Campagna: I migliori che non evadono pretendono bonifica e diritti
Arroganza, ignoranza e immobilismo: tutto ciò gettato in un clima di disperazione economica e sociale. È una realtà prima da accettare e poi da sconfiggere. A volte i migliori evadono dal carcere, un carcere chiamato Crotone. Evadere per il pensiero e per la cultura odierna. Evadere per la paura di condurre una vita fine al nulla. Non è questa la cultura crotoniate, non è questa la cultura di quello che era uno dei palcoscenici mondiali del mondo greco. Prima eravamo, ora non siamo.
I colpevoli sono davanti agli occhi di tutti: servirebbe una scintilla per cambiare, e poi un’altra. Scintille che io sto vedendo negli ultimi tempi: i migliori che non evadono sono più sensibili a temi come la bonifica; i migliori che non evadono pretendono la bonifica, perché essa è un’opportunità.
Tutti noi, crotonesi emigrati e non emigrati, stiamo diventando consapevoli che se si perde la bonifica si perdere il futuro. È un grande passo in avanti: continuiamo così.
Stanchi dei Soliti: “Nadia Toffa ha intervistato le vittime, non i carnefici.”
Mediaset è la tivù di Berlusconi. I suoi programmi sono strettamente controllati e talvolta censurati. Il video de Le Iene mandato in onda la sera del 5 febbraio su Italia 1 non ha fatto luce sui veleni a Crotone, ma ha ribadito, parzialmente e secondo alcuni studi erroneamente, lo stato attuale dell’inquinamento crotonese.
Una cosa è sfuggita a Le Iene: intervistare i responsabili sia dell’inquinamento che dell’immobilismo che caratterizza la bonifica della nostra terra.
Nadia Toffa ha preferito intervistare il pescatore, anziché i dirigenti Syndial, società Eni, che è stata condannata per danno ambientale dei suoli crotonesi al risarcimento di 56 milioni di euro.
Nadia Toffa ha preferito intervistare l’anonimo pastore, anziché Peppino Vallone, sindaco di un Comune che ha espresso parare positivo per il processo di fitorimediazione, tecnica di bonifica che apporterà dei benefici solo tra 4000 anni. E infine, Nadia Toffa, ha intervistato quel simpatico crotonese che raccoglieva cicorie, anziché Giuseppe Scopelliti che, attraverso una delibera della sua giunta, ha ridotto di 35 milioni di euro i fondi destinati alla bonifica dei suoli crotonesi.
Molti hanno ringraziato Nadia Toffa perché ha dato a diversi crotonesi l’opportunità di esprimere rabbia e malessere. Io, nel ringraziarla per la stessa ragione, la invito a ritornare a Crotone per intervistare coloro che sono effettivamente i responsabili della “terra dei veleni”. Sempre che, la tivù di partito, glielo conceda.
Otto notti e otto giorni: continua l’occupazione agli impianti ENI organizzata da alcuni gruppi politici crotonesi – privi di agganci con la malapolitica locale e privi di rappresentanti eletti all’interno delle istituzioni.
Evidentemente, tale indipendenza dei gruppi politici in questione e la costanza che gli stessi stanno dimostrando, alloggiando notte e giorno agli impianti Eni, comincia a fare un po’ di paura, comincia a dar fastidio a qualcuno. Quel qualcuno che la scorsa notte ha danneggiato gli striscioni che abbiamo affisso nei pressi degli impianti. Come è possibile notare, si tratta di tagli intimidatori effettuati appositamente per mandare qualche messaggio implicito agli organizzatori. Ricordiamo agli autori di tale gesto che non abbiamo paura: hanno tagliato i nostri striscioni, ma non taglieranno la nostra lingua.
Tante volte abbiamo avviato dibattiti politici con Luca Alosa, personaggio crotonese che quasi tutti noi conosciamo.
Luca era appassionato di politica, tant’è che più volte è stato candidato all’interno dei partiti locali, sia nelle file de Alleanza per l’Italia che in quelle dei Socialisti Italiani. Le nostre opinioni rispetto a quelle di Luca sono sempre state discordanti, ma non per questo, sia noi che lui, evitavamo il confronto.
Non si può dire che Luca non fosse un cittadino attivo, un crotonese politicamente attento, anzi. Non è facile nella nostra città, dove l’oggetto di ogni discussione del popolo è “u pallun”, incontrare un crotonese interessato alla politica locale e nazionale, al di là delle sue scelte che erano condivisibili o meno.
Luca si è spento troppo presto, aveva poco più di trent’anni. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle ore 15.30 presso la parrocchia del sacro cuore.
L’occupazione degli impianti Eni continua da quattro giorni e quattro notti. E’ una battaglia ad oltranza che cresce giorno dopo giorno, pertanto non deve considerarsi conclusa con la manifestazione del 30 gennaio. Anzi, seguiranno altre azioni di protesta civile sino a quanto non otterremo risposte.
Chi sono gli occupanti e perché c’è la necessità di una maggiore adesione alla protesta? Gli occupanti sono, innanzitutto, dei cittadini di Crotone e provincia che, in secondo luogo, appartengono a gruppi politici e associazioni che non hanno alcun rappresentante eletto né nel Comune né nella Provincia tantomeno nella Regione. In particolare le sigle dei movimenti aderenti sono: Stanchi dei Soliti, Crotone è dei Crotonesi, Associazione Nuova Hera, WWF e i Cittadini di Crotone. Altre associazioni e movimenti hanno aderito successivamente, altri invece si sono dissociati.
Le ragioni che spingono i movimenti a partecipare sono di facile comprensione e, nel riproporle, preferiamo riportare questa citazione già trascritta sul nostro blog:
La partecipazioni dei movimenti suddetti è soprattutto finalizzata all’apertura di una trattativa con la multinazionale, il cui obiettivo è quello di redigere una lista di interventi che l’ente nazionale idrocarburi dovrà apportare alla nostra città.
Oltre alla bonifica totale dei siti inquinati – idea condivisa da tutte le sigle aderenti – Stanchi dei Soliti propone a Eni
Centri direzionali per l’occupazione, così come è avvenuto a San Donato Milanese; comune lombardo in cui Eni ha progettato un incremento occupazionale pari a 3.000 lavoratori. In alternativa, Stanchi dei Soliti propone l’UniKRO, la vera università di Crotone, in cui istituire facoltà e corsi di studio non presenti negli altri atenei calabresi.
Infine, il nostro movimento si farà carico delle proposte che liberi cittadini hanno elencato sul nostro blog, tra cui industrie “verdi” e buon benzina.
Ovviamente quanto appena affermato è realizzabile soltanto se esistono due condizioni: la prima è la presenza di una classe politica che, sotto la pressione dei cittadini, approvi eventuali progetti di sviluppo locale e riveda l’attuale progetto di bonifica. La seconda condizione necessaria è la tua partecipazione. Quindi, se sei disoccupato e se hai tempo da impegnare in una giusta causa, aggregati agli impianti Eni e lotta con noi. Notte e giorno.