Crotone nella seconda guerra mondiale

Fonti per la ricerca storica: testimonianze, pubblicazioni
 e carte d’archivio

Crotone durante il periodo fascita
Crotone durante il periodo fascita

Se ci chiedessimo quali furono le condizioni della Calabria e in
particolare della città di Crotone durante la Seconda Guerra
Mondiale viene alquanto spontaneo rispondere in maniera
ottimistica, essendo il Sud in percentuale meno colpito dal conflitto
che si estendeva soprattutto nel Centro-Nord ed essendo le truppe
alleate giunte al Sud molto prima che altrove.
In realtà le vicende belliche della seconda guerra mondiale hanno
interessato, a quanto pare in maniera nient’affatto marginale, anche
il Sud e soprattutto Crotone, bombardata a più riprese – dal
novembre 1940 al giorno prima dell’armistizio, 7 settembre 1943 –
dall’aviazione alleata, prima inglese, poi anglo-americana quando
nel 1942 gli Stati Uniti entrarono in guerra in seguito ai tragici eventi
del dicembre 1941 a Pearl Harbor, Hawai.
Parliamo di storia scritta col sacrificio di quei civili che si sono trovati
improvvisamente sotto le bombe, i cui potenti bagliori provocati
dagli effetti devastanti delle deflagrazioni si intravedono
chiaramente, raccontano i numerosi testimoni, persino dai paesi più
lontani della Provincia, pagando così un altissimo contributo di
sangue. Crotone fu infatti in Calabria, dopo Reggio e Villa San
Giovanni, la più colpita dai bombardamenti degli alleati che si
estendevano lungo la fascia litoranea tra lo Stretto di Messina e
Taranto. I nemici inglesi che attaccavano con aerei partiti dalle basi
di Malta, la cosiddetta “portaerei del Mediterraneo” e Gibilterra ma
anche da Alessandria e Porto Said, in Egitto, si scontravano con i
soldati dell’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) e col
Comando DICAT ( Difesa Contraerea territoriale), la più importante
struttura della rete d’avvistamento della Calabria, che, insieme ai
vigili del fuoco, prestarono soccorso ai feriti dei bombardamenti.
Crotone, città del meridione considerata strategicamente
importante, costituiva uno dei principali bersagli delle forze
aeronavali nemiche, per tre fondamentali motivi: il Porto, quello
nuovo e quello vecchio, grande area destinata allo scambio
commerciale;l’Aeroporto aperto il 5 settembre del 1941 e operativo
da fine settembre, il 28, dopo che il cappellano militare della IV Z. A.
T. procede alla benedizione della zona e alla Santa Messa con tutto
il personale a libero servizio;  gli stabilimenti industriali, industrie chimiche e metallurgiche,
Montecatini e Pertusola che producevano acido nitrico e nitrati impiegati come
materia prima nella fabbricazione di esplosivi da parte dell’industria bellica italiana.
Spiegati i motivi all’origine del conflitto, è più che utile chiederci
quali strumenti possono risultare utili a chi volesse informarsi, anche
solo preliminarmente su tali questioni oppure far ricerca su quegli
anni, documentarsi sulle conseguenze e sugli effetti della guerra
sulla popolazione e capire quanto vicende apparentemente lontane
abbiano coinvolto tristemente la città di Crotone. Quali sono le
cosiddette fonti storiche che attestano ciò di cui si sta parlando?
Innanzitutto il libro di Giulio Grilletta “KR 40-43. Cronache di guerra”
in cui sono raccolte le testimonianze dei veterani crotonesi e di
quelle provenienti da altre parti d’Italia appartenenti alla Marina,
all’Esercito, all’Aeronautica – che avevano il compito di proteggere
la città pitagorica ma anche di molti cittadini comuni – può essere
considerata una preziosissima fonte, seppur secondaria . A distanza
di oltre sei decenni dallo scoppio del secondo conflitto mondiale,
l’autore ricostruisce, con grande merito, sulla carta la “nostra” storia
bellica, fatta di rapporti ufficiali, diari operativi, esperienze
personali, fotografie e altri documenti che hanno come principale
riferimento la città di Crotone. Lo studio viene effettuato attraverso
la comparazione di fonti aventi differente provenienza: infatti non
bastano le sole carte prodotte dagli uffici amministrativi o dalle
sezioni militari crotonesi per avere un quadro chiaro ed esauriente;
necessarie le fonti di parte alleata, quelle inglesi, che molto più
accurate, precise e veritiere di quelle fasciste – avevano tutto
l’interesse a massimizzare i profitti e minimizzare i danni, intente
com’erano ad omettere ed occultare eventi che mettessero in
evidenza sconfitte e pesanti danni a uomini e strutture fasciste sul
territorio, per ovvie ragioni di propaganda – rendono il quadro
completo.

