L’inciucio è nato in Calabria. E’ ormai una pratica che nessuno ha intenzione di interrompere, tanto meno il neo governatore Oliverio. Se in campagna elettorale aveva garantito nessun accordo con il centrodestra, due mesi dopo la realtà è un’altra
Tonino Gentile e Mario Oliverio
La Calabria che non cambia mai, neanche col dichiarato comunista di Mario Oliverio. Aveva promesso ai calabresi una cosa su tutte: “nel mio governo, non ci saranno inciuci”. Come non detto. Nemmeno due mesi dopo, alla proclamazione dell’amministrazione regionale, il PD di Renzi e Oliverio si accorda, clandestinamente, con l’NCD dei fratelli Gentile. Noti al grande pubblico per la loro potenza elettorale, che in passato fu in grado di bloccare l’uscita di un giornale per notizie poco gradite sul figlio di Tonino. Qualche mese fa invece, poco prima delle elezioni di novembre, Tonino e l’NCD calabrese, si recarono direttamente nella sede romana del PD per esternare la propria indignazione per la mancata alleanza. Oggi scopriamo che l’inciucio ci fu, o quantomeno c’è stato in seguito. Pino Gentile è stato eletto vicepresidente del Consiglio, grazie a 5 voti provenienti dalla maggioranza di Oliverio. Un regalo a uno degli uomini più votati nell’ultima tornata (circa 13.000 preferenze), che mette da subito in chiaro una cosa: questo nuovo consiglio è tale e quale a quello di Loiero, ma anche di Scopelliti. Considerata la schiacciante maggioranza ottenuta dal centrosinistra, e la debacle di Forza Italia e del centrodestra tutto, questa nomina si sarebbe potuta evitare. E’ dunque evidente la sigla di un accordo. Quello che non si conosce è il peso, la contropartita. Perché Oliverio ha ordinato ai suoi di votare Gentile, quando avrebbe potuto eleggere, tranquillamente, uno di casa sua? A questa domanda potrà rispondere solo il tempo, intanto la certezza unica è che la Calabria è per l’ennesima volta nelle solite mani sbagliate. La curiosità è capire cosa ne penserà Matteo Renzi.
Ricevono indennità a nostre spese dai primi anni ‘90 ricoprendo svariati incarichi nella politica locale, regionale e nazionale. Stiamo parlando dei dieci veterani della politica crotonese. Uomini che nel corso della loro carriera hanno indirizzato la nostra città verso l’aggiudicazione di memorabili trofei: provincia più povera d’Italia, ultima per qualità di servizi e tutela dell’ambiente ,peggiore qualità della vita nel settore degli «affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita»
È certo che Enzo Sculco, Dionisio Gallo, Rocco Gaetani, Filippo Esposito, Antonio Barberio, Ettore Perziano, Ubaldo Schifino, Stano Zurlo, Giuseppe Candigliota e Francesco Sullasiano soddisfatti dei fallimenti collezionati, dato che perpetuano le medesima attività politica e amministrativa da oltre vent’anni a questa parte. Il premio anzianità va ad Ubaldo Schifino, la cui carriera politica ha avuto inizio ventinove anni fa con l’elezione – nelle file del Partito Comunista – a consigliere regionale nel lontano 1985. Il novellino è invece Stano Zurlo: eletto consigliere provinciale di Alleanza Nazionale nel 1995. Per tutti gli altri veterani – nati a Crotone o attivi politicamente nella medesima cittadina – l’ingresso nella politica locale è avvenuto dal 1987 in poi.
Stanchi dei Soliti non condivide la tesi dei limiti al mandato elettivo: se un sindaco lavora bene deve avere il diritto di continuare nella sua attività, perché la continuità amministrativa del primo cittadino gioverebbe alla città. In Francia, ad esempio, non esistono dei limiti al mandato, tant’è che alcuni sindaci hanno ricoperto tale incarico per oltre 50 anni.
Tornando a Crotone, il problema non è quanto bensì come la politica locale ha gestito la cosa pubblica. Se i suddetti personaggi avessero agito in linea con quanto annunciato nelle campagne elettorali o se avessero rispettato degli standard minimi per offrire alla città un futuro non eccelso ma semplicemente dignitoso, questa denuncia sarebbe sterile oltreché qualunquista. Così non è stato. E il fattore ancora più grave è che i veterani della politica vengono sostenuti dai giovani della politica: quelli che si bendano gli occhi e accettano tacitamente le perle politiche dei loro predecessori; il tutto perché, anche loro, giovani fuori ma vecchi dentro, aspettano pazientemente di essere sistemati.
Qual è il ruolo della politica per contrastare l’inciviltà di alcuni cittadini?
E’ da sempre il nostro motto: dove non arriva la buona educazione deve arrivarel’amministrazione. L’interpretazione di questo concetto è semplice: un’amministrazione comunale deve contrastare gli atti di inciviltà posti in essere dai cittadini che non aderiscono alle regole di convivenza civile. Le responsabilità dello scempio riportato in foto è riconducibile sia agli autori dell’indecoroso atto sia all’inerzia del Comune di Crotone che non ha mai preso provvedimenti. Da tre anni a questa parte, il nostro gruppo politico ha segnalato in più occasioni vari episodi di inciviltà, proponendo delle soluzioni orientate sia all’intensificazione dei controlli che alla promozione di politiche culturali. Quest’ultima proposta ebbe come oggetto la realizzazione del Manuale della Buona educazione: un libricino da trattare sin dalle scuole elementari al fine di allevare cittadini virtuosi. Per intensificare i controlli municipali, invece, Stanchi dei Soliti propose una collaborazione gratuita con i vigili urbani, nei limiti del rispetto della normativa.
