrado crotonese, uno dei tanti segnali di un’amministrazione che non vuole capire l’importanza del decoro urbano per  attrarre i turisti.
Stanchi dei Soliti propone al Comune di Crotone la realizzazione di un semplice progetto la cui attuazione trasformerebbe il Palazzo del Grande Albergo da un edificio pericolante e deteriorato a un palazzo sorprendente, attrattivo per i turisti oltreché esplicativo della nostra storia o delle nostre tradizioni. In particolare proponiamo che il Comune di Crotone, in accordo con i proprietari del palazzo del Grande Hotel, muri ogni finestra del palazzo e sugli stessi muri realizzi dei dipinti raffiguranti personaggi illustri della storia crotonese: Milone, Pitagora, Alcmeone, Democéde oppure – semplicemente –uomini e donne comuni che richiamano i vecchi mestieri o le vecchie tradizioni crotonesi. Ogni giorno – salvo in caso di pioggia- le persiane del palazzo devono essere spalancate affinché i dipinti siano bene in vista. La realizzazione di quest’ultimi potrebbe essere affidata agli artisti locali.
Come abbiamo precisato nell’ultimo articolo pubblicato, nonostante l’immobile in questione sia di proprietà privata il Comune può pretendere che i proprietari ne curino il decoro, ed eventualmente addebitare ai proprietari inadempienti le spese di ristrutturazione qualora lasciassero l’edificio in condizioni degradate e degradanti. 
Un’iniziativa di questa portata non avrebbe eguali in Calabria e – come è già stato detto – doterebbe Crotone di un edificio dal potenziale turistico rilevante
. I cittadini non considererebbero più l’edificio del Grande Albergo «un pugno in un occhio in pieno centro città» ma potrebbero soltanto ammirarne con stupore le sue bellezze.
Chiudete gli occhi e immaginate se su ogni finestra venissero realizzati i dipinti appena descritti: di giorno esaltati dalle luci del sole, di notte illuminati da apposite lampadine che proiettando la luce dall’alto verso il basso ravvivano immagini che appartengono al nostro passato. Una bella cosa per noi sognatori. Una cosa di facile attuazione per qualsiasi Comune normale.

Stanchi dei Soliti

Degrado urbano: cosa può fare il comune di Crotone

Edificio degradato Crotone
Edificio degradato Crotone

di Stanchi dei Soliti

Situazioni ed episodi di degrado urbano possono verificarsi sia causa del non – operato delle amministrazioni pubbliche sia a causa dell’inattività dei cittadini privati. Nel primo caso possiamo immaginare all’inerzia del Comune  – e in particolare dei suoi organi di governo – che non adotta interventi tali da contrastare situazioni indecorose verificatesi su aree e strutture di competenza comunale: pensiamo ad una villetta di proprietà del Comune colma di rifiuti e di erbacce oppure alle strade dissestate del lungomare cittadino o, ancora, a dei monumenti danneggiati. In queste situazioni, in cui il Comune è proprietario dell’aerea o della struttura degradata, necessita un semplice intervento di ordinaria amministrazione: l’assessore segnala il problema al dirigente e quest’ultimo sollecita gli operai comunali ad effettuare gli interventi opportuni per ripristinare la normalità.
Ma cosa succede quando siamo in presenza di un palazzo degradato e degradante di proprietà privata? Cosa succede quando le condizioni di una struttura privata determinano situazioni di degrado urbano? Per intenderci, se è il palazzo o la casa di proprietà di Mario Rossi è deteriorata o trasandata al punto tale da compromettere il decoro dell’ambiente circostante, dell’ambiente pubblico e quindi della città, in che modo il Comune può intervenire? La risposta è semplice e manifesta l’autorità del pubblico nella tutela di interessi collettivi, quale è il decoro e l’estetica della città. Il Comune, dopo aver sollecitato i proprietari della struttura a risolvere il problema degradante e a seguito di un eventuale inadempimento successivo al sollecito, può effettuare gli interventi necessari per ripristinare il decoro della struttura in questione, addebitando le rispettive spese ai proprietari inadempienti. Il Comune di Parma, ad esempio, prevede esplicitamente tale intervento all’articolo 11 del regolamento del decoro urbano : i proprietari degli immobile devono mantenere in condizioni decorose gli infissi, le tende esterne, le serrande etc. esposte al transito del pubblico. Il Comune, se riscontra la violazione di tale attività, provvede ad intimare ai proprietari e/o locatari gli adempimenti necessari entro una determinata scadenza, a seguito dalla quale il Comune – riscontrando eventualmente l’assenza degli interventi sollecitati – realizza l’intervento d’ufficio imputando le spese ai proprietari.
Spesso è capitato di confrontarci sul tema con assessori e consiglieri comunali di Crotone, ai quali domandavamo per quali ragioni il Comune non avesse contrastato situazioni palesemente degradanti. La risposta era sempre la stessa: «purtroppo il problema che mi segnali è su un’area di proprietà privata, non possiamo intervenire». Questa è una grossa bugia perché, come è stato riportato, anche se l’episodio si verifica sul suolo privato il Comune è obbligato ad intervenire.

