Il lavoro NOBILITA l’uomo mi dicevano….



Figliolo, lavora così potrai esaudire i tuoi sogni mi dicevano….

 

il lavoro nobilità l'uomo

Oggi non sono ne NOBILE e ne PROVVISTO DI SOGNI da poter esaudire… anzi, i sogni ci sono, qualcosa di astratto scaturito dalla mia fase REM. 
Oggi sono solo un ragazzo di 27 anni capace solo di vedere il suo futuro in prospettiva del giorno dopo e a volte neanche quello. Sono incapace di CREARMI LA FELICITà… si,

perchè la felicità si crea grazie alle soddisfazioni personali, grazie sia alle esperienze positive che a quelle negative, e quest’ ultime serviranno da insegnamento per il futuro. Attualmente ho POCHE soddisfazioni personali, POCHE esperienze positive e TANTISSIME negative.

Non scrivo qesta lettera per accusare questo e quello, non è questo il mio obiettivo, ma per esprimere un mio MALESSERE PERSONALE, che tanto personale non è in quanto accomuna tantissime persone. giovani e meno giovani. MALESSERE alimenato da quello che i miei occhi vedevano e le mie orecchie udivano. MALESSERE cresciuto in maniera esponenziale per l’incapacità di Crotone di creare una POSSIBILITà.

    1. La POSSIBILITà di poter lavorare a Crotone
    2. la POSSIBILITà di veder crescere i propri figli e nipoti a Crotone
    3. la POSSIBILITà di poter pronunciare la parola FUTURO a Crotone
    4. 
la POSSIBILITà di invecchiare serenamente a Crotone

Cosa accomuna tutti questi pensieri???

Utopia

L’UTOPIA….


é UTOPIA credere di poter lavorare a Crotone perchè il lavoro non c’è… anzi si, per FIGLI DI DOTTORI, POLITICI ED EX, UOMINI D’ONORE (capiamoci) ecc ecc, e per chi “FIRMA” un tacito contratto di SFRUTTAMENTO E SCARSA RETRIBUZIONE! Perchè a Crotone non esiste il concetto di MERITOCRAZIA, secondo cui un soggetto viene premiato per merito e capacità ma al contrario il datore di lavoro deve ricordarti che ti sta facendo un favore nel darti quei LURIDI 600 euro (anche meno), e che se non ti sta bene sai dov’è la porta, o che siccome ti da una paga sopra la media crotonese ti debba chiedere di lavorare a orari INSULSI per l’attività (es. negozio d’abbigliamento che rimane aperto fino alle 14:30). Non parliamo poi dei cittadini che un lavoro ce l’avevano. Ricordiamo alcuni dipendenti di un’azienda crotonese i quali mandarono certificati di malattia per andare a vedere una semplice partita di calcio!!! Sappiamo tutti com’è andata a finire questa storia, perchè il Sig. “BOIA” ha poi dato il colpo di grazia, perchè di un’esecuzione si tratta…. è stato mandato a dirigere un’azienda che non produceva, l’80% dei lavoratori guardava e il 20% lavorava. E poi noi crotonesi siamo scarsamente RICONOSCENTI con chi cerca di portare lavoro a crotone… Ma non soltanto nei confronti di imprenditori provenienti da altre regioni italiane ma peggio ancora con quelli che provenienti dalla stessa regione. 
E’ UTOPIA credere di poter vedere crescere i propri figli e nipoti a crotone perchè la mancanza di lavoro porta ad allontanarsi da una città che ad oggi non conosce l’articolo 4 della Costituzione Italiana secondo cui la Repubblica Italiana riconosce ad ogni cittadino il DIRITTO AL LAVORO, diritto INVIOLABILE, pilastro della Costituzione Italiana…. ma questo non vale per Crotone, non vale per una città abbandonata e lontana anni luce dal progresso e dalle normali norme civiche della civiltà.
 E’ UTOPIA credere di poter pronunciare la parola FUTURO a crotone… un termine cancellato da chi si è riempito la bocca di questo termine per poter raggiungere una POLTRONA e accedere alla famosa PENSIONE PARLAMENTARE. Parola il cui significato ha perso valore nel tempo perchè usata spesso e volentieri in maniera spropositata e petulante… in maniera così viscida che ormai ha perso il suo reale significato.

 

Ma a Crotone le persone non si accontentano mai…

 

L’altro pomeriggio guardavo un nuovo programma su RTI. Cominciai a guardarlo già in corso d’opera e il conduttore faceva un monologo sulla crisi che colpisce da tempo i commercianti crotonesi, manifestando appoggio verso chi è in difficoltà e decide di chiuder bottega, e diceva: “SE L’ATTIVITà NON VA è GIUSTO CHE I COMMERCIANTI CHIUDANO”…. dal mio punto di vista poteva dire: PERCHè NON ABBASSARE I PREZZI!!!! non c’è scritto da nessuna parte che si debba attuare un rincaro sul prezzo d’acquisto del 150%. La verità è che a Crotone manca la capacità di accontentarsi, di guadagnare il giusto.
E come si può parlare di FUTURO con una classe poltica incapace di dare una svolta a questa città. Una classe politica formata da personaggi davvero grotteschi… Personaggi molto più attenti alla mondanità cittadina che non all’interesse della città e alle priorità del propio mandato politico. Ma di cosa ci stupiamo, diamo la possibilità di far politica o di incidere su di essa a persone indagate e condannate!!! Ricordiamo che i nostri eccellenti politici non riescono ad metter fine al capitolo BONIFICA. ENI ha recato un danno di proporzioni devastanti e noi non riusciamo ancora a farci valere, non riusciamo a sbattere i pugni sui tavoli e dire: DOVETE PAGARE…
La classe politica crotonese è intrisa di gente incapace di risollevare una città, ma CAPACISSIMA di metter le mani dappertutto. Incapace di metter insieme una frase compiuta, e nonostante ad ogni mandato facciano pena per come governano questa città hanno la faccia tosta di venire a casa nostra a chiedere un voto!!! Una classe politica fondata sempre e solo sui soliti personaggi, visti e rivisti. Perchè non promuovere gente nuova, giovani con tanta voglia di spaccare il mondo, con tante idee….
Non posso credere che Crotone non voglia darsi un’altra POSSIBILITà… Una chanche per risollevarsi dal baratro in cui ci hanno e ci siamo reclusi.

