Crotone: nuova crisi nella maggioranza? I partiti pensano troppo alle nomine


Comune di Crotone
Comune di Crotone

Forse è prematuro considerare quella attuale un’altra crisi interna alla maggioranza, ma è certo che il clima nel centrosinistra locale non è dei migliori. Non sono bastate, lo scorso agosto, le minacce del sindaco Vallone che, presentando le dimissioni, voleva plasmare gli animi di un ammasso di partiti che trattano la macchina amministrativa locale come uno strumento
per la spartizione di postazioni; il che è testimoniato sia dalla nomina di tre assessori che già anni fa fecero parte della squadra di governo valloniana (Megna, Molé ed Esposito) sia dell’irresponsabile comportamento degli eletti della lista “SìAmoCrotone”, i quali hanno deciso di distaccarsi dalla maggioranza costituendo un nuovo gruppo consiliare (“Spazio cittadino”) soltanto perché il sindaco non ha nominato l’assessore all’urbanistica che riflette le loro preferenze. Se tali soggetti si fossero dissociati dalla maggioranza perché la giunta Vallone non è in grado di garantire neppure gli interventi di ordinaria amministrazione, avrebbero avuto tutto il nostro appoggio; ma cambiare gruppo consiliare per questioni di nomine, rispecchia una strategia lontana dal nostro modo di fare politica, ma abbastanza radicata nella  cultura partitica locale.

A titolo informativo, ricordiamo ai partiti in questione che spetta al sindaco la nomina degli assessori, e né gli eletti al consiglio comunale né i dirigenti di partito dovrebbero interferire con tale nomina. Ma forse i componenti dei partiti di maggioranza sono affezionati all’assetto locale che vigeva nei primi anni ‘90, quando sindaco e assessori riflettevano perfettamente il numero dei partiti in Consiglio, dato che spettava a quest’ultimi la nomina dei componenti della squadra di governo.
Ora siamo nel 2013, e i partiti dovrebbero cominciare a dissociarsi da tali logiche: la nomina degli assessori dovrebbe basarsi sul rispetto di criteri meritocratici, piuttosto che avere come obiettivo quello di collocare nella pubblica amministrazione “amici” aventi un orientamento politico affine.
Se è quest’ultimo lo scopo dei partiti di maggioranza il loro operato non fa una pecca, ma dato che sono stati delegati dai cittadini per rappresentare al meglio la nostra città, direi che la loro condotta li conduce totalmente fuori strada.

Andrea Arcuri

Stanchi dei Soliti

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