L’autore chiarendo inoltre anche alcune curiosità – quanto
percepisce un ufficiale per esempio: un comandante di prima
percepisce 2150 lire; un comandante di zona 1.500 lire;
un comandante di squadra 1200 lire; un’ispettrice provinciale di prima
1200; un aiutante 1000; un’ispettrice di zona 800 lire – racconta diverse vicende
memorabili tra chi le ha vissute o udite raccontare:

L’esperienza del sommergibile “Sirena” che, il 29 giugno 1940,
guidato dal comandante tenente di vascello Raul Galletti, abbatte un
idrovolante quadrimotore britannico a circa 70 miglia da Capo
Rizzuto in seguito cui ricevette una medaglia al valore militare a cui
tuttavia risponde l’affossamento del sommergibile “Foca” guidato
dal comandante Mario Ciliberto che insieme all’ufficiale Leonardo
Gallucci riceverà anch’egli una medaglia al valore militare e
entrambi saranno dichiarati eroi di guerra;
I pesanti bombardamenti dell’11 agosto sulla Montecatini e nel
circondario, nei pressi di Torre Melisssa (le fonti italiane registrano
Cariati in realtà quelle inglesi fanno maggiore chiarezza) e quelli del
primo settembre in pieno centro in seguito a un’incursione
britannica che provoca 13 morti tra cui l’ostetrica Anania Maria, che
molto colpì nel morale la popolazione. Ricordo mia nonna, all’epoca
dodicenne, parlare della sua morte.
Le bombe sul fiume Esaro il 28 ottobre 1941 che distrussero
costruzioni e causarono numerosi feriti ma anche le imprese
vittoriose del sommergibile “ Circe” che affonda nel marzo 1942 il
sommergibile inglese Tempest.
L’attacco inglese del 5 e 6 settembre 1942 al porto di Crotone
contro cui vennero lanciati per la prima volta dei mini siluri contro i
nemici da parte degli ufficiali inglesi Wilson e Brittelbank, i due
canoisti che si inoltrarono nel porto dopo essere scesi dalla nave
Unbroken; l’affondamento del 10 Febbraio del 1943 del “Petrarca”
da parte dell’ Una; Il lancio, il 13 febbraio 1943, da parte degli
americani, di 35 bombe sull’asilo “Regina Margherita” provocando 4
morti tra cui una bambina.In secondo luogo appaiono
interessanti inoltre gli articoli pubblicati dallo stesso autore sulla
provincia Kr risalenti agli anni Novanta e Duemila:

Quando sotto le bombe angloamericane
c’erano i crotonesi, n° 22,
4 giugno 1999;
Crotone e il conflitto nel
Mediterraneo. I “ maiali” vendicano
Taranto, n° 35, 15 settembre 2000;
Anche l’America è nostra nemica, n° 36, 23 settembre 2000
La battaglia di mezz’agosto, n° 37, 30 settembre 2000;
Ultima fermata: El Alamein, n° 38, 7 ottobre 2000;
Bombe sull’asilo “Margherita”, n°39, 14 ottobre, 2000;
Il nemico è in Sicilia, n° 40, 21 ottobre 2000;
L’ora dello sbarco in Calabria, n° 41, 28 ottobre 2000;
I canadesi entrano in città, n° 42, 4 novembre 2000

