Ma i voti di Sculco puzzano sì o no?

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Il Pd e Sculco

Lo si domanda ai cittadini e alla politica nonché alla stampa che pare non avvertirne lo sgradevole odorino: i voti di Enzo Sculco puzzano sì o no? Se la risposta è no, nessun problema: l’importante è essere chiari e metterci la faccia oggi per domani; se sì, non basta dirlo ma disamorarlo sul campo attraverso prese di posizione nette e senza nascondersi come fanno alcuni che, all’occorrenza, dicono bene e male dei Demokratici e degli Sculco.

Enzo Sculco mantiene la città per i capelli; lui è la chiave finale del puzzle della maggioranza. I suoi voti sono determinanti e la sua fama lo precede: pluricondannato e strafottente. Appartiene a quella vecchia politica del voto impegnato. Uomo poco limpido viste le condanna (l’ultima lo vede costretto a risarcire la Provincia di Crotone con 11.000 euro) e nonostante ciò, per la figlia Flora che campa coi suoi voti, il padre non apparterrebbe alla vecchia politica, quella che ha già dato e dato male. Difatti, in un’intervista ad Esperia TV, ha detto: la città non ha bisogno di chi ha già dato ma di chi vuole dare slancio al territorio (e bla, bla, bla, bla ndr). Insomma, la figlia Flora vorrebbe farci capire che il padre non apparterrebbe a quella politica che ha ostacolato lo sviluppo del territorio? Qualcuno le dica che siamo di Crotone e non di Vattelappesca.

Stanchi dei Soliti 

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Il PD prova a rifarsi una verginità mai avuta

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Sergio Contarino, Assessore in quota PD

Non mi sembrava vero, pensavo fosse un incubo di quelli che ti fanno svegliare sudato e ansimante e invece no, quello che stavo leggendo era paurosamente reale: “Noi pronti a governare ancora perché abbiamo agito nella legalità”. Parola di Sergio Contarino (assessore all’urbanistica in quota PD) a “La Provincia KR”.

Secondo Contarino, questa amministrazione ha lavorato bene e andrebbe riconfermata perché i suoi progetti – dell’amministrazione – non sono mai stati interessati dalla magistratura. Peccato che Contarino ignori il fatto che questo non può minimamente essere considerato un termine di valutazione ma dovrebbe invece essere una costante. Se poi loro si meravigliano nel riuscire a non farsi indagare beh, credo siano problemi e meriti da tenere stretti per sé. Anche perché la città non ha dimenticato lo scandalo di rimborsopoli e l’indagine ancora in corso che vede indagati molti consiglieri comunali.

Il buon Contarino poi, cortigiano di Peppino Vallone, dimentica una cosa fondamentale quando parla di progetti per la città: ovvero la qualità di essi. E’ vero che il PD ha aperto più di 16 cantieri in città – molti dei quali con i soldi che avrebbero dovuto sostenere il CDA dell’aeroporto Sant’Anna – ma cosa ancora più vera è l’assoluta pochezza dei cantieri stessi: sia sul piano della progettazione che su quello della realizzazione. Decine di rotonde orrende e inutili e riqualificazioni di quartieri fatte – come dicono i vecchietti in Piazza – cu’ ri ped.

Contarino – ancora nell’intervista a La Provincia Kr – comincia a delirare: difatti assegna all’amministrazione di Vallone il merito di aver risolto problemi atavici. Ed ecco che arriva un’altra conferma: non è solo l’assessore Michele Marseglia a vivere su Marte ma è l’intera giunta con tutto il partito ad avere dimora fissa sul pianeta rosso. La città si domanda quali problemi atavici siano stati risolti in 10 anni, se la fogna continua a riversare i liquami a mare, l’acqua continua a mancare un giorno sì e l’altro pure, la città non è mai stata così sporca, la piscina C.O.N.I non è stata interessata da alcun progetto di riqualificazione e se nel complesso la città – contrariamente da quanto affermano da Via Panella –  ha intrapreso una discesa costante e vergognosa su tutti i fronti: sociale, urbanistico, culturale e del welfare.