Io sono TREMENDAMENTE ARRABBIATO…. vorrei PROVARE a fare mille cose ma le mie sole spalle non possono sorreggere un peso così grande come la situazione che ha INFETTATO Crotone. 
La parola FUTURO tornerà ad avere un significato nel momento in cui si avrà la forza di cambiare le cose, fino ad allora non lamentiamoci che le cose non cambiano se noi stessi non siamo propensi al cambiamento…

di 
ALESSANDRO MANICA

Stanco dei Soliti

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5 pensieri su “Il lavoro NOBILITA l’uomo mi dicevano….


  1. Avete tratteggiato con cura e realtà gli ultimi anni della storia crotonese. Vi comprendo e mi immedesimo nelle Vs. difficoltà; difficoltà che sono state anche mie in gioventù. Certo, non è agevole per i giovani poter cercare lavoro nella nostra città. E la colpa è esclusivamente della ns classe politica che non ha saputo cogliere al balzo delle occasioni (F16, Europaradiso, post – disindustrializzazione che prevedeva degli impianti industriali).
    Purtroppo, altro non resta che cercare altrove un posto di lavoro. Certo, non è simpatico lasciare la propria città ed i propri affetti; ma, purtroppo, è l’unica strada – secondo me – da dovere seguire. Avviene in tutto il mondo (in America, si va da una sponda all’altra percorrendo anche 5000 km.). Restando, vuol dire dover affrontare una vita misera! Probabilmente imprecherete contro di me, uno che potrebbe essere anche Vostro nonno; però bisogna munirsi di coraggio e combattere. Cominciando a farsi “sentire” dalla classe politica di casa nostra, la quale si permette anche di presentarsi in TV per dire delle corbellerie (la nascita di un call center, a Vibo V., che gestisce i servizi “Luce e Gas” dell’Eni sarebbe una “notizia da marciapiede”). Ho postato sulla Vs. pagina di Facebook (Andrea Arcuri) un dettagliato articolo in proposito. Vogliate commentarlo. Grazie!

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    • Ciao Rodolfo,
      sono d’acoordo con te nel richiamare alla necessità del coraggio nell’azione per poter avere, forse un giorno, un futuro migliore. Ma analizziamo i fatti;
      Io parlo da persona emigrata in Francia per cercare il suo futuro, certo la vita non è facile per nessuno ma io sono sicuro che una scelta che implichi restare sul proprio territorio depresso e abbandonato da tutti per lottare con le unghie e con i denti contro indifferenza, apatia e menefreghismo meriti rispetto e ammirazione.
      Chi resta a Crotone per cercare di sopravvivere giorno dopo giorno e ignorare gli innumerevoli sopprusi che tutti i cittadini devono affrontare sono i veri sconfitti da aiutare e svegliare; ma la gente che lotta per darsi un futuro migliore è quello di cui abbiamo bisogno.
      Gente che merita rispetto per la scelta più difficile che potesse prendere e che dobbiamo sostenere con tutti noi stessi, non si tratta di speranze ma di concrete opportunità da portare avanti.
      Lottare non significa vincere ma chi non lotta non potrà mai aspirare alla vittoria.
      Ti ringrazio per aver commentato.

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  2. caro alessandro,in mezzo al milione di parole che hai scritto,qualcosa hai azzeccato ma hai nominato molti luoghi comuni.L’analisi della situazione,si fa cercando di essere il più asettici possibili,senza condizionamenti umorali altrimenti si finisce con fare populismo,facendo inquietare coloro i quali,forse inavvertitamente,offendi e dileggi.Quando parli di gente che ha perso il posto di lavoro a causa di disegni macabri di affaristi e politici che compongono il comitato d’affari locale,sei pregato di informarti in maniera oculata e precisa,altrimenti evita di menzionare industrie che a tuo dire erano improduttive e che l’80% dei lavoratori guardava o mandava certificati per andare a vedere le partite…qusti pettegolezzi da piazza,qua dentro dovremmo evitarli,per evitare le inevitabili guerre tra poveri.Se tu sei uno stanco dei soliti,sappi che mi hai deluso perchè hai riaperto una ferita che è lungi dal rimarginarsi e che stasera ha ripreso a sanguinare copiosamente.
    Ti invito a rivedere le tue posizioni ed a ragionare con calma.Così facendo si evita di fare il gioco di chi ci vuole fuori da tutto consentendo una possibile rinascita figlia di suggerimenti ed azioni pensate e pianificate a dovere
    Ti saluto con rispetto
    Domenico Antonio Macrì lavoratore ex sasol

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