In terzo luogo le fonti orali, importantissime, ovvero le
testimonianze di coloro che ebbero ai tempi un ruolo attivo nelle
vicende ma anche quanti vivevano quegli anni da cittadini, meglio
forse sudditi, di un regime che aveva messo in ginocchio l’intera
popolazione. Ognuno di noi ha avuto una nonna che ci raccontava di
quando, in piazza, il Duce prese la zappa del padre per farsi
fotografare nelle vesti di contadino, o uno zio che raccontava di
quando il padre venne manganellato dagli squadristi per non essersi
tolto il cappello quando passava il duce.Visto che la gran parte dei diretti
protagonisti per motivi anagrafici
è ormai scomparsa e i più giovani, tra coloro che oggi possono
raccontare qualcosa di quegli anni lontani, vivevano all’epoca l’età
dell’adolescenza, è facile rendersi conto di quanto le fonti appena
citate siano di fondamentale importanza, anche se tuttavia non
bastano; occorrono anche le fonti primarie, le carte d’archivio, per
l’argomento in questione, reperibili presso l’Archivio
Centrale dello Stato a Roma, l’Archivio di Stato di Catanzaro e in
ultimo, non per importanza, l’Archivio Storico del comune di
Crotone, sito in Corso V. Emanuele n° 12, che attualmente vive anni
difficili a causa dei numerosi tentativi di decentramento dello stabile
per ragioni economiche che causa danni alla cultura visto il difficile
reperimento delle carte da parti di ricercatori e studiosi.)
Nelle suddette carte sono riscontrabili, per argomento, documenti
riguardanti censimenti della popolazione al fine di una ricostruzione
nazionale oppure il ruolo dei nominativi dei congiunti dei militari ai
quali è concesso soccorso giornaliero, gli atti dei sussidi straordinari,
quelli di assistenza alle famiglie sfollate e degli orfani di guerra,
quelli inerenti i versamenti ai militari e gli alloggi militari oltre a
quelli che attestano precauzioni da parte del comune in caso di
bombardamenti quali l’oscuramento della città; ancora certificati
delle commissioni militari, delle requisizioni dei quadrupedi, della
spesa, della lana, dei magazzini e non ultimi dei fabbricati per alloggi
militari, quelli inerenti poi lo sfollamento della cittadinanza, ma
anche verbali, delibere e contabilità varie inerenti la misurazione e
la consegna degli alloggi ai militari; infine corrispondenza tra i
diversi organi del partito e l’esercito reale della marina che mettono
in luce strategie, problematiche varie e successi militari. Tutti
elementi che concorrono a formare un quadro abbastanza ampio e
di diverso tipo, sociale, politico, economico, per chi fosse interessato
a studiare gli svolgimenti e gli effetti della seconda guerra mondiale
nel crotonese.
Riporto qui di seguito il numero delle buste presenti nell’Archivio
Storico di Crotone, gestito in maniera impeccabile
dall’amministratore esecutivo Silvana Sotira, contenenti fascicoli di
diversa natura:

Busta n° 809: CENSIMENTO. CENSIMENTO STRAORDINARIO PER LA
RICOSTRUZIONE NAZIONALE. Atti e corrispondenza 1941
Busta n° 841: RUOLO NOMINATIVI DEI CONGIUNTI DEI MILITARI AI
QUALI E’ CONCESSO SOCCORSO GIORNALIERO ( CARO PANE);
SUSSIDI STRAORDINARI; ARRETRATI; CORRISPONDENZA INERENTE
ESERCITO REALE MARINA ( 1944-1945).
Busta n° 845: LEVA E TRUPPE PRESENTI ALLE BANDIERE; LEVA E
TRUPPE, VERSAMENTI AI MILITARI ( ESERCITO REALE MARINA) 1940-
1948.
Busta n° 850: GUERRA. ATTI; CORRISPONDENZA; ASSISTENZA
ORFANI DI GUERRA; LICENZE AGRICOLE; ELENCO MORTI IN GUERRA;
OSCURAMENTO DELLA CITTA’ (1920-1945).
Busta n° 851: GUERRA. COMMISSIONE MILITARE; REQUISISZIONE
QUADRUPEDI, ANNO 1930-1945; REQUISIZIONE DIVERSI;
REQUISIZIONE LANA; ANNO 1936, REQUISIZIONE FABBRICATI PER
ALLOGGI MILITARI; ANNO 1941-’42-’43, ACCANTONAMENTO
TRUPPE MILITARI; REQUISIZIONE MAGAZZINI; ANNO 1935-1942
REQUISIZIONI DI SPESA; ACCANTONAMENTO TRUPPE.
Busta n° 852: SFOLLAMENTO CERTIFICATI DAL COMUNE AL
COMMISSARIO DI CROTONE; CERTIFICATI VARI ANNO 1942;
ASSISTENZA FAMIGLIE SFOLLATE.
Busta n° 853: ALLOGGI MILITARI. ALLOGGIO UFFICIALI 1939-1945;
ALLOGGIO MILITARI 1939-1946; AFFITTO LOCALI ALLOGGI MILITARI
1940-1943; VERBALI DI MISURAZIONE E DI CONSEGNA LOCALI PER
USO MILITARE; RADDOPPIAMENTO COMPENSI PER USO COMUNE
ALLOGGI MILITARI 1941-’43-’44;RUOLO DEI CITTADINI IN GRADO DI
OSPITARE A TURNO GLI UFFICIALI E LA TRUPPA E DARE RICOVERO AI
QUADRUPEDI 1941-1944;CONTABILITA’ MILITARI E ALLOGGI
MILITARI 1939-1943; ALLOGGI MILITARI SOSPENSIONE IMPOSTA DI
SOGGIORNO ANNO 1940; RISCOSSIONI-NOMINATIVI ANNO 1940-
1941-1943-1946.
Busta n° 855: ATTI CORRISPONDENZA INERENTI ALLA PREVIDENZA
FASCISTA 1939-1940.
Busta n° 856: ATTI, DELIBERE, CONCESSIONI, CORRISPONDENZA
OPERA NAZIONALE BALILLA 1936-1945.
Busta n° 867: MOBILITAZIONE CIVILE. ATTI, DOCUMENTAZIONE PER
LA RICOSTRUZIONE NAZIONALE; ATTIE E CORRISPONDENZA 1945.

