Il Comune di Crotone sistema altri due amici

Peppino Vallone e Rocco Gaetani
Peppino Vallone e Rocco Gaetani

di Stanchi dei Soliti

All’appello mancavano due uomini da sistemare: Rocco Geatani  e Domenico MelIace. Entrambi candidati alle elezioni del 2011 con il PD crotonese, entrambi non eletti a consigliere per una manciata di voti. Infatti, sia Geatani che MelIace hanno ottenuto 212 voti, e a seguito della decadenza da consigliere comunale di Contarino (nominato assessore all’urbanistica) uno dei due avrebbe dovuto colmare il posto vacante in Consiglio. Ma se entrambi hanno ottenuto lo stesso numero di preferenze  (212) chi ha diritto al subentro? La legge è chiara: in presenza di candidati con lo stesso numero di voti conseguiti è eletto consigliere colui che precede nell’ordine di lista. Nel nostro caso, quindi, Rocco Geatani. Perché, dunque, il consigliere subentrato è MelIace?

Vallone, Geatani e MelIace hanno raggiungo accordi diversi, negoziando postazioni e incarichi sulla base non della professionalità e del diritto di elezione riconosciuto a Geatani,  ma sulla base dei voti che i due amici del PD hanno portato alla coalizione di centrosinistra. Il principio è sempre lo stesso: chi porta più voti sarà sistemato prima e meglio degli altri. Così, dato che il seggio spettava per legge a Geatani, quest’ultimo ha comodamente rinunciato a tale prelazione in cambio di un incarico sicuramente meglio retribuito: il presidente dell’AKREA (società per cui Geatani era già consigliere di amministrazione). Geatani sostituisce un altro amico del Continua a leggere

40 buoni motivi per lottare a Crotone

Capocolonna Crotone - foto di Tiziano Boscarato
Capocolonna Crotone – foto di Tiziano Boscarato

Perché dobbiamo cominciare o continuare a lottare nella nostra città?

1. Bisogna lottare per il nostro diritto alla vita.
2. Bisogna lottare per il diritto alla salute.
3. Bisogna lottare per un polo oncologico pubblico (non privato, tra l’altro di proprietà del marito di una signora di nome Antonella Stasi).

4. Bisogna lottare perchè la bonifica è la nostra strada principale per il rilancio della città.
5. Bisogna lottare perchè la bonifica è la nostra ultima spiaggia.
6. Bisogna lottare perchè i soldi della bonifica non vengano spesi in malo modo dai “soliti”.

7. Bisogna lottare perchè i nostri politici-imprenditori hanno distrutto la nostra dignità.
8. Bisogna lottare per far si che il pubblico ritorni effettivamente pubblico.
9. Bisogna lottare perchè i soliti sono troppo sicuri della loro poltrona e dei loro interessi.

10. Bisogna lottare perchè le strade da noi siano percorribili.
11. Bisogna lottare per rendere a norma di sicurezza la 106: la strada della morte.
12. Bisogna lottare perchè non è possibile che un problema venga risolta nell’arco di 10 anni (minimo).

13. Bisogna lottare perchè noi abbiamo una grande storia e a causa dei “soliti” il nostro presente non rivendica l’immensità del nostro passato.
14. Bisogna lottare perchè insieme possiamo cambiare il nostro squallido destino e oggi come non mai serve il supporto di tutti.
15. Bisogna lottare per Noi giovani e per le future generazioni.
16. Bisogna lottare perchè la demagogia non è democrazia.
17. Bisogna lottare perchè se non partecipiamo non si muoverà mai nulla.
18. Bisogna lottare per portare il così tanto atteso cambio generazionale.
19. Bisogna lottare perchè il vecchio è finito e il nuovo è in trepidante attesa.
20. Bisogna lottare perchè il vecchio è finto.
21. Bisogna lottare perchè il nostro Re è fin troppo grasso.
22. Bisogna lottare per togliere i malviventi dalle istituzioni.

