Due giorni senz’acqua: prima di diventare una città turistica dobbiamo diventare una città



“Assessore, se lei fosse un turista, ritornerebbe in una città nella quale le hanno impedito di farsi una doccia per quasi 48 ore?”

Quasi 48 ore senza acqua corrente sono inaccettabili per una città civilizzata. E sono ancor di più inaccettabili per una città che si pone obiettivi di sviluppo turistico.
Crotonesi e turisti hanno subito dei disagi tipici del continenti africano, dove per fare una doccia c’è la necessità di versare sul proprio corpo delle bacinelle precedentemente riempite, senza poter usufruire del getto dell’acqua corrente. Situazioni queste che noi crotonesi conosciamo bene, e di cui ormai- erroneamente- non ci scandalizziamo nemmeno.
Mentre è facile  prevedere i  noti periodi di siccità artificiale crotonese, è meno facile individuare i responsabili di tali disfunzioni:  la politica dello scarica barile è sempre protagonista, perché quando non è colpa della Soakro è colpa del Comune, quando invece non è colpa del Comune è colpa del consorzio di bonifica.  In pratica, il cittadino medio che di società partecipate e di consorzi non ne vuole sentir parlare, subisce le irregolarità del servizio idrico senza aver diritto di replica, poiché non ha ben individuato i colpevoli e non saprebbe di conseguenza a chi rivolgersi.  Stanchi dei Soliti i responsabili vuole individuarli, e ricorda agli eletti del territorio crotonese quando un servizio ha la peculiarità di essere “pubblico” ne consegue che gli attori pubblici siano i tutori della regolarità di tale servizio. Pertanto, eventuali lamentele e pretese nei confronti dei governanti non appaiono inopportune, soprattutto in virtù del fatto che il Comune di Crotone è tra i soci della  Società Acque Krotonesi S.p.A (SoaKro), disponendo del 22, 47% del capitale sociale.
Con il presente comunicato mi rivolgo all’assessore al turismo Antonella Giungata, alla quale chiedo di immedesimarsi in quei pochi turisti che hanno scelto Crotone come meta delle loro vacanze. Assessore, se lei fosse un turista, ritornerebbe in una città nella quale le hanno di fatto impedito di farsi una doccia per quasi 48 ore? Non va dimenticato che questi disagi si verificano prontamente d’estate e di conseguenza ricadono, oltre che sui crotonesi, anche sui protagonisti della nostre aspettative di sviluppo: i turisti.
Ma la periodicità di tali eventi retrogradi fanno svanire qualsiasi aspettativa di sviluppo turistico crotonese. Il nostro movimento politico lo ripete da anni: l’afflusso dei turisti è dannoso se non è accompagnato dagli adempimenti di ordinaria amministrazione (come l’erogazione dell’acqua corrente).       

Assessore al turismo, quali sono le sue responsabilità sulle inefficienze del servizio idrico? Nessuna. Lei è responsabile per l’indifferenza di fronte a questi disagi; indifferenza che non le fa rivendicare alcuna pretesa nei confronti dei responsabili delle inefficienze di cui sopra.
La invitiamo a riflettere su un dato di fatto: Crotone prima di diventare una città turistica, deve diventare una città.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti – Area Turismo

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