In sostanza Contarino farebbe bene a tacere perché la città non merita anche lo sberleffo dopo il danno. Insieme a Contarino, l’intero PD dovrebbe chiudersi nelle stanze di via Panella con un solo obiettivo (lontano da quello di trovare un candidato a sindaco unitario, anche perché loro pregano per un sì di Enzo Sculco): ovvero non uscire più per le strade della città con l’aria da verginello operoso perché la realtà è tristemente quella opposta.

Stanchi dei Soliti 

L’assessore Marseglia vive su Marte

Succede che la discarica di Ponticelli‬ si guasta e dunque l’assessore Marseglia invita i cittadini a non gettare la spazzatura, al fine di evitare cumuli fuori dai cassonetti. Ma prima che questa si rompesse, la situazione non era pressoché la stessa? Ma è sicuro di vivere a Crotone ‬l’illustre assessore senza alcuna competenza?

Michele Marseglia
Michele Marseglia

Caro Marseglia, puoi spiegare a me e alla cittadinanza tutta dove hai vissuto in questi ultimi anni? Te lo chiedo dopo aver letto l’invito fatto da te, in qualità di assessore all’ambiente, e dal tuo assessorato, in seguito alla rottura della discarica di Ponticelli: “Si invitano i cittadini – nel limite del possibile – a non gettare i sacchetti per evitare accumuli fuori dai cassonetti”. Ma stai scherzando o pensi davvero che qui siamo tutti rincretiniti e tu sei l’unico serio, per altro che tiene cura del decoro urbano e dell’ambiente? Hai mai visto lo stato di degrado che popola molte zone della città per via dell’elevato numero di buste di spazzatura fuori dagli appositi cassonetti? Io e molti altri crotonesi sì. Tu probabilmente eri impegnato a fare la campagna elettorale per le regionali a qualche amico, che alla fine non venne nemmeno trombato ma si trombò da solo. Ma questa è un’altra storia, Michelino caro.

A proposito, ma la percentuale di differenziata della città di Crotone a quanto ammonta? 

Sei a conoscenza, caro assessore senza alcuna competenza, che diverse pescheria della città (specie una molto nota) gettano le cassette vuote del pesce nel quartiere limitrofo al porto, creando disagio ai cittadini e ai bambini che popolano quei rioni, per via dell’inevitabile ritrovamento di gatti e topi? Non lo sai? E dove hai vissuto in questi anni  mi chiedo, visto che il fenomeno non si arresta nemmeno d’estate.  Continua a leggere

Crotone e beni culturali: un tesoro disprezzato

Introdurre un argomento come quello dei Beni Culturali comporta delle difficoltà intrinseche, a causa dei vari approcci che si possono avere nell’accostarsi ad un tema tanto complesso, a cui intendo guardare come ad un’eredità che si tramanda.

Due aree: una naturale, l’altra cementificata
Due aree: una naturale, l’altra cementificata

Oggi l’Italia conta milioni di cittadini eredi di un’incommensurabile fortuna, ma cattivi amministratori. La storia Italiana ha tessuto una tela consistente di beni mobili e immobili, tanto che il territorio nazionale è unico nel suo genere. Insomma un paesaggio culturale che necessita valorizzazione e protezione da parte dello Stato e degli enti complementari. Al fine di comprendere l’attuale disciplina sui beni culturali e ambientali del nostro Paese occorre dire, in prima analisi, che la potestà legislativa in materia spetta allo Stato, il quale ha provveduto ad emanare il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, nel maggio del 2004.

 
Grazie all’articolo 9 della Costituzione che recita “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, la funzione pubblica di tutela del patrimonio culturale e ambientale assurge alla massima dignità legislativa. Purtroppo, nonostante la vasta materia giuridica in tema di beni culturali che “sulla carta” appare foriera di buone intenzioni nell’applicazione pratica risulta priva di piena efficacia. Continua a leggere

Stanchi dei Soliti saluta l’ex sindaco Pasquale Senatore

Inaugurazione lungomare cittadino

Si è spento all’età di 75 anni Pasquale Senatore, già sindaco della città di Crotone dal ’97 al 2005 e già Consigliere Regionale dal 2005 al 2010. Senatore, attualmente commissario straordinario dell’Aterp pitagorica è stato il primo sindaco eletto direttamente dai crotonesi.

