Crotone VS ENI 30 gennaio 2014: partecipate per la vostra coscienza

Manifestazione Eni 30 gennaio Crotone

Il 30 gennaio ha inizio una manifestazione ad oltranza da parte dei cittadini crotonesi nei confronti dell’Ente Nazionale Idrocarburi. Il luogo di ritrovo è nei pressi dello stadio Ezio Scida alle ore 10.00, la destinazione è il sito industriale ENI, a pochi km di distanza. 

Nel mese di settembre ha avuto inizio una serie di incontri tra le associazioni, i gruppi politici locali e i rappresentanti delle istituzioni cittadine sulla vicenda ENI-Crotone. Il fine era quello di redigere un documento programmatico da sottoporre ai dirigenti Eni, con i quali le organizzazioni tutte avrebbero negoziato per apportare alla città di Crotone, non solo gli interventi di bonifica per cui ENI è già stata considerata responsabile, bensì tutti quei progetti di sviluppo ideati dagli organizzatori (tra cui le proposte di Stanchi dei Soliti).

Nonostante tali incontri abbiano avuto un eco non indifferente sulla stampa locale e regionale, nessun dirigente ENI ha risposto alle istanze degli organizzatori; ignorando pertanto non solo le associazioni e i gruppi politici locali, bensì tutti i cittadini crotonesi che da decenni aspettano risposte.
Abbiamo così deciso di scendere in campo, di dare vita a una manifestazione popolare, occupando simbolicamente gli impianti ENI, accampandoci lì, nella loro sede. L’obiettivo è quello di incontrare i vertici dell’Ente Nazionale Idrocarburi per dare inizio a una seria e concreta trattativa tra Crotone e la multinazionale.
Le motivazioni che stanno alla base di questa manifestazione risiedono nell’elevata percentuale di tumori che investe la nostra terra, nell’imbarazzante tasso di occupazione, nel disastro ambientale procuratoci, nell’estrazione del 15% del metano nazionale da parte di ENI, nei fasulli interventi di bonifica finora posti in essere, nella dignità che caratterizza ogni cittadino che vuole un futuro.
Non è questo comunicato che deve stimolare la vostra partecipazione, ma è la vostra coscienza.  Vi aspettiamo. 

Forconi e cialtroni: facciamo chiarezza

forcone
forcone

di Michele Corrado

Prima di iniziare, vorrei riportare una testimonianza di una Signora rimasta imbottigliata nel traffico causato dai presidi:

“Riporto una testimonianza che credo emblematica di quanto sta succedendo, questi segnali sono pericolosi, ed è ancora piĂą pericoloso ignorarli SIA da parte di chi ha aderito a questa mobilitazione, sia da parte di chi resta a guardare. Ricordano una storia giĂ  vista, solo che questa storia le nuove generazioni non la conoscono. Dal racconto si evince che la polizia, sollecitata ad intervenire, non fa niente, “si sono accordati”. Questa anomala gestione dell’ordine pubblico è il segnale piĂą chiaro che qualcosa non va:

“Stanotte sono stato fermato in una rotonda nelle campagne fuori Carmagnola con altre 6 macchine di poveri cristi infermieri che tornavano a casa dopo un turno massacrante di 18 ore (io ero andato a torino a trovare i miei). Nella rotonda c’erano 2 adulti di mezza etĂ  che stavano in disparte ad osservare e a pilotare una dozzina di ragazzi attorno alla ventina; erano tutti ubriachi (a terra ho contato, ed ho avuto tempo, 4 pintoni di vino, 6 bottiglie di whisky ed almeno una ventina di moretti da 66) e sicuramente strafatti. Avevano tutti emblemi di tipo fascista (croce celtica e tricolori vari) e intonavano slogan non propriamente di sinistra. Una ragazza ha chiesto loro “per favore ragazzi, è da stamattina alle 6 che sono in ospedale, mi fate andare a casa?” Ed uno dei due “adulti” le ha cordialmente risposto “avrai passato il giorno a succhiare c…i!” e giĂą tutte le marionette a ridere. Uno di loro ad un certo punto si è avvicinato di sua volontĂ  e ci ha cordialmente detto “Voi passate quando ca**o lo diciamo noi, e se qualcuno ci fa girare i co….i  magari passa la notte qui, o magari passa ma si trova un vetro rotto o la macchina rigata, capita con la nebbia!” e giĂą tutti a ridere…

La chicca: nella rotonda era presente una pattuglia della polizia; siamo andati da loro a chiedere di intervenire e la risposta è stata ancora piĂą agghiacciante: “Ci siamo accordati con loro per fare passare qualche macchina ogni tanto; state tranquilli altrimenti questi vi fanno passare la notte qua!”

Signori, la guerra dei poveri è cominciata. Scappiamo finchĂ© siamo in tempo.”