Pretendiamo, non facciamoci infinocchiare.

Stanchi dei Soliti

Crotone: la paura di uscire di casa per la malamministrazione

Crotone – foto di Alberto Loiacono (Stanchi dei Soliti)

di Andrea Arcuri

Se piove non è colpa del Comune. Se piove e tutti i quartieri si allegano è colpa del Comune.
Rientra infatti nella responsabilità dell’amministrazione comunale individuare e predisporre le via di scarico delle acque piovane a mare, evitando che al verificarsi di un acquazzone la città sia inagibile. La presenza dei medesimi problemi in tante altre città italiane non giustifica gli inadempimenti del nostro Comune. Dobbiamo smetterla di discolpare il Comune di Crotone perché anche a Genova e a Gallipoli le strade si allagano quando si verifica un temporale. Dobbiamo smetterla di accettare e subire queste vergogne di ordinaria amministrazione perché pagliacciate simili accadono in città meglio organizzate della nostra.
Io da crotonese pretendo una città normale. Io, sarò ripetitivo, ma ribadisco che ancor prima di diventare una città turistica dobbiamo diventare una città.

Stanchi dei Soliti

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Stanchi dei Soliti: ma noi siamo di destra o di sinistra?

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Stanchi dei Soliti per Crotone

Qual è il orientamento politico di coloro che contrastano il degrado urbano? Qual è l’orientamento politico di chi pretende l’efficienza del servizio idrico? È di destra o di sinistra chi pretende che le promesse della campagna elettorale vengano realizzate? È di sinistra o di destra chi desidera lo sviluppo turistico della propria città? È fascista o comunista chi denuncia le dispersione dei fondi stanziati per la raccolta differenziata? E ancora: è liberale o conservatore, democratico o repubblicano, chi pretende degli urgenti interventi di bonifica in uno dei territori più inquinati di Italia?

Riassumendo i quesiti di cui sopra in una sola domanda, qual è l’orientamento politico di una città che funziona? Se avessimo aspirazioni politiche nazionali sarebbe opportuno fornire ai nostri potenziali elettori delle indicazioni in merito alla nostra appartenenza ideologica, tale da permettere ai nostalgici della vecchia politica valoriale di votarci sulla base del nostro schieramento. Ma la politica locale è il funzionamento della rete fognaria, la politica locale è la manutenzione dell’acquedotto, la politica locale è la raccolta differenziata. Tutto ciò prescinde dall’appartenenza ideologica, tutto ciò prescinde dal votare socialista o comunista. È il buon senso ad orientare l’amministratore verso l’adozione di buone pratiche, non il suo colore politico.

Si noti che quest’approccio alla politica – che si basa dunque sull’approvazione o disapprovazione dei progetti rispetto alla qualità del progetto stesso prescindendo dall’orientamento politico del proponente- non nasce con il MoVimento 5 Stelle, bensì con Continua a leggere