Elezioni Crotone: le pagelle dei candidati a sindaco


candidati sindaco crotone

Da Sorgiovanni a Pugliese. Da Meo a Pirillo. Dalla Barbieri a Piuma. Da Infusino a Tesoriere. I voti in pagella dei candidati a sindaco

Le pagelle sono state elaborate da Stanchi dei Soliti e si basano su tre elementi: personalità del candidato, il suo passato politico e, infine, la coalizione a suo sostegno. Il voto attribuito è una media dei tra fattori. Nei prossimi giorni saranno invece elaborate le pagelle amministrative relative ai programmi delle principali forze politiche.

Stanchi dei Soliti è la prima vera lista civica di Crotone che 5 ann fa partecipò alle elezioni comunali esprimendo un autonomo candidato a sindaco e che finora ha svolto oltre 180 attività politiche, amministrative, culturali e sociali per la città di Crotone.

Rosanna Barbieri voto 2.
Utilizzare lo slogan «rivoluzionare Crotone» dopo che il suo partito ha governato 10 anni significa darsi la zappa sui piedi. Significa riconoscere il fallimento del suo centrosinistra. Significa rivoluzionare il fallimento. Il che concettualmente è anche una cosa bella, peccato che vuole fare la rivoluzione con gli stessi soldati del 2011, ossia quelli che il fallimento lo hanno costruito, promosso, alimentato.
Si parla ancora di Corigliano, Molè, Candigliota, Pristerà: c’erano ieri, ci sono oggi e, sicuramente, ci saranno anche domani.
Recidiva.

Fabrizio Meo voto 6 +
Ammirevole la sua arte di battere i pugni sui banchi del Consiglio. È stato sicuramente il consigliere comunale più attivo. Interessante i numerosi professionisti che ha coinvolto nel sua lista Crotone Libera.
Meno glorioso il suo passato politico: elezioni 2006 a sostegno di Peppino Vallone con il partito La Rosa nel Pugno e, 5 anni dopo, si ripete sostenendo Manifesto per Crotone sempre della coalizione dell’onorevole Enzo Sculco ma a sostegno di Giusy Regalino Sindaco. Ma se cambiare si può, anche perdonare si può. Magari Meo è pentito e vuole percorrere la strada dell’autonomia e del governo «libero» e, stavolta, per davvero.
Il Figliol prodigo

Pietro Infusino voto 4,5
Passato politico caratterizzato da saltelli da destra e a sinistra e da sinistra a destra. Ha fondato un movimento composto anche da persone in gamba ma l’esistenza dello stesso non può basarsi sulla lotta perpetua nei confronti di una azienda.
Apprezzabili alcune iniziative promosse. Meno apprezzabile la candidatura di Infusino nel movimento “Siamo Crotone con Vallone” nel 2011.
Incoerente

Antonio Argentieri Piuma voto 6
Non si è ben capito se la sua coalizione sia espressione del centrodestra o di un agglomerato di liste civiche in cui non mancano avanzi di partito: il medico Capocasale in primis. Noto sculchiano che alle precedenti elezioni conquista oltre 300 voti con il partito fondato dall’onorevole Enzo: i DemoKratici. Già assessore alla provincia di Crotone con la giunta Zurlo e consigliere comunale nel 2006  è tra i soliti veterani della politica crotonese.
Ma se Capocasale è da voto 2, a recuperare la dignità della coalizione è sia lo stesso Argentieri Piuma (carismatico quanto basta, imprenditore e noto esponente della confindustria locale) sia alcuni ragazzi in gamba e ricchi di entusiasmo all’interno della coalizione.
Mezza Speranza

Davide Pirillo voto 7
I suoi ideali sono noti. Drastici e privi di mezze misure. Vicini agli anni 20 e lontani dallo sviluppo politico e culturale odierno. Sia chiaro: ideali non condivisi da chi scrive questo articolo. Ma c’è da dire una cosa: Davide Pirillo ha degli ideali. È coerente e non ha mai nascosto la sua identità politica. Sa chi è e che cosa vuole. Con il centrosinistra non lo vedremo mai perché lui sta dalla parte opposta.
Insieme ai ragazzi che lo sostengono ha spesso promosso attività benefiche ed è uno dei pochi candidati che, a modo suo, crede in quello che fa.
Deciso

Ottavio Tesoriere voto 6 –
La tanto sbandierata “Continuazione della Giunta Senatore” ha del vero vero: fu assessore di Pasquale dal 1997 al 2000 e alle precedenti elezioni è stato palese il sostegno della lista Tesoriere (Francesco) all’ex sindaco di Crotone. Anche la condivisione della politica di destra è affine a quella del memorabile Pasquale.
Ma c’è da dire una cosa: Pasquale Senatore non avrebbe sostenuto Matteo Salvini, uomo che ha dimenticato chi è stato e contro chi ha lottato per anni: il Sud, terra che il vero sindaco di Crotone ha sempre amato.
Sufficiente

