Le Iene non hanno intervistato i veri responsabili dei veleni

Interviste le Iene a Crotone
Interviste le Iene a Crotone

Stanchi dei Soliti: “Nadia Toffa ha intervistato le vittime, non i carnefici.”

Mediaset è la tivù di Berlusconi. I suoi programmi sono strettamente controllati e talvolta censurati. Il video de Le Iene mandato in onda la sera del 5 febbraio su Italia 1 non ha fatto luce sui veleni a Crotone, ma ha ribadito, parzialmente e secondo alcuni studi erroneamente, lo stato attuale dell’inquinamento crotonese.
Una cosa è sfuggita a Le Iene: intervistare i responsabili sia dell’inquinamento che dell’immobilismo che caratterizza la bonifica della nostra terra.
Nadia Toffa ha preferito intervistare il pescatore, anziché i dirigenti Syndial, società Eni, che è stata condannata per danno ambientale dei suoli crotonesi al risarcimento di 56 milioni di euro.
Nadia Toffa ha preferito intervistare l’anonimo pastore, anziché Peppino Vallone, sindaco di un Comune che ha espresso parare positivo per il processo di fitorimediazione, tecnica di bonifica che apporterà dei benefici solo tra 4000 anni. E infine, Nadia Toffa, ha intervistato quel simpatico crotonese che raccoglieva cicorie, anziché Giuseppe Scopelliti che, attraverso una delibera della sua giunta, ha ridotto di 35 milioni di euro i fondi destinati alla bonifica dei suoli crotonesi.
Molti hanno ringraziato Nadia Toffa perché ha dato a diversi crotonesi l’opportunità di esprimere rabbia e malessere. Io, nel ringraziarla per la stessa ragione, la invito a ritornare a Crotone per intervistare coloro che sono effettivamente i responsabili della “terra dei veleni”. Sempre che, la tivù di partito, glielo conceda.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

Annunci

Igiene pubblica: un cittadino crotonese scrive a Stanchi dei Soliti

materiale inquinante crotone
materiale inquinante crotone

“Ho deciso di segnalare al vostro gruppo politico questo problema non perché voglia mettermi da parte e non metterci la faccia – anzi  il mio motto è “Libertà è partecipazione”- bensì perché sono convinto che rivolgendomi a voi le mie osservazioni possano avere maggiore eco.
Qualche giorno fa, mentre percorrevo la nuova strada che collega via Saffo alla chiesa di Santa Rita – strada ufficialmente  chiusa a causa dei lavori in corso-sono venuto a conoscenza di un grave episodio per l’igiene pubblica. In particolare, tutto il tratto di strada suddetto è disseminato di copertoni d’auto, molti dei quali sono stati “smaltiti” con la combustione; dal che ne consegue che di tali copertoni ne rimanga soltanto la struttura metallica interna, ovvero lo scheletro per intenderci. Ma ciò che mi ha lasciato allibito è la presenza di una massa informe di materiale biancastro (vedi foto) che presumo si tratti dei residui dei pannelli di amianto a cui è stato dato fuoco. Vorrei tanto sbagliarmi, ma la mia impressione è stata questa. Infatti, la struttura che ingloba le fibre di amianto si è disgregata per via delle fiamme, lasciando intatte le polveri interne che ovviamente non bruciano.
Voglio precisare che non è mia intenzione creare allarmismi, pertanto non è certo che si tratti di amianto; quel che è certo, invece, è che la presenza di pneumatici bruciati e non abbiano un impatto tutt’altro che positivo sul nostro territorio”
di Pietro Luigi Liguori

Il gruppo politico Stanchi dei Soliti ha inoltrato la presente segnalazione al sindaco, al prefetto e alle testate giornalistiche locali.

Stanchi dei Soliti

1461936_3558146808428_1096825303_n 1418424_3558143288340_1989239271_nClicca per ingrandire

 
Clicca per ingrandire

Bonifica Crotone: 500 crotonesi interrogano Scopelliti

Fabbriche Crotone
Fabbriche Crotone

Alcuni se lo ricordano, altri non ne hanno mai sentito parlare; altri ancora, invece, l’hanno definita la pagliacciata d’estate: il governo Scopelliti nel caldo dello scorso agosto ha ridotto di ben 35 milioni di euro i fondi destinati alla bonifica dei suoli crotonesi, e in particolar modo dell’area Antica Kroton. Stanchi dei Soliti non ha badato al caldo della bella stagione: abbiamo preparato un’interrogazione a Scopelliti chiedendogli per quale folle ragione abbia optato per la riduzione di 35 milioni di euro all’interno di uno dei siti più inquinati di Italia, quale è quello di Crotone. L’abbiamo fatto con il supporto dei commercianti della città, i quali hanno esposto nei loro negozi un modulo di raccolta firme allegato all’interrogazione.
In 500 cittadini hanno firmato la nostra lettera indirizzata al governatore della Calabria, e il risultato raggiunto è soltanto frutto  dell’impegno dei gestori di bar, pizzerie e negozi vari che hanno invitato i loro clienti a firmare la seguente lettera:

Presidente Giuseppe Scopelliti,

a seguito della decurtazione dei 35 milioni di euro destinati alla bonifica dei suoli crotonesi, i cittadini di Crotone le rivolgono le seguenti domande:

1) Dato che Crotone è una delle principali città d’Italia in cui necessitano urgenti interventi di bonifica-si veda l’inclusione del nostro territorio nei siti di  interesse nazionale – non considera vergognosa la drastica riduzione delle risorse predestinate ai terreni da bonificare e, pertanto, necessaria una revisione alla delibera di giunta  adottata il 29 luglio scorso?
Conosciamo bene le esigenze ed i vincoli di bilancio delle Regioni italiane, imposti talvolta dal governo centrale talvolta dalla politica economica europea. Ma interventi come quelli della bonifica sono strettamente correlati alla salute dei cittadini e pertanto devono oltrepassare qualsiasi ostacolo di natura finanziaria.
Com’è noto, ogni Regione italiana è dotata di autonomia di entrata e di spesa:  nel 2011 la spesa totale della Regione Calabria ammontava a 11 miliardi di euro, tra cui ben 600 milioni di euro impiegati nei Servizi Generali (funzionamento giunta e consiglio regionale, indennità dei consiglieri, consultazioni popolari, spese del personale, consulenze etc.).  La Regione Liguria, invece, che ha un numero di abitanti simile a quello della Regione Calabria, spende complessivamente per i Servizi Generali nettamente di meno: 267 milioni di euro, cioè meno della metà di quanto spende la Regione Calabria (600 milioni).
A fronte di tali constatazioni oggettive (vedi conto consuntivo Regione Calabria 2011 e Regione Liguria 2012) siamo estremamente convinti che i 35 milioni di euro, decurtati dai 100 milioni di euro complessivi per gli interventi di cui sopra, possano essere reperiti in settori differenti rispetto a quelli connessi alla salute pubblica oppure attraverso una maggiore accuratezza negli impieghi di spesa.

2) In merito al riutilizzo dei 35 milioni decurtati, c’è una incongruenza di fondo tra Continua a leggere