Arturo Crugliano Pantisano sei ancora Renziano?

Arturo Crugliano Pantisano e Matteo Renzi
Arturo Crugliano Pantisano e Matteo Renzi

Qualche domanda da Stanchi dei Soliti al presidente del consiglio di Crotone

Inutile commentare le ultime vicende politiche  e istituzionali del finto rottamatore: Matteo Renzi a giorni diventerà presidente del consiglio senza essersi mai confrontato con il popolo italiano, se non con quello di Firenze, che lo ha eletto prima presidente della provincia e poi sindaco del Comune fiorentino.
Non è questa la sede per argomentare la pagliacciata istituzionale che Renzi sta portando a termine. Quello che ci sta a cuore, come sempre, è la politica locale. In particolare, domandiamo al presidente del consiglio comunale di Crotone nonché renziano convinto, Arturo Crugliano Pantisano, che idea si è fatto del suo leader politico a seguito delle vicende degli ultimi giorni? Qual è la sua opinione sulla formazione di un nuovo governo che bypassa gli elettori? E’ o non è deluso da un uomo, ancor prima di un politico, che ha sempre predicato il Nuovo che Avanza e ora sto stipulando accordi alla vecchia maniera con Berlusconi?
Presidente Pantisano, leggendo le nostre domande potrebbe fornirci una risposta in politichese affermando che “il Paese ne ha bisogno”. Anticipando la sua eventuale e prevedibile risposta, vogliamo sottolineare che il Paese non ha bisogno di questi governi, dei governi di nessuno, che non rispondono a un elettorato ben preciso ma a forza politiche che durante le campagne elettorali erano contrapposte e dopo le elezioni hanno deciso di coalizzarsi. Larghe intese, coalizioni e ammucchiate in nome della responsabilità, in nome de “il Paese ne ha bisogno”, ma che in realtà celano soltanto un obiettivo: la conservazione del potere, suppure con cani e porci.

Stanchi dei Soliti

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Stanchi dei Soliti: Il PD crotonese è un partito senza né capo né coda

 

Pd crotonese frammentato
Pd crotonese frammentato

Sorge spontaneo domandarsi se i candidati alle primarie per la segreteria provinciale del partito democratico facciano parte dello stesso partito o appartengano a gruppi politici contrapposti. Infatti, i concorrenti alla principale carica locale del PD, quali Arturo Crugliano Pantisano -neovincitore con il 90% delle preferenze – Michele Laurenzano – sindaco di Strongoli- e Giuseppe dell’Aquila – già vicepresidente nazionale dei giovani democratici- hanno condotto una battaglia senza precedenti, a seguito della quale sarebbe più opportuno considerare quella interna al Partito Democratico un’autodistruzione anziché una semplice rottura.
Dall’Aquila ha messo in dubbio l’autenticità dell’esito del voto, sottolineando che si sarebbe recato «comune per comune chiedendo al presidente della commissione di fare un comunicato stampa con le percentuali reali»; Dall’Aquila accusa inoltre il presidente della Commissione Paolo Secreti, considerando inopportune le dichiarazioni di quest’ultimo relativamente a un presunto incremento delle tessere a Cirò e Cirò Marina, mentre «a Strongoli, Torre Melissa e Cotronei la percentuale dei tesserati è aumentata addirittura del 300%». È ancora il più giovane dei candidati a denunciare la faziosità di Secreti, accusato di «garantire amici e realtà amiche». Non è da meno il secondo arrivato Laurenzano che considera una “farsa” l’assemblea dei delegati per eleggere il segretario provinciale del partito democratico; farsa che ha spinto Laurenzano non solo a presentare vari ricorsi alle autorità nazionali del PD e ad assentarsi dalla suddetta assemblea, bensì ad organizzare una conferenza stampa nella sede di via Pannella celebrando un’autoproclamazione napoleonica a segretario provinciale. Zitto zitto, invece,  se ne sta lì in un angolo il vincitore delle primarie, Arturo Crugliano Pantisano, che ha deciso di non calarsi nelle bassezze della polemica godendosi questa elezione che predice candidature istituzionali di maggiore rilievo; lasciando al suo sindaco Peppino il compito di smentire le voci degli avversari sulle presunte irregolarità verificatesi durante le operazioni di voto.
La lievitazione delle tessere di partito, la Commissione di Garanzia del PD accusata di “garantire” soltanto amici le realtà amiche, l’autoproclamazione napoleonica di Laurenzano a segretario provinciale e, soprattutto, gli oltre 15.000 astenuti alle primarie caratterizzano il totale smarrimento del partito democratico crotonese che, possiamo dirlo, oggi più che mai appare senza né capo né coda.

Andrea Arcuri
Stanchi dei Soliti