Eh, si. E’ scontatissimo che siano forconi.
Anche io posso andare sotto casa e minacciare il tabaccaio. Ma come fareste ad appurare con certezza che io sia un forcone? Continua a leggere

La cittĂ  che vorrei…

Corroattrezzi Bologna
Corroattrezzi Bologna

Nella città che vorrei il carroattrezzi municipale rimuove da un parcheggio non autorizzato l’automobile della polizia municipale. Nella città che vorrei i figli del sindaco si mettono in fila con tutti gli altri cittadini per accedere all’ufficio anagrafe, senza utilizzare scorciatoie parentali. Nella città che vorrei i vigili urbani multano gli assessori se colti nell’illecito; gli assessori pagano la multe nella città che vorrei. Nella città che vorrei l’imprenditore del Mozambico ha la stessa possibilità di vincere una gara d’appalto dell’imprenditore amico.
Questa è la città che vorrei. Questa è la città che costruirei. Datemi, dateci e datevi l’opportunità.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti

Politica crotonese: chi sono i Soliti?

 

Stanchi dei Soliti - Crotone
Stanchi dei Soliti – Crotone

Da due anni a questa parte abbiamo scritto centinaia di articoli  – 166 per l’esattezza- e partecipato a svariate trasmissioni televisive locali senza mai descrivere nei dettagli chi sono coloro che il nostro gruppo politico considera i Soliti. La risposta è breve e meno qualunquista di quel che si pensi. I Soliti non sono tutti coloro che fanno o vogliono fare politica in Italia o a Crotone, i Soliti non sono coloro che si sono candidati a qualsivoglia elezione e i Soliti non sono nemmeno coloro che hanno rivestito incarichi politici o amministrativi distinguendosi in positivo. I Soliti sono coloro che hanno avuto la possibilitĂ  di cambiare Crotone e non l’hanno fatto, coloro che hanno preferito accontentare un gruppo di pressione, una lobby o una determinata impresa anzichĂ© la popolazione crotonese intera; sono coloro che hanno accettato compromessi per ragioni privatistiche e non pubblicistiche, coloro che non hanno anteposto Crotone alla propria carriera politica, lasciando i banchi dell’amministrazione crotonese per occupare quelli dei livelli superiori.

I Soliti sono gli autori del fallimento. I Soliti sono coloro che consciamente sostengono gli autori del fallimento.

Stanchi dei Soliti

Storie di Campagna elettorale: l’inaspettata eccellenza degli uffici comunali crotonesi

Comune di Crotone - Sede succursale
Comune di Crotone – Sede succursale

Le lunghe file d’attesa all’ufficio del protocollo o dell’anagrafe, il personale di front-office che quando non fuma si gira i pollici e la prassi della navetta burocratica attraverso cui i dipendenti comunali spediscono da un ufficio all’altro gli utenti di turno senza né capo né coda, rappresentano delle prassi consolidate all’interno del Comune di Crotone. Queste cattive abitudini amministrative si riflettono nella quotidianità del nostro Comune da tanti anni o perlomeno da quando abbiamo cominciato a frequentare il palazzo del Municipio per ragioni politiche o burocratiche.
Una sola volta, da tre anni a questa parte, ci è capitato di constatare un’eccezione d’eccellenza amministrativa  ad opera dal Comune di Crotone; un’eccezione che non si è verificata in un momento qualsiasi, bensì legata ad un particolare periodo:  la campagna elettorale. Inaspettatamente, quando si avvicina la data di presentazione delle liste dei candidati (un mese prima delle elezioni), la macchina amministrativa comunale – e in particolare l’ufficio elettorale – è efficiente come non mai: agli utenti vengono fornite informazioni dettagliate sul procedimento da seguire per la presentazione delle candidature; inoltre, il responsabile dell’ufficio elettorale, Giorgio Aloisio, a differenza di tanti altri suoi colleghi crotonesi, è dotato di una professionalitĂ  invidiabile persino dalle amministrazioni italiane piĂą virtuose.  Non è mai capitato che Giorgio Aloisio fosse assente dal suo ufficio e che le informazioni forniteci fossero difformi rispetto alla normativa vigente; tra le altre positivitĂ  che abbiamo riscontrato è da segnalare la cordialitĂ  e l’accuratezza attraverso cui Aloisio si rivolgeva agli utenti: nel suo ufficio non si discuteva della pietanza da gustare all’ora di pranzo o dei “patuti” che caratterizzano le nostre giornate; nell’ufficio di Aloisio si lavorava, e si lavorava sodo. Per farla brave, all’interno del Comune di Crotone l’ufficio elettorale eccelle per efficienza e professionalitĂ .
Esiste una ragione che sta alla base di questo fenomeno? PerchĂ©, spesso, nella stragrande maggioranza degli uffici comunali di Crotone  veniamo accolti da personale inadeguato mentre l’ufficio elettorale è l’eccezione d’eccellenza amministrativa crotonese? La ragione è semplice, ed è frutto di un’intuizione di Andrea Correggia che, seppure non faccia piĂą parte di Stanchi dei Soliti, è corretto menzionare per il valore dell’obiettivitĂ  su cui ci fondiamo. L’ufficio elettorale funziona perchĂ© le elezioni rappresentano lo strumento, l’ambito, il servizio pubblico e l’attivitĂ  amministrativa attraverso cui si verifica l’accesso al o la conservazione del potere.  Oggi come ieri è il settore che sta piĂą a cuore agli amministratori di qualsiasi Comune d’Italia e da ciò ne consegue l’estrema necessitĂ  di garantire imparzialitĂ  e competenza dell’ufficio elettorale. All’appena citata intuizione aggiungiamo che, se una qualsiasi Giunta non garantisse tale professionalitĂ  dell’ufficio,  il rischio sarebbe quello di penalizzare la minoranza politica di oggi che potrebbe divenire la maggioranza politica di domani che, a sua volta, orienterebbe tali uffici ad ostacolare la partecipazione degli avversari politici alle competizioni elettorali. Un meccanismo simile si tramuterebbe in un caos amministrativo assoluto con una miriade di ricorsi al (e condanne ad opera del) Tribunale Amministrativo Regionale; pertanto predisporre il personale competente  all’interno di un settore di notevole importanza è la soluzione che accontenta e garantisce continuitĂ  a tutte le forze politiche della cittĂ .
Se Stanchi dei Soliti amministrasse la città di Crotone tenterebbe di porre sullo stesso livello di efficienza tanto l’ufficio elettorale quanto l’ufficio dei servizi sociali e dell’ambiente; se Stanchi dei Soliti amministrasse questa città attribuirebbe ai professionisti come Giorgio Aloisio incarichi di maggiore rilievo tali da incidere sul benessere dei cittadini ogni giorno anziché nel solo periodo elettorale. Ma ad oggi Stanchi dei Soliti non amministra Crotone, ad oggi Stanchi dei Soliti è l’autore delle proposte senza esserne l’attuatore. Riusciremo un giorno a trasformare le nostre proposte in azioni amministrative? Dipende soltanto da due fenomeni: la nostra continuità e il tuo consenso.