Ilario Sorgiovanni voto 7,5
Chi pensa che su questo blog il Movimento 5 Stelle giochi in casa sbaglia di grosso. Fra Stanchi dei Soliti e M5S c’è stata una piacevole collaborazione alle elezioni comunali del 2011, dopodiché ognuno per le sua strada. Anche se, va ricordato, alcuni membri di Stanchi dei Soliti di ieri sono nel M5S di oggi: Erica Lagamba, Antonio Scerra e Andrea Correggia. Loro tre per noi hanno significato molto: il loro impegno è stato indiscutibile, sempre presenti durante le iniziative organizzate, portatori sani della nostra Carta dei Valori.
Se il M5S fosse Scerra-Lagamba-Correggia e i tanti ragazzi onesti che lo compongono, in pagella avrebbero ottenuto un bel 9.
Ma c’è qualcosa che non scordo.
Tralasciando che tra i membri del 5 stelle di oggi c’è qualche uomo di partito (Francesco Zurlo, da sempre esponente del centro sinistra locale, alle precedenti elezioni fu candidato con il PD contribuendo alla vittoria della coalizione valloniana con 29 voti) ciò che spaventa del M5S è la GrilloDipendenza. Se il M5S vincesse le elezioni comunali Ilario Sorgiovanni ancor prima di dar conto ai crotonesi deve rispondere a Beppe Grillo. Esemplare è il caso Pizzarotti: sindaco virtuoso espulso dal M5S accusato di non aver comunicato l’avvio di indagini per abuso d’ufficio a suo carico. Innanzitutto, ciò non è affatto vero, in quanto Pizzarotti ha più volte tentato di incontrare i vertici del M5S per discuterne come fanno gli adulti: di persona. Inoltre, Grillo dimentica che le indagini per abuso d’ufficio oltre a essere tra quelle più frequenti solo nel 5% dei casi si concludono con una condanna, negli altri casi vi è l’archiviazione e l’insussistenza del fatto.
Un sindaco è eletto dai cittadini. E fra i tremila ostacoli di un’amministrazione locale non deve esserci anche quello del leader del suo movimento che pretende obbedienza. La legge 81/93 ha sancito l’elezione diretta del sindaco, ha sancito la sua libertà rispetto ai partiti (che prima lo nominavano e a cui rispondeva del suo operato). Non possiamo tornare indietro.
Ma c’è da dire che il M5S di Crotone non ha mai governato e nonostante il rischio GrilloDipendenza sia elevato, a oggi rappresenta l’unica speranza elettorale (e si spera amministrativa) della città di Crotone.
Fiducia

Ugo Pugliese voto 3

«Una brava persona» «Un grande professionista». Si diceva questo di Peppino Vallone prima del 2006. Però in quell’anno decise di accettare l’appoggio di Enzo Sculco.
La storia si ripete: Ugo Pugliese sembra una brava persona e un grande professionista. Ma anche questa volta le persone giuste scelgono le coalizioni sbagliate. La sua vicinanza a Enzo Sculco è facilmente comprensibile: nella coalizione a suo sostegno fra le cinque liste riaffiorano i DemoKratici, il cui leader è ed è sempre stato Enzo. Durante il primo mandato di Vallone, Sculco aveva in pugno il Consiglio Comunale, composto da vari consiglieri che  teneva sotto controllo.  È da questo assetto che nacque lo slogan «finalmente liberi di governare» utilizzato da Peppino durante le elezioni del 2011. Era libero da Sculco che, in precedenza, a suo dire, aveva ostacolato l’operatività amministrativa (?) del centrosinistra.
Ma la squadra Pugliese adotta una splendida strategia comunicativa: nella nave del Capitano Enzo ci sono tanti giovani (alcuni anche preparati) con voglia di riscatto. Peccato che in caso di elezione avrebbero lo stesso peso del due di coppa quando la briscola è a denari. Ma al tavolo di gioco a fare carte e, contestualmente, a possedere la carta jolly è sempre lui, l’uomo delle tre i: intramontabile, invincibile, irripetibile Enzo.
Delusione

Giancarlo Rizzo s.v.
Un senza voto determinato dall’impossibilità di valutarlo.

Esponenti del PD, del Centrodestra e della Coalizione Pugliese hanno richiesto a Stanchi dei Soliti un appoggio, un sostegno elettorale, hanno richiesto avvicinamenti o voti. Ma la nostra linea è stata quella di 5 anni fa, quando al ballottaggio tra Peppino Vallone e Dorina Bianchi, rispondemmo con un semplice «Non ci schieriamo» che riflette la coerenza di un gruppo politico che non deve vincere a tutti i costi.         .

Vogliamo governare Crotone ma vogliamo farlo con le persone giuste. Diventare la maggioranza con le nostre forze e senza l’aiutino delle larghe coalizioni.
Sì: vogliamo governare Crotone, ed è per questo che adesso non ci siamo candidati: avremmo partecipato per partecipare ma invece, la prossima volta, noi vogliamo partecipare per vincere.

Scritto da: i membri di Stanchi dei Soliti

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