Il riscatto del Meridione: Da dove ripartire?


ImmagineIn data 15 ottobre 2012, presso la sede del Movimento Stanchi Dei Soliti, ubicata in Piazza Miscello (Sotto il castello di Carlo V), Si è discusso di un possibile progetto riguardante il primo museo meridionale del Sud italia. La proposta, è stata avanzata da me (Michele Corrado). Lo scopo di tale museo sarebbe quello di raccontare la storia del Sud, allora sotto il nome di “Regno Delle Due Sicilie”, prima e dopo l’unità d’Italia. Alla riunione ha preso parte il nostro compaesano Michele Bisceglie, autore del libro “10 anni di storia nascosti: 1861-1871”.

Senza ombra di dubbio è stata una riunione interessante dal punto di vista culturale, e i membri del Movimento hanno avuto anche modo di ampliare le proprie conoscenze su ciò che venne fatto al Sud durante gli anni dell’unità e come divenimmo una