Il gruppo politico Stanchi dei Soliti si unisce al dolore della famiglia, ricordandolo, tra alti e bassi, come uno dei migliori sindaci che la città abbia avuto. ImmagineS

Presso la sala consiliare del Comune di Crotone è stata allestita la camera ardente. I funerali si svolgeranno domani alle 15:00, presso il Duomo cittadino.

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Un giovane crotonese impegnato nelle pubbliche relazioni: intervista a Mariano Romano

Stanchi dei Soliti dà il via a una serie di interviste volte a conoscere e far conoscere i crotonesi, giovani  e meno giovani, che si danno da fare. Il primo a sottoporsi alle nostre domande è Marino Romano, giovane studente e protagonista della notte pitagorica. A noi ha raccontato gli inizi, i successi, la passione per il suo lavoro e l’amore per la città

Mariano Romano
Mariano Romano

Mariano, da oltre dieci anni sei al centro della movida crotonese: prima come semplice partecipante e successivamente come organizzatore. Vuoi riepilogare quali sono stati i principali successi nel corso della tua carriera?

Diciamo che il mio primo grande successo fu nel 2006 con la creazione del Night Fever al Mp4 insieme ad altri amici, fu una grande festa con più di 500 persone tutti miei coetanei e da lì iniziò la mia passione per il locali. Altra tappa fondamentale fu nel 2010: l’inizio dell’ avventura alla Paranza con le domeniche che ebbero un grande successo ma dopo soli 2 anni lasciai questo locale e fui ingaggiato dalla Terrazza Alexander dove creai il Sabato notte AfterDinnerClass, e successivamente dal Novezerodue. Ma il mio successo più grande e’ il Tortuga attuale unica discoteca della citta’.

Quali sono le ragioni che ti spingono a svolgere questa attività nella tua città?

Diciamo che le ragioni che mi spingono a svolgere questa attivita’ sono molteplici. Innanzitutto perché condivido questa mia passione con tutti i miei amici; infatti il mio gruppo si chiama Friends Eventi, poi perché mi piace organizzare feste dove si possono ascoltare più generi musicali, bere un drink di qualita’ ed avere la comodita’ di essere sempre in centro..

Quali persone ti hanno sostenuto da un punto di vista professionale? In altre parole, chi sono stati i tuoi maestri?

Il mio maestro più grande e’ stato Antonio Leto mio attuale socio insieme a Domenico Todarello ed Emilio Docimo. Un’ altra mia grande fonte d’ispirazione è la famiglia Sposato che mi ha sempre dato la possibilita’ di mettere in pratica le mie idee, vedi il Capodanno al Tortuga con oltre 2000 presenze. Senza dubbio un ruolo importante lo ricopre il mio gruppo che mi sostiene quotidianamente e ci tengo a citare: Giampiero Mellino, Pasquale Carne’, Antonio Cuomo, Rosario Savasta, Francesca Mazza, Fabiola e Dalila Pezziniti, Emi Serafini, Luca Russo, Nicola Ciccopiedi, Marco Nicoletta e Checco Leonardi e Daniele Manica. Fondamentale importanza ha la mia comitiva e le mie amiche d’infanzia che non sono solo un punto cardine delle mie feste, ma della mia vita.

Qual è stato il tuo rapporto professionale con le istituzioni locali? Hai avuto il loro sostegno o, spesso, ti hanno messo il bastone tra le ruote?

Per fortuna non ho mai avuto bisogno di parlare con le istituzioni, solo una persona si e’ sempre mostrata disponibile al confronto e parlo di Mario Megna, spero che nel futuro gli organi locali possano aiutarmi a portare un po’ di turismo nella mia amata Crotone. Questo sarebbe per me il successo più grande..

Come vedi Crotone e come vedi te stesso tra dieci anni?

Fra 10 anni vedo Crotone in forte sviluppo; mi prenderete per pazzo ma non posso fare altro che augurargli il meglio.. Io non so come mi vedo, di sicuro spero di poter ricoprire qualche carica che permetta di cambiare qualcosa.. e lo sanno tutti che io quando faccio una cosa o la faccio bene o preferisco non farla.

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