23. Bisogna lottare perchè non voglio morire all’ospedale di Crotone per inefficenza ospedaliera.
24. Bisogna lottare perchè Antica Kroton non è uno scherzo e chi ha studiato sa che non servono 600 tirocinanti per rilanciare l’archeologia il turismo e il commercio a Crotone.

25. Bisogna lottare perchè avere un’università è importante.
26. Bisogna lottare perchè avere un’istruzione serena e degna di servizi è importante.
27. Bisogna lottare per una vita migliore.
28. Bisogna lottare per la nostra dignità.
29. Bisogna lottare per rinascere.
30. Bisogna lottare per vivere.
31. Bisogna lottare per far si che “i soliti” non si ricandidino alle prossime elezioni camuffandosi con altri nomi e mentite spoglie.
32. Bisogna lottare per far si che le nostre eccellenze non trovano rifugio al nord e in ogni altra località al di fuori della nostra stupenda terra.
33. Bisogna lottare perchè il giornalismo non deve essere propaganda ma informazione.
34. Bisogna lottare per dare un segno forte ai “soliti”.
35. Bisogna lottare perchè nessuno difende i nostri diritti primari al di fuori di Noi.
36. Bisogna lottare perchè anche noi abbiamo diritto di sperare e sognare.

37. Bisogna lottare perchè Crotone non può morire.
38. Bisogna lottare perchè Crotone non deve morire.
39. Bisogna lottare perchè Crotone ha molte eccellenze.

40. Bisogna lottare perché siamo Stanchi dei Soliti

Andrea Campagna

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Arcuri: Vallone e Contarino fanno orecchie da mercante

Peppino Vallone e Sergio Contarino
Peppino Vallone e Sergio Contarino

di Stanchi dei Soliti

“Non abbiamo mai ricevuto una proposta sul  da farsi con Eni”. E’ questa, in soldoni, l’affermazione sia del sindaco di Crotone, Peppino Vallone, sia di Sergio Contarino, capogruppo del PD crotonese. Un’affermazione partorita durante il Consiglio comunale del 13 marzo, un’affermazione priva di fondamenta.
E’ da dicembre 2011 che il nostro gruppo politico invita l’amministrazione comunale di Crotone a convocare un tavolo con i dirigenti Eni, pretendendo che Eni realizzi progetti che la stessa multinazionale ha realizzato in altre città. Abbiamo sempre citato il famoso caso di San Donato Milanese, comune in cui Eni ha progettato un centro direzionale il cui output occupazionale è pari a 3000 unità. Stanchi dei Soliti ha proposto la creazione di un centro amministrativo nel quale svolgere attività amministrative e burocratiche per conto di Eni. Per intenderci, un centro di disbrigo delle pratiche della multinazionale : 3000 addetti, la rinascita dell’economia locale.
Le royalties non bastano, e i benefit aggiuntivi di 600 mila euro (previsti all’interno dell’ultima transazione con Ionica gas- società Eni) non sono sufficienti per risollevare la disastrosa economia crotonese.

 

Antica Kroton: chi oggi taglia i nastri ieri tagliava i fondi

Inaugurazione Scopelliti
Inaugurazione Scopelliti

7 marzo 2014

È tutto pronto: alle ore 16:00 il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti darà simbolicamente inizio al progetto Antica Kroton. Una cerimonia denominata “posa della prima pietra” a cui parteciperanno le istituzioni locali e regionali, di destra e di sinistra. 