Antonio Campagna 
per Stanchi dei Soliti

Il gruppo Stanchi dei Soliti ringrazia Antonio Campagna per aver scritto sul il nostro blog queste pagine degne di pubblicazione accademica. Stanchi dei Soliti promuove tali attività informative come politiche culturali volte a informare i cittadini crotonesi e accrescerne il rispettivo senso di appartenenza a questa terra meravigliosa.

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Crotone colpita dal virus della rassegnazione

Il virus ha contagiato 48.000 crotonesi, risponde positivamente al vaccino solo il 3% della popolazione

Rassegnazione kr
Lungomare Crotone – foto di Tiziano Boscarato

Chi vota i Soliti? Semplice, chi s’illude di poter beneficiare dall’elezione dei Soliti. Ma chi non vota i Soliti – circa il 25% degli astenuti alle ultime amministrative – vota Stanchi dei Soliti? No, non vota, perché considera Soliti anche quelli di Stanchi dei Soliti. E questo perché? Rassegnazione. Per rassegnazione – contestualizzata alle dinamiche politiche e sociali crotonesi – intendiamo la sfiducia nei confronti del nuovo candidato perché “tanto su tutt uguali e si manciunu tutti i sord”.

Il virus della rassegnazione, i cui principali sintomi sono apatia, disfattismo, pessimismo cosmico e sfiducia che frena l’intelletto a ipotizzare qualsiasi forma di cambiamento, ha contaminato quasi 48.000 elettori crotonesi, tra astenuti e votanti dei Soliti.
Qual è il vaccino contro questo virus? Noi, facendo politica, siamo in una fase sperimentale.  Le prime somministrazioni del nostro vaccino – composto da proposte realizzabili e propositori credibili – hanno avuto effetti positivi sul 3% della popolazione: i 1050 crotonesi che ci hanno votato. Si presume, però, che i nostri elettori non siano mai stati contaminati dal virus, dato che sembra non abbiano mai manifestato alcun sintomo.
La sfida più ostica è somministrare il vaccino al resto della popolazione locale, convincendola dunque a scegliere Stanchi dei Soliti per divenire Liberi dai Soliti.

Ulteriori risultati delle analisi saranno pubblicati nel 2016…

Stanchi dei Soliti, di Crotone per Crotone.

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Il crotonese negro

foto di Tiziano Boscarato
foto di Tiziano Boscarato

Emigrati dall’Africa e dalla Calabria alla ricerca di una qualità di vita accettabile. Gli uni affrontano il viaggio della speranza via mare, gli altri emigrano in autobus e recentemente in aereo grazie ai nuovi voli Low Cost. Stranieri malaccolti dalla comunità ospitante che li definisce “terroni”, entrambi condividono lo stesso sogno: ritornare nella terra natìa prima di morire. Crotonesi ed extracomunitari hanno molte cose in comune.

