Chi votare in Calabria?


Chi votare?
Chi votare?

Chi votare. Domanda del giorno che si pongono gli elettori liberi. Quelli venduti hanno già deciso di perpetuare la loro schiavitù anche in occasione delle regionali del 23 novembre.
Stanchi dei Soliti non parteciperà a queste elezioni, dato che il nostro principale obiettivo è il risanamento politico in primis della città di Crotone. Ciò non toglie però che ci stia a cuore l’assetto politico della Regione, in quanto le attività di tale ente hanno forti ripercussioni sulla nostra città. Per tali ragioni riteniamo opportuno fare un’analisi della politica calabrese e indirizzare i nostri lettori ed elettori  a compiere la scelta migliore.

Il centrodestra uscente è reduce di cinque anni di fallimenti in qualsivoglia settore d’analisi. La raccolta differenziata è un miraggio: la Calabria è ancora sprovvista degli impianti che possano apportare concreti miglioramenti; il tasso di raccolta differenziata è, infatti, il più basso d’Italia dopo la regione Sicilia che differenzia soltanto l’11% dei rifiuti.  La disoccupazione in Italia raggiunge il 12, 2%, ma la Calabria è nuovamente la voce fuori dal coro ottenendo il primato del 22,2 % di disoccupati, tasso più alto della Penisola. Stessa sorte per la disoccupazione giovanile che tocca il 56%, anche in questo caso raggiungendo il livello più alto d’Italia.
E se il settore ambientale e occupazionale sono in profonda crisi, lo sviluppo culturale nella regione Calabria è pura utopia. I calabresi che fruiscono di attività culturali (cinema, teatro, musei, biblioteche, visite archeologiche etc.) sono soltanto il 35%,  penultimi in Italia, il che è indice di una scarsa considerazione istituzionale. Tra le principali perle del governo Scopelliti ricordiamo inoltre la riduzione dei 35 Milioni di euro dal progetto Antica Kroton – riduzione contro cui Stanchi dei Soliti raccolse le firme di cinquecento crotonesi.
Se il centrodestra piange il centrosinistra non ride. Gli effetti dei dati suddetti sono fortemente influenzati dal mandato quinquennale di Agazio Loiero presidente della Regione dal 2005 al 2010. Il tasso di disoccupazione della regione-  a fine mandato della giunta di centrosinistra – ammontava al 14% ed era tra i più alti a livello nazionale. Idem per la raccolta differenziata che si attestava attorno al 12%.  A queste problematiche si aggiunge il debito sanitario, il cui 50% del totale è attribuile alle attività della Giunta Loiero che –  secondo un ex consigliere regionale di centrodestra –  hanno apportato a un indebitamento della sanità calabrese in soli due anni.

Il disastro della Calabria non è riconducibile a un solo orientamento politico: nella nostra regione l’alternanza politica ha sempre fatto da padrona. È dunque possibile affermare che il fallimento economico, sociale e culturale ricada sulla responsabilità non di un orientamento politico bensì delle scelte governative che negli anni si sono susseguite.
Chi votare a fronte dei fatti appena descritti? Non votare? Assolutamente no. Non è vero che i non voti degli astenuti confluiscano nella maggioranza, leggenda metropolitana piuttosto diffusa. È vero però che gli astenuti se votassero stravolgerebbero l’assetto politico: se il 40% degli astenuti alle regionali del 2010 avesse scelto Pippo Callipo, ad esempio, per la prima volta la Calabria sarebbe stata amministrata da un orientamento politico estraneo tanto alla destra quanto alla sinistra. È chiaro dunque che sono gli astenuti a fare la differenza: proprio coloro che sono sfiduciati, che non credono in nessun candidato e proprio quelli del “sono tutti uguali” potrebbero cambiare le sorti della Calabria.
Tutti i candidati sono degni di voto, tranne quelli già noti alla politica locale e regionale, cioè la stragrande maggioranza di essi. Votate chi non ha mai governato perché non ha fallimenti sulla coscienza. Scegliere il nuovo perché il vecchio è già noto a tutti. E se vecchi candidati hanno eccellenti programmi, non badate alle loro promesse da marinai, perché tutti i buoni progetti devono essere sostenuti dei buoni attuatori, finora sconosciuti.

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5 pensieri su “Chi votare in Calabria?

  1. Bravo Pietro ! Pensa che avevo deciso di nn andare…vabbè ma penso sia più serio un bel giro in moto prima del seggio 😉 …e nn ditemi che è più serio andare a votare vi prego. Sui muri ci sono inquisiti e figli di condannati.. dai sù.. lasciamo stare …

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