Stanchi dei Soliti  – Rubrica Storie di Campagna elettorale

Storie di campagna elettorale: perchĂ© i candidati hanno tutti lo stesso slogan?

Manifesti elettorali
Manifesti elettorali

 «Cambiare si può. Cambiare si deve. Cambieremo insieme». Sono questi gli slogan utilizzati dal 90 % dei candidati al Consiglio comunale nelle competizioni elettorali crotonesi. PerchĂ© in presenza di un numero infinito di frasi e aforismi, i candidati scelgono i motti piĂą sputtanati? Innanzitutto va precisato che lo slogan da utilizzare dipende da una libera scelta del candidato. Ogni candidato può dunque scegliere il motto che preferisce, purchĂ© – ovviamente- non contrasti l’orientamento politico del movimento o partito con cui si candida. Qualora ciò si verificasse, il candidato o cambia slogan o cambia gruppo politico. In secondo luogo, bisogna individuare tre categorie di candidati: i primi sono quelli appassionati di politica, i secondi sono i riempiLista  e i terzi sono i pezzi grossi, cioè coloro i quali saranno eletti in ogni caso. Quindi, avete capito bene, l’elezione dei pezzi grossi prescinde dall’utilizzo di slogan o dalla diffusione di manifesti o santini – che acquistano ugualmente «tanto paga il partito».  Soltanto gli appassionati di politica decidono con dedizione il loro slogan, alle altre due tipologie non interessa minimamente. Infatti, a decidere lo slogan dei riempiLista e dei pezzi grossi (candidati a consiglieri) è la tipografia in cui decidono di stampare manifesti e santini. Questi candidati non richiedono assolutamente alle tipografie di scegliere con cura il loro slogan, differenziandolo in base agli altri candidati oppure effettuando una ricerca sulle frasi pronunciate da politici di destra e sinistra per prenderne spunto. Non gliene può fregar di meno. Il compito della tipografia è quello di scrivere uno slogan qualsiasi, che per ragioni di praticitĂ  e di tempo sarĂ  composto da una o piĂą frasi preconfezionate, che vanno bene a tutti e che dunque sono praticamente uguali.
A chi ha un bottino elettorale predeterminato, non importa fare propaganda comune tramite comizi, manifesti etc. Ai pezzi grossi interessa il giorno delle elezioni, quando li vedi girovagare nei seggi con l’acqua alla gola per constatare che i conti tornano. Quelli che studiano lo slogan nei minimi dettagli, perdendo del tempo persino sulla punteggiatura, sono quelli che ci mettono il cuore, quelli non possono e non vogliono conquistare voti in cambio di salsicce, ma puntano soltanto sulla loro credibilitĂ  esteriore e interiore, con la speranza che un giorno venga premiata. Forse questi ultimi non saranno mai eletti, ma noi –  ancora una volta – non vogliamo rassegnarci.

Stanchi dei Soliti