Ciò nonostante parte dell’opinione pubblica crotonese ne accentua le diversità che si diffondono di bocca in bocca. “I neri sporcano. Portano malattie. Ci rubano il lavoro” opinioni diffuse da molti cittadini che anziché rivendicare i loro diritti nei confronti della politica locale e nazionale attribuiscono il loro stato di malessere sociale alla presenza dell’uomo nero.
Gli stranieri non hanno votato Peppino Vallone né Scopelliti. Non sono i responsabili del 56% di disoccupazione giovanile né delle riduzioni idriche per gli indebitamenti di Soakro (società controllata dalla politica). Non hanno sistemato i loro amici in Comune né fanno accordi sottobanco. Beh, forse gli extracomunitari sporcano la città, d’altro canto ci capita raramente di contemplare la civiltà dei nostri concittadini che destinano cartacce e mozziconi negli appositi contenitori.

Stanchi dei Soliti non è a favore dell’immigrazione a cascata ma intende promuovere l’integrazione degli immigrati. Crediamo fermamente che immigrazione e accettazione delle tradizioni e della cultura della comunità ospitante debbano coincidere, il che non rappresenta né una sottomissione né un’obbligata condivisione dei nostri valori bensì una pacifica e rispettosa convivenza.

Uniamoci contro il vero male del nostro futuro: la MalaPolitica che affama gli italiani e illude gli stranieri che un futuro migliore sia realizzabile in un paese affamato.

Andrea Arcuri

Stanchi dei Soliti

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Ripartire dal passato: chi eravamo e cosa siamo diventati

Perché Crotone, ma la Calabria tutta, necessita ora più che mai di ritrovare il volto dello splendore magno-greco, il fluido vitale della sua generosa gente, un nuovo riconoscimento basato su un rapporto uomo natura non mercificato, lo sviluppo della sua terra magnifica

Colonna di Capocolonna
Colonna di Capocolonna

 

Troppo spesso abbiamo assistito alla distruzione di città italiane o di loro parti, e ciò ci induce a richiamare l’attenzione di ogni cittadino sul bisogno di operare con consapevolezza nel corpo della città. Tale consapevolezza, che si acquisisce solo con coscienza storica e intelligenza critica, schiaccerebbe ogni forma di passività politica che tanto caratterizza alcune realtà italiane, in primis la città di Crotone, di cui chiediamo da anni risveglio cittadino e attivismo politico.

Crotone, la stessa che nell’antichità era caratterizzata dall’eccezionale salubrità dei luoghi e celebre per la scuola medica, la bellezza delle sue donne e per gli insuperabili atleti oltre ad essere terra fertile per le speculazioni filosofiche e matematiche di Pitagora che ivi risiedette per circa un ventennio– oggi forse la penultima caratteristica è sopravvissuta – subisce un’evoluzione nel corso dei secoli tanto che la città nel XVIII secolo è quasi “uno squallido villaggio dove l’aria è malsana” o meglio “ il più infelice paese d’Italia e forse del mondo se paragonato a realtà di simile estensione e paventato grado di civiltà, chiede oggi più che mai, in condizione di simile arretratezza, giustizia sociale e politica.
In effetti, la descrizione piuttosto severa da parte del prussiano Von Riedesell, che nel 1771 visita la città, non si discosta poi molto, anzi ci ricorda le recenti statistiche che pongono la città di Crotone, secondo una scala di vivibilità, all’ultimo posto in Italia. Nel corso della storia la cattiva gestione del territorio e dei feudi, provenienti da organi di governo più alti ( Corona spagnola, Regno d’Italia, Repubblica e infine Unione Europea) hanno difatti caratterizzato per secoli la realtà crotonese individuandone un po’ il modus operandi, penalizzandone i settori più produttivi quale la cultura data la nobile storia che la precede e il turismo data la posizione geografica in cui risiede.
Mi sembra giunta l’ora di dare a Crotone – Cotrone secondo la toponomastica risalente al tardo Medioevo e mantenuta fino al periodo fascista (1926) – ciò che merita, affrontando e combattendo il disastro urbano dovuto all’abusivismo edile, alla criminalità organizzata e non ultimo agli interessi dei politici altolocati, che lo snaturamento e l’annientamento dei caratteri peculiari di tante città è un’amara esperienza della nostra storia recente e recentissima. Continua a leggere

Crotone: la festa e lo sviluppo

Piazza di Crotone alla festa della madonna
Piazza di Crotone alla festa della madonna

E’ senz’altro la settimana crotonese più bella dell’anno per un città che pare metta da parte i problemi sociali ed economici e viva appieno la festività. E’ le festa della Madonna di Capo Colonna.
Le attività commerciali cittadine, in particolare bar, pizzerie, ristoranti e paninoteche non possono di certo lamentarsi delle entrate economiche legate al periodo di festa: un boccata d’aria per gli esercenti che hanno alle spalle un inverno economicamente disastroso. La gente esce dalle proprie case e non ha paura di spendere qualche soldo in più del previsto. La festa della Madonna di Capo Colonna attira a sé anche i cittadini dei paesi crotonesi limitrofi, incuriositi da un clima di festa più unico che raro.

