Porto Turistico Crotone: Lentezza e duplicazioni che da 20 anni bloccano lo sviluppo


L’infrastruttura portuale rappresenta per la città di Crotone un fantastico volano di crescita economica e sociale. Ormai tutti lo sanno, tutti ne parlano, ma ancora ad oggi nulla di concreto e sano si muove.
Le “carrette” del mare continuano ad occupare e degradare le banchine, lo sporco è ovunque, la vecchia grù troneggia come una gigantesca giraffa di ferro arrugginito, l’area ex-Italpetroli è sempre lì nel mezzo. . .  e di turismo a Crotone a malapena l’ombra.
La realtà potrebbe essere ben diversa se solo la logica e la morale influenzassero maggiormente la classe dirigente.
Invece la situazione odierna è purtroppo contorta e oscura.
Da molti anni il Porto di Crotone è passato sotto il controllo dell’autorità portuale di Gioia Tauro e i risultati sperati sono stati totalmente disattesi. La riqualificazione, i fondi e gli investimenti non ci sono stati.
Così da un paio di anni è nata la Società Marina s.p.a, con l’intento di superare una volta per tutte il blocco che vive il porto, pianificare e sviluppare la marina turistica che Crotone merita.
Per ora è stato chiarito e condiviso da tutti solo l’aspetto fondamentale, ovvero che il Porto Vecchio e il bacino del Porto Nuovo (con al centro
l’area ex-Italpetroli) diventeranno banchine adibite al turismo, per accogliere circa 1000 posti barca.
La società marina attualmente è in una fase di contrattazione con Gioia Tauro per la concessione dei due bacini, il passaggio della gestione e soprattutto la creazione del Piano Regolatore Portuale. Ad oggi la compagine sociale è composta dal Comune, dalla Camera di commercio e al 5% dalla Lega Navale, presidente è stato nominato Napoleone Guido. Una volta ri-ottenuto il potere gestionale da Gioia Tauro si aprirà il capitale ai privati con l’intenzione di potenziare e inserire nuove competenze nel gruppo.
Intanto gli operatori del Porto e la città tutta attendono con trepidazione il buon esito delle azioni della classe dirigente, anche se sono molti quelli ormai disillusi e scettici su un cambiamento che da troppi anni si attende. Inoltre la divulgazione e condivisione con la società civile dell’avanzamento dei lavori è minima, tantomeno con le aziende che già operano nei vari settori dell’infrastruttura portuale.
Resta il fatto che gli investimenti e interventi necessari allo sviluppo sono in molti casi semplici, quasi ovvi.  Come la riqualificazione dei lampioni del molo frangi fluttuo, la demolizione della vecchia grù, il collocamento di decorose banchine galleggianti, la pulizia e installazione di cassonetti, l’accoglienza con depliant multi lingue e prodotti tipici, la demolizione o ancor meglio affondamento delle carrette del mare,  le aree pedonali, il verde. . .
Più complessa è invece la storica questione dell’area ex-Italpetroli, quella dell’ormai defunto patron Sensi. La superficie è molto vasta (in pratica quanto il Castello di Carlo V) e occupa la posizione strategica del Porto Turistico, tra il bacino del Porto Vecchio e Porto Nuovo. In questa ventennale vicenda le colpe, e in molti casi le truffe, sono rimbalzate tra più individui e ad oggi ancora nulla è stato fatto. Si attende ancora la bonifica. Solo quando la città e la sua gestione riavranno questo spazio la Marina di Crotone potrà decollare seriamente con la costruzione di un polo turistico portuale, fornito di servizi, negozi, aree verdi e tornare a competere con gli altri porti del Mediterraneo.
Di Marco Tricoli
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Un pensiero su “Porto Turistico Crotone: Lentezza e duplicazioni che da 20 anni bloccano lo sviluppo

  1. Posso ? Allora facciamo così ok ?? Voi vi impegnate a salvare il link e .. a riesumarlo tra 2 annetti …. OK ??? Poi diciamo quanti soldi sono arrivati e quanto lavoro si è fatto…OK ???

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