Entrambe le proposte furono indirizzate agli appositi assessori. Entrambe le proposte non ricevettero alcuna risposta.
Dobbiamo soltanto ringraziarvi, ringraziarvi perché da tre anni abbiamo una ragione di vita in più: migliorare Crotone. E chi pensa che questa affermazione sia soltanto una frase di circostanza, vogliamo ricordare che non abbiamo mai percepito un centesimo dalle tasche dei crotonesi. NOn riceviamo indennità perché nessuno di noi è consigliere comunale, nonostante la nostra attività e le nostre pressiamo ci rendono i consiglieri comunali più attivi, sebbene fuori dal Consiglio, sebbene fuori dal Palazzo comunale.
Grazie di cuore. Ci siamo oggi, ci saremo domani.
Quando ami una persona che soffre tanto è importante sapere quali metodi utilizzare affinché lei guarisca oppure ciò che ti interessa è, solamente, che lei guarisca? Noi apparteniamo a quest’ultima categoria. Quella categoria a cui non interessa qual è l’ideologia che sta alla base dello sviluppo di Crotone, ma quello che per noi conta è lo sviluppo di Crotone. Uno sviluppo che prescinde da ideologie di destra o di sinistra, ma le cui fondamenta hanno a che fare con il buon senso.
Non è di destra o di sinistra garantire l’efficienza del servizio idrico, non è di destra o di sinistra asfaltare strade dissestate, ristrutturare palazzi pericolanti o avviare politiche di sviluppo turistico in una città che ha trentacinque km di costa. E anche quelle pratiche amministrative che tradizionalmente appartengono ad uno dei due schieramenti, oggi risultano sempre più utilizzate da sindaci di centrodestra o centrosinistra indistintamente. Ad esempio, chi se lo sarebbe mai aspettato dalla Giunta di Peppino Vallone che il 30 dicembre del 2011 avrebbe dato un permesso a costruire 79 bungalow in cemento su una zona adiacente alla riserva marina protetta? Eppure le giunte di sinistra sono tendenzialmente ecologiche: privilegiano la tutela dell’ambiente agli interessi degli imprenditori. Noi vogliamo amministratori del buon senso, noi vogliamo amministratori che operano per amore e non per ideologia di partito. Esistono buon progetti di destra e buoni progetti di sinistra, noi vogliamo selezionarli entrambi, perché non importa qual è l’orientamento politico che sta alla base del benessere, ma quello che conta è il raggiungimento del benessere. Obiettivo da conseguire con onestà e coerenza, fino alla fine.
Prima di iniziare, vorrei riportare una testimonianza di una Signora rimasta imbottigliata nel traffico causato dai presidi:
“Riporto una testimonianza che credo emblematica di quanto sta succedendo, questi segnali sono pericolosi, ed è ancora più pericoloso ignorarliSIA da parte di chi ha aderito a questa mobilitazione, sia da parte di chi resta a guardare. Ricordano una storia già vista, solo che questa storia le nuove generazioni non la conoscono. Dal racconto si evince che la polizia, sollecitata ad intervenire, non fa niente, “si sono accordati”. Questa anomala gestione dell’ordine pubblico è il segnale più chiaro che qualcosa non va:
“Stanotte sono stato fermato in una rotonda nelle campagne fuori Carmagnola con altre 6 macchine di poveri cristi infermieri che tornavano a casa dopo un turno massacrante di 18 ore (io ero andato a torino a trovare i miei). Nella rotonda c’erano 2 adulti di mezza età che stavano in disparte ad osservare e a pilotare una dozzina di ragazzi attorno alla ventina; erano tutti ubriachi (a terra ho contato, ed ho avuto tempo, 4 pintoni di vino, 6 bottiglie di whisky ed almeno una ventina di moretti da 66) e sicuramente strafatti. Avevano tutti emblemi di tipo fascista (croce celtica e tricolori vari) e intonavano slogan non propriamente di sinistra. Una ragazza ha chiesto loro “per favore ragazzi, è da stamattina alle 6 che sono in ospedale, mi fate andare a casa?” Ed uno dei due “adulti” le ha cordialmente risposto “avrai passato il giorno a succhiare c…i!” e giù tutte le marionette a ridere. Uno di loro ad un certo punto si è avvicinato di sua volontà e ci ha cordialmente detto “Voi passate quando ca**o lo diciamo noi, e se qualcuno ci fa girare i co….i magari passa la notte qui, o magari passa ma si trova un vetro rotto o la macchina rigata, capita con la nebbia!” e giù tutti a ridere…
La chicca: nella rotonda era presente una pattuglia della polizia; siamo andati da loro a chiedere di intervenire e la risposta è stata ancora più agghiacciante: “Ci siamo accordati con loro per fare passare qualche macchina ogni tanto; state tranquilli altrimenti questi vi fanno passare la notte qua!”
Signori, la guerra dei poveri è cominciata. Scappiamo finché siamo in tempo.”
Eh, si. E’ scontatissimo che siano forconi. Anche io posso andare sotto casa e minacciare il tabaccaio. Ma come fareste ad appurare con certezza che io sia un forcone? Continua a leggere →