E’ possibile espandere questo modello di sviluppo a tutto il periodo dell’anno organizzando eventi di vasta portata?

Sperare che vi sia lo stesso coinvolgimento emotivo delle feste Mariane è un’utopia. L’unicità dell’evento non ha eguali e, nella terza domenica di maggio, un vero crotonese sa che non potrebbe trovarsi in una città migliore di Crotone.
Se le emozioni sono imparagonabili e nessun altro avvenimento potrebbe trasmettere simili sensazioni, lo sviluppo economico che consegue dalla festa della Madonna è pressoché raggiungibile con l’organizzazione trimestrale di eventi d’attrattiva regionale o nazionale. Concerti, sagre, convegni, eventi culturali e fieristici (nel link vi è un elenco degli eventi fieristici italiani che contano 4 milioni di visitatori)  possono, se organizzate al meglio, garantire lunghi periodi di prosperità per gli esercenti e stimolare la creazione di nuove aziende, oltreché incrementare le unità occupazionali delle aziende già operanti su territorio. Chi studia economia conosce le ripercussioni economiche di un evento capace di attrarre decine di migliaia di partecipanti. I partecipanti spendono all’interno dei negozi cittadini, le aziende oltre all’incremento di entrate hanno la necessità di produrre di più a fronte dell’aumento della domanda di beni e servizi, tale aumento potrebbe implicare nuove assunzioni per fronteggiare l’aumento di produzione. Basti pensare all’evento Motor Show organizzato nella città di Bologna: alcuni studi del Cermes Bocconi testimoniano che l’evento stima un moltiplicatore pari a 5, cioè qualora il fatturato del Motor Show fosse di un milione di euro le ripercussioni economiche sulla città di Bologna sarebbero pari a 5 milioni di euro.

E’ facile capire che esistono modelli di sviluppo perseguibili, tali da accrescere non solo l’economia crotonese bensì l’autostima di una popolazione e di una città che –esclusi i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto – in tanti definiscono un “mortorio”.
Tutto ciò è realizzabile con la presenza di amministratori capaci, e la presenza di amministrazioni capaci è realizzabile con il vostro voto, se indirizzato alle persone e ai gruppi politici privi di contaminazioni.
Guardiamoci intorno: c’è chi ama Crotone.

Stanchi dei Soliti

 

Claudia Riganello: vorrei studiare nella Villa Comunale

Ingresso villa comunale Crotone
Ingresso villa comunale Crotone


Stanchi dei Soliti propone la collocazione di una serie di tavoli e sedie in legno nel piano superiore della villa Comunale, per garantire agli studenti crotonesi di studiare all’aperto.

 

Forse siamo ben lontani dal desiderare qualcosa del genere, la realizzazione di tali strutture implicherebbe uno sforzo in costi e in capacità di amministrazione che purtroppo i nostri politici sono ben lontani dall’assicurarci. Ma è sempre così? Non credo.
In posti meno dotati e dal clima indubbiamente meno ospitale sono state create opere e strutture in grado di per sé di attirare frotte di turisti e idonee a far vivere con maggior agio la gente del luogo. Nel nostro territorio basterebbe appoggiarsi a ciò che la natura o i nostri antenati ci hanno regalato. E mi viene in mente un posto magico della nostra bella Crotone dimenticato da tutti: la villa comunale. Non servirebbe poi molto per renderla un luogo adatto allo studio e alla lettura, un posto in cui ragazzi, giovani e meno giovani possano godere della visione del mare e il fresco degli alberi secolari che abbiamo il piacere e il privilegio di avere nel nostro territorio, di poter passeggiare e conoscere il nostro passato che solo quei sentieri antichi sono in grado di raccontare.

La nostra proposta sarà inoltrata all’assessore alla cultura Antonella Giungata e alla cooperativa Agorà che gestisce la villa comunale.

Claudia Riganello
Stanchi dei Soliti