Pare che tutti abbiano dimenticato la pagliacciata d’agosto promossa dallo stesso Scopelliti che, approfittando del caldo della bella stagione per passare inosservato, ha ridotto di ben 35 milioni di euro i fondi destinati allo stesso progetto Antica Kroton. La sua vice Antonella affermava che i fondi detratti a Crotone sarebbero stati destinati ad un altro importante progetto, volto a incrementare lo sviluppo occupazionale crotonese. Peccato, però, che il testo della delibera disponeva tutt’altro, precisando che la rimodulazione sia avvenuta «per far fronte alle varie criticità finanziarie emerse in relazione alla copertura del debito sanitario, alle esigenze legate al trasporto pubblico locale e allo scopo di partecipare agli obiettivi di finanza pubblica», come è possibile osservare nel bollettino ufficiale della regione Calabria, a pagina 8334.   In parole povere, i fondi che sono stati “scippati” a Crotone non sono stati reimmessi nell’economia crotonese, ma sono state soggetti ad una suddivisione nell’ambito dell’interno territorio regionale.
Questa pagliacciata indignò (a truccu) vari rappresentanti della sinistra locale, primo fra tutti Peppino Vallone che, tra un sigaro e l’altro fumato in quel di Praialonga, scrisse un comunicato stampa accusando la Regione Calabria di “scippo” nei confronti del nostro territorio.  L’unico gruppo politico che si occupò seriamente della vicenda fu Stanchi dei Soliti che coinvolse 500 crotonesi per interrogare Scopelliti sulla pagliacciata in questione. La nostra interrogazione, pubblicata su qualche giornale locale, non ottenne mai una risposta.         
Oggi il governatore della città di Crotone e quello della Regione Calabria siederanno attorno allo stesso tavolo, discuteranno del futuro dell’area dell’ Antica Kroton senza accennare minimamente ciò che è avvenuto in passato: uno scippo da 35 milioni di euro.

Stanchi dei Soliti

Occupato il Comune di Crotone per incontrare ENI

Occupazione attivisti ENI al Comune di Crotone

3 marzo 2014

Gli attivisti dell’occupazione degli impianti Eni sono più attivi che mai: dopo oltre trenta giorni e trenta notti di occupazione permanente dei siti industrali sono passati all’occupazione del Comune di Crotone.
L’obiettivo degli attivisti è quello di incontrare la multinazionale, e oggi occupare il Comune rappresenta l’unico modo per stimolare le istituzioni locali a convocare un tavolo partecipato con i dirigenti Eni. L’avvio di una trattativa con Eni per imporre a essa una bonifica seria e degli interventi per lo sviluppo occupazionale crotonese è la finalità principale sia dell’occupazione quotidiana che dell’accampamento agli impianti industriali.

Il Comune di Crotone da 500 mila euro a ENI

Uno degli impegni di spesa a favore di Eni pari a 170 mila euro
Uno degli impegni di spesa a favore di Eni pari a 170 mila euro

di Andrea Arcuri

Non è uno scherzo di carvenale: sono ben ventitré gli impegni di spesa a favore della multinazionale, per un totale di 522.000 euro. È questa la somma che Il Comune di Crotone ha corrisposto a Eni da aprile a dicembre 2013.
Gli impegni di spesa sono dei più vari: talvolta riguardano il consumo di gas metano all’interno delle scuole pubbliche – per cui il Comune il 3 ottobre dello scorso anno  ha liquidato 170 mila euro a favore di Eni – talvolta sono relativi al consumo di carburante ad opera delle vetture comunali.
Nulla da contestare al Comune sulla legittimità di tali impegni di spesa: è più che giusto pagare le bollette a fronte del consumo di gas metano. È più che giusto all’interno di qualsiasi città di Italia, ma non è assolutamente pensabile nella città in cui Eni estrae il 15% del metano nazionale: Crotone.
Molte, dunque, le contestazioni da un punto di vista politico ai nostri amministratori comunali: se stanchi dei soliti fosse alla guida del Comune di Crotone stipulerebbe degli accordi con Eni affinché le somme di cui sopra, o una parte di esse, rimangano nelle casse comunali. Le royalties corrisposte da Eni in relazione alle attività estrattive non sono sufficienti e i ritardi nell’erogazione delle stesse inibisce la progettualità e l’operatività comunale.
Non ci stancheremo mai di ricordare che ciò che Eni deve corrispondere a Crotone deve essere proporzionale a ciò che Crotone corrisponde a Eni. Questo obiettivo è raggiungibile soltanto in presenza di amministratori  validi, quindi c’è ancora da aspettare.

Stanchi dei Soliti