Nasce un nuovo spazio per gli Artisti Crotonesi

 

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Crotone

Musica, fotografia, pittura, sport, teatro e qualsivoglia forma d’arte messa in atto dagli artisti delle città sarà pubblicizzata sulla nuova Pagina Artisti Crotonesi. E’ un nuovo centro di aggregazione virtuale che ha lo scopo di valorizzare i talenti locali, costituendo il canale prioritario per diffondere idee e, soprattutto, organizzare iniziative ed eventi. Proporre un programma di eventi all’amministrazione comunale in occasione della prossima stagione estiva, individuare e destinare locali inoccupati alle iniziative culturali, creare un giornale o un sito che coinvolga tutti i talenti di Crotone,  rappresentano soltanto alcuni dei tanti progetti da realizzare, in comune accordo, dagli artisti della città. La Pagina Artisti Crotonesi costituisce il centro aggregativo, il primo passo per iniziative comuni.

Perché un gruppo politico (indipendente) come Stanchi dei Soliti vuole promuovere iniziative del genere? La risposta è semplice: Stanchi dei Soliti ha sempre operato in sostituzione alle istituzioni locali qualora queste hanno mostrato indifferenza alle numerose problematiche della città. Non valorizzare gli artisti locali è una di tali problematiche, e pertanto Stanchi dei Soliti vuole colmare questa lacuna amministrativa (come è accaduto in passato).  Le lezioni regionali sono terminate, quindi riteniamo che sia il momento adatto per divulgare questo progetto.

Per seguire lo sviluppo di tale iniziativa occorre seguire la Pagina Artisti Crotonesi con un semplice “Mi Piace”.

Stanchi dei Soliti, sezione Politiche Culturali

 

La Calabria dei Soliti: chi è Mario Oliverio

Partito democratico
                                                                         Partito democratico

Chi è Mario Oliverio neogovernatore della regione Calabria? Mario Oliverio è un politico di professione. Veterano della politica calabrese nella quale milita da trentacinque anni. Nel 1980 venne eletto consigliere della regione Calabria. Nel 1985, invece, conquistò il seggio da consigliere presso il Comune di San Giovanni in Fiore; eletto e rieletto consigliere comunale e poi sindaco del medesimo Comune, Mario Oliverio divenne deputato nel 1992, concludendo la sua attività parlamentare nel  2006. Dal 2004 al 2014 è – inoltre –  il Presidente della Provincia di Cosenza. E come se non bastasse, oggi Mario Gerardo Oliverio è il nuovo Presidente dalla Regione Calabria. La sua attività politica è dunque destinata a protrarsi sino al 2020: quarant’anni di carriera, dal 1980 al 2020.
Tale carriera se da un lato è indice di esperienza, dall’altro inibisce il cambiamento. Gli studiosi della politica e dell’amministrazione conoscono certamente la teoria della path dependence, secondo cui all’aumentare degli anni trascorsi in politica si è sempre più dipendenti dal sentiero già percorso, si ripropongono le pratiche di sempre per rispondere ai problemi, pratiche preconfezionate, solite e obsolete di cui l’esperto politico e amministratore dispone. L’esperienza politica inibisce il cambiamento perché non conosce il cambiamento.
A questa lacuna se ne aggiunge un’altra di non poco conto. Nello Stato in cui tutti hanno una laurea, Mario Oliverio non ce l’ha. Non che tale titolo di studio sia indice di un’indiscussa preparazione, ma è una condizione necessaria (però non sufficiente) per svolgere un’attività come quella di Presidente della Ragione, le cui decisioni ricadono su milioni di cittadini. Per quale ragione, dopo oltre trent’anni di politica, Mario Oliverio non ha mai conseguito una laurea neppure triennale? Impegni istituzionali costanti? No: pigrizia, la stessa che ha infettato il 60% degli astenuti.

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Chi votare in Calabria?

Chi votare?
Chi votare?

Chi votare. Domanda del giorno che si pongono gli elettori liberi. Quelli venduti hanno già deciso di perpetuare la loro schiavitù anche in occasione delle regionali del 23 novembre.
Stanchi dei Soliti non parteciperà a queste elezioni, dato che il nostro principale obiettivo è il risanamento politico in primis della città di Crotone. Ciò non toglie però che ci stia a cuore l’assetto politico della Regione, in quanto le attività di tale ente hanno forti ripercussioni sulla nostra città. Per tali ragioni riteniamo opportuno fare un’analisi della politica calabrese e indirizzare i nostri lettori ed elettori  a compiere la scelta migliore.

