Degrado urbano Crotone: l’opposizione si sveglia dopo tre anni

Iniziativa di Stanchi dei Soliti sul degrado urbano nel 2011
Iniziativa di Stanchi dei Soliti sul degrado urbano nel 2011

Senti senti che, nei giorni scorsi, i consiglieri di opposizione hanno denunciato svariate volte il degrado urbano cittadino, mentre Stanchi dei Soliti, che di consiglieri eletti non ne ha neppure uno, si oppone alle inefficienze di ordinaria amministrazione dal 201o.
Con l’iniziativa denominata “Mostra del Degrado” – organizzata ad agosto 2011 – abbiamo esposto delle immagini che raffiguravano i luoghi più cupi e abbadonati della nostra città. Il tutto è avvenuto in piazza della Resistenza, di fronte al palazzo del Municipio. Un’altra iniziativa volta a sensibilizzare la Giunta Vallone in tema di degrado urbano è stata “Turista all’orizzonte” attraverso cui Stanchi dei Soliti e Nuova Hera hanno provveduto alla sistemazione di segnali stradali nella zone strategiche della città. Le iniziative in tema di degrado promosse da Stanchi dei Soliti, però, sono ancora più datate: risale al 2010 la sistemazione di cestini sulla lega navale, al fine di svegliare una giunta dormiente, che non ha ancora compreso la necessità di colmare le lacune di ordinaria amministrazione per avviare politiche di sviluppo turistico.
A queste iniziative si aggiungono le proposte di riqualificazione di palazzi collocati in zone strategiche della città, pretendendo, come avviene in altri comuni, che i proprietari degli immobili si adeguino ai regolamenti di decoro urbano, di cui il comune di Crotone è sprovvisto. Infine, risale a dicembre 2013 l’ennesima segnalazione del nostro gruppo politico relativamente ai 60.000 euro che il Comune ha erogato ad Akrea per il servizio di pulitura spiagge per l’anno 2013; spiagge che ancor prima che della fine del 2013 risultavano colme dei rifiuti più vari.

In tutti questi anni di attività di Stanchi dei Soliti nessun consigliere comunale, né di maggioranza né di opposizione, ha riportato le nostre documentate denunce e proposte in Consiglio o all’attenzione della giunta. Le testate giornalistiche locali hanno provveduto a divulgare i nostri input di buona amministrazione, che sono stati prontamente ignorati da tutti gli organi di governo della città.
Le elezioni comunali del 2016 si stanno avvicinando, pertanto l’opposizione consiliare deve recuperare in fretta il silenzio e l’indifferenza che finora l’ha caratterizzata.

Stanchi dei Soliti

 

Degrado urbano: cosa può fare il comune di Crotone

Edificio degradato Crotone
Edificio degradato Crotone

di Stanchi dei Soliti

Situazioni ed episodi di degrado urbano possono verificarsi sia causa del non – operato delle amministrazioni pubbliche sia a causa dell’inattività dei cittadini privati. Nel primo caso possiamo immaginare all’inerzia del Comune  – e in particolare dei suoi organi di governo – che non adotta interventi tali da contrastare situazioni indecorose verificatesi su aree e strutture di competenza comunale: pensiamo ad una villetta di proprietà del Comune colma di rifiuti e di erbacce oppure alle strade dissestate del lungomare cittadino o, ancora, a dei monumenti danneggiati. In queste situazioni, in cui il Comune è proprietario dell’aerea o della struttura degradata, necessita un semplice intervento di ordinaria amministrazione: l’assessore segnala il problema al dirigente e quest’ultimo sollecita gli operai comunali ad effettuare gli interventi opportuni per ripristinare la normalità.
Ma cosa succede quando siamo in presenza di un palazzo degradato e degradante di proprietà privata? Cosa succede quando le condizioni di una struttura privata determinano situazioni di degrado urbano? Per intenderci, se è il palazzo o la casa di proprietà di Mario Rossi è deteriorata o trasandata al punto tale da compromettere il decoro dell’ambiente circostante, dell’ambiente pubblico e quindi della città, in che modo il Comune può intervenire? La risposta è semplice e manifesta l’autorità del pubblico nella tutela di interessi collettivi, quale è il decoro e l’estetica della città. Il Comune, dopo aver sollecitato i proprietari della struttura a risolvere il problema degradante e a seguito di un eventuale inadempimento successivo al sollecito, può effettuare gli interventi necessari per ripristinare il decoro della struttura in questione, addebitando le rispettive spese ai proprietari inadempienti. Il Comune di Parma, ad esempio, prevede esplicitamente tale intervento all’articolo 11 del regolamento del decoro urbano : i proprietari degli immobile devono mantenere in condizioni decorose gli infissi, le tende esterne, le serrande etc. esposte al transito del pubblico. Il Comune, se riscontra la violazione di tale attività, provvede ad intimare ai proprietari e/o locatari gli adempimenti necessari entro una determinata scadenza, a seguito dalla quale il Comune – riscontrando eventualmente l’assenza degli interventi sollecitati – realizza l’intervento d’ufficio imputando le spese ai proprietari.
Spesso è capitato di confrontarci sul tema con assessori e consiglieri comunali di Crotone, ai quali domandavamo per quali ragioni il Comune non avesse contrastato situazioni palesemente degradanti. La risposta era sempre la stessa: «purtroppo il problema che mi segnali è su un’area di proprietà privata, non possiamo intervenire». Questa è una grossa bugia perché, come è stato riportato, anche se l’episodio si verifica sul suolo privato il Comune è obbligato ad intervenire.