Il centrodestra uscente è reduce di cinque anni di fallimenti in qualsivoglia settore d’analisi. La raccolta differenziata è un miraggio: la Calabria è ancora sprovvista degli impianti che possano apportare concreti miglioramenti; il tasso di raccolta differenziata è, infatti, il più basso d’Italia dopo la regione Sicilia che differenzia soltanto l’11% dei rifiuti.  La disoccupazione in Italia raggiunge il 12, 2%, ma la Calabria è nuovamente la voce fuori dal coro ottenendo il primato del 22,2 % di disoccupati, tasso più alto della Penisola. Stessa sorte per la disoccupazione giovanile che tocca il 56%, anche in questo caso raggiungendo il livello più alto d’Italia.
E se il settore ambientale e occupazionale sono in profonda crisi, lo sviluppo culturale nella regione Calabria è pura utopia. I calabresi che fruiscono di attività culturali (cinema, teatro, musei, biblioteche, visite archeologiche etc.) sono soltanto il 35%,  penultimi in Italia, il che è indice di una scarsa considerazione istituzionale. Tra le principali perle del governo Scopelliti ricordiamo inoltre la riduzione dei 35 Milioni di euro dal progetto Antica Kroton – riduzione contro cui Stanchi dei Soliti raccolse le firme di cinquecento crotonesi.
Se il centrodestra piange il centrosinistra non ride. Gli effetti dei dati suddetti sono fortemente influenzati dal mandato quinquennale di Agazio Loiero presidente della Regione dal 2005 al 2010. Il tasso di disoccupazione della regione-  a fine mandato della giunta di centrosinistra – ammontava al 14% ed era tra i più alti a livello nazionale. Idem per la raccolta differenziata che si attestava attorno al 12%.  A queste problematiche si aggiunge il debito sanitario, il cui 50% del totale è attribuile alle attività della Giunta Loiero che –  secondo un ex consigliere regionale di centrodestra –  hanno apportato a un indebitamento della sanità calabrese in soli due anni.

Il disastro della Calabria non è riconducibile a un solo orientamento politico: nella nostra regione l’alternanza politica ha sempre fatto da padrona. È dunque possibile affermare che il fallimento economico, sociale e culturale ricada sulla responsabilità non di un orientamento politico bensì delle scelte governative che negli anni si sono susseguite.
Chi votare a fronte dei fatti appena descritti? Non votare? Assolutamente no. Non è vero che i non voti degli astenuti confluiscano nella maggioranza, leggenda metropolitana piuttosto diffusa. È vero però che gli astenuti se votassero stravolgerebbero l’assetto politico: se il 40% degli astenuti alle regionali del 2010 avesse scelto Pippo Callipo, ad esempio, per la prima volta la Calabria sarebbe stata amministrata da un orientamento politico estraneo tanto alla destra quanto alla sinistra. È chiaro dunque che sono gli astenuti a fare la differenza: proprio coloro che sono sfiduciati, che non credono in nessun candidato e proprio quelli del “sono tutti uguali” potrebbero cambiare le sorti della Calabria.
Tutti i candidati sono degni di voto, tranne quelli già noti alla politica locale e regionale, cioè la stragrande maggioranza di essi. Votate chi non ha mai governato perché non ha fallimenti sulla coscienza. Scegliere il nuovo perché il vecchio è già noto a tutti. E se vecchi candidati hanno eccellenti programmi, non badate alle loro promesse da marinai, perché tutti i buoni progetti devono essere sostenuti dei buoni attuatori, finora sconosciuti.

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Luci e ombre sull’arrivo delle navi da crociera a Crotone

Nave da crociera
Nave da crociera

L’arrivo della navi da crociera in una città fortemente disorganizzata e inefficiente, soprattutto in materia di accoglienza turistica e decoro urbano, ci ha spinti ad effettuare una ricerca più approfondita nel settore, affrontando questa tematica con un’esperta in materia: Vanya Donnici, laureata in Scienze Turistiche e interessata alla tematica del marketing, disciplina che ha approfondito scrivendo una tesi di laurea denominata: “Internet: strumento di comunicazione sviluppo nel panorama del marketing e del turismo”.

In particolare, il gruppo Stanchi dei Soliti ha richiesto alla giovane laureata di evidenziare positività e negatività circa l’approdo delle navi da crociera a Crotone, in un contesto fortemente caratterizzato da lacune amministrative che, come abbiamo sempre ribadito, rendono controproducente l’approdo di turisti.

Vanya Donnici sottolinea che «l’approdo della navi rappresenta una strumento pubblicitario molto efficace, dato che considerare la città di Crotone una tappa per le crociere ha delle ripercussioni positive in termini di notorietà, prestigio e sicuramente da un punto di vista economico. Un esempio lampante è quello di Palma di Maiorca, cittadina nota a tutti e che oggi rappresenta una delle principale mete per le navi da crociera».

Non mancano però delle vistose negatività. «La città e molti cittadini sono ancora ‘impreparati’ per fronteggiare frotte di turisti: mi capitò tempo fa –continua Vanya – di notare che alcuni miei concittadini scavalcarono la recinzione del porto per osservare la maestosità di una nave appena approdata. Questi esempi di arretratezza culturale, insieme a un’amministrazione poco attenta alla pulizia delle strada e, soprattutto, alla valorizzazione degli ambienti culturali della città, come il museo e il Castello Carlo V,  di cui spesso i visitatori trovano le porte chiuse, producono un forte rischio: la nascita di un passaparola negativo della città di Crotone». In conclusione, Vanya ribadisce che per rilanciare il settore la parola chiave è «valorizzare, valorizzare, valorizzare! E’ fondamentale promuovere politiche di marketing che evidenzino come Crotone era ed è la regina della Magna Grecia».

Dal 2011 fino ai giorni nostri, Stanchi dei Soliti ha promosso numerosi interventi per sensibilizzare l’amministrazione comunale in materia di turismo. L’iniziativa Turista all’Orizzonte, attraverso cui sistemammo dei segnali stradali in alcune zone strategiche della città e, inoltre,  la collocazione di alcuni cestini dell’immondizia nei pressi della Lega Navale, rappresentano i nostri principali interventi nel settore; interventi che esprimono un unico e ribadito concetto: prima di diventare una città turistica dobbiamo diventare una città.

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Crotone colpita dal virus della rassegnazione

Il virus ha contagiato 48.000 crotonesi, risponde positivamente al vaccino solo il 3% della popolazione

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Lungomare Crotone – foto di Tiziano Boscarato

Chi vota i Soliti? Semplice, chi s’illude di poter beneficiare dall’elezione dei Soliti. Ma chi non vota i Soliti – circa il 25% degli astenuti alle ultime amministrative – vota Stanchi dei Soliti? No, non vota, perché considera Soliti anche quelli di Stanchi dei Soliti. E questo perché? Rassegnazione. Per rassegnazione – contestualizzata alle dinamiche politiche e sociali crotonesi – intendiamo la sfiducia nei confronti del nuovo candidato perché “tanto su tutt uguali e si manciunu tutti i sord”.

Il virus della rassegnazione, i cui principali sintomi sono apatia, disfattismo, pessimismo cosmico e sfiducia che frena l’intelletto a ipotizzare qualsiasi forma di cambiamento, ha contaminato quasi 48.000 elettori crotonesi, tra astenuti e votanti dei Soliti.
Qual è il vaccino contro questo virus? Noi, facendo politica, siamo in una fase sperimentale.  Le prime somministrazioni del nostro vaccino – composto da proposte realizzabili e propositori credibili – hanno avuto effetti positivi sul 3% della popolazione: i 1050 crotonesi che ci hanno votato. Si presume, però, che i nostri elettori non siano mai stati contaminati dal virus, dato che sembra non abbiano mai manifestato alcun sintomo.
La sfida più ostica è somministrare il vaccino al resto della popolazione locale, convincendola dunque a scegliere Stanchi dei Soliti per divenire Liberi dai Soliti.

Ulteriori risultati delle analisi saranno pubblicati nel 2016…

Stanchi dei Soliti, di Crotone per Crotone.

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I dieci veterani della politica crotonese, nomi e cognomi

POLITICI CROTONESI
POLITICI CROTONESI

Ricevono indennità a nostre spese dai primi anni ‘90 ricoprendo svariati incarichi nella politica locale, regionale e nazionale. Stiamo parlando dei dieci veterani della politica crotonese. Uomini che nel corso della loro carriera hanno indirizzato la nostra città verso l’aggiudicazione di memorabili trofei: provincia più povera d’Italia, ultima per qualità di servizi e tutela dell’ambiente , peggiore qualità della vita nel settore degli «affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita» 
È certo che Enzo Sculco, Dionisio Gallo, Rocco Gaetani, Filippo Esposito, Antonio BarberioEttore PerzianoUbaldo Schifino, Stano Zurlo, Giuseppe Candigliota e Francesco Sulla siano soddisfatti dei fallimenti collezionati, dato che perpetuano le medesima attività politica e amministrativa da oltre vent’anni a questa parte. Il premio anzianità va ad Ubaldo Schifino, la cui carriera politica ha avuto inizio ventinove anni fa con l’elezione – nelle file del Partito Comunista – a consigliere regionale nel lontano 1985. Il novellino è invece Stano Zurlo: eletto consigliere provinciale di Alleanza Nazionale nel 1995. Per tutti gli altri veterani – nati a Crotone o attivi politicamente nella medesima cittadina – l’ingresso nella politica locale è avvenuto dal 1987 in poi.

Stanchi dei Soliti non condivide la tesi dei limiti al mandato elettivo: se un sindaco lavora bene deve avere il diritto di continuare nella sua attività, perché la continuità amministrativa del primo cittadino gioverebbe alla città. In Francia, ad esempio, non esistono dei limiti al mandato, tant’è che alcuni sindaci hanno ricoperto tale incarico per oltre 50 anni.

Tornando a Crotone, il problema non è quanto bensì come la politica locale ha gestito la cosa pubblica. Se i suddetti personaggi avessero agito in linea con quanto annunciato nelle campagne elettorali o se avessero rispettato degli standard minimi per offrire alla città un futuro non  eccelso ma semplicemente dignitoso, questa denuncia sarebbe sterile oltreché qualunquista.  Così non è stato. E il fattore ancora più grave è che i veterani della politica vengono sostenuti dai giovani della politica: quelli che si bendano gli occhi e accettano tacitamente le perle politiche dei loro predecessori; il tutto perché, anche loro, giovani fuori ma vecchi dentro, aspettano pazientemente di essere sistemati.

Andrea Arcuri  
Stanchi dei Soliti

 

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