Pretendiamo, non facciamoci infinocchiare.

Stanchi dei Soliti

Inciviltà Crotone: la pagliacciate di pochi danneggiano tutti i cittadini crotonesi

Bambini a scuola
Bambini a scuola

“In che modo la politica locale può sconfiggere l’inciviltà? Stanchi dei Soliti propone il Manuale della buona educazione”

Stavo passeggiando per una delle principali vie di Bologna quando vidi uno stand della famosa azienda italiana Mulino Bianco in cui si stavano svolgendo delle attività di svago per bambini e adulti. Mi avvicinai e chiesi maggiori informazioni su quell’interessante evento. Presi parte alle attività organizzate e vinsi per giunta una merendina. Durante la consegna dell’ambito premio, uno dei ragazzi del personale di animazione mi domandò: «di dove sei?» e io ovviamente risposi «di Crotone». Al che, l’addetto ai lavori della Mulino Bianco ed i suoi colleghi che indirettamente ascoltavano la conversazione, cominciarono a fare delle sottili battute sulla mia provenienza; battute che celavano un ricordo tutt’altro che positivo della nostra città. Cercai di approfondire il tutto, e continuando la conversazione mi dissero che si recarono a Crotone qualche anno fa per svolgere delle attività di animazione simili. «La città è bellissima, ma gli abitanti lasciano a desiderare». Era questo in sintesi il commento dei presenti. Uno di loro, motivando tale affermazione, mi spiegò che le considerazioni negative sugli abitanti di Crotone sono frutto di una triste vicenda che animò la loro permanenza nella nostra città. «Un tizio voleva picchiarmi perché avevo “guardato la sua ragazza”. Come posso avere un ricordo positivo di Crotone?», mi domandò il ragazzo con cui avevo avviato la conversazione.

L’evento non mi sorprese affatto: chi vive o ha vissuto a Crotone sa bene che questi episodi non sono rari. E non mi sorprese neppure la generalizzazione fatta dal ragazzo con cui dialogavo, che estense a tutti i crotonesi uno stile di vita incivile che in realtà appartiene soltanto a una fetta della popolazione. Inferire le pagliacciate di pochi all’essere di tutti è uncomportamento tanto immaturo quanto diffuso: è opinione comune che i napoletani vengono considerati ladri, i calabresi ‘ndranghetisti etc. Il mio problema, però, non è quello dell’immaturità di coloro che fanno di tutta l’erba un fascio. Quello che mi preoccupa profondamente è che nel 2013 esistono ancora dei deficienti disposti a litigare perché qualcuno ha guardato la ragazza di qualcuno.

Tour Mulino Bianco
Tour Mulino Bianco

Generalmente su questo blog ci occupiamo di politica e amministrazione, pertanto le osservazioni di cui sopra potrebbero apparire incongrue rispetto agli articoli pubblicati finora. In realtà tali episodi di inciviltà sono strettamente collegati all’operato della classe dirigente locale. L’attuazione di politiche culturali volte a trasmettere la buona educazione è il miglior modo per contrastare tali vergogne, che non fanno altro che danneggiare ulteriormente l’immagine della nostra città. L’assessore alla cultura potrebbe iniziare dalle scuole elementari e medie, concordando con i docenti degli appositi percorsi formativi affinché gli alunni non apprendano soltanto nozioni di matematica, italiano e geografia, ma imparino a relazionare civilmente con gli altri. I percorsi non devono essere facoltativi:  gli insegnamenti di convivenza civile devono essere impartiti durante l’orario di lezione. Se ad ogni ora di lezione venissero dedicati 5 minuti alla divulgazione delle regole di buona educazione, ogni giorno di scuola avrebbe un senso diverso: 40 minuti al giorno destinati alla convivenza civile. Molti docenti svolgono informalmente queste attività da anni; a tanti altri invece non passa neanche per l’anticamera.
Sarebbe altrettanto utile creare il Manuale della buona educazione: un libricino alla cui stesura potrebbero partecipare gli esperti in scienze dell’educazione.

Questo articolo è stato inviato all’indirizzo di posta elettronica dell’assessore alla cultura di Crotone Antonella Giungata: assessorecultura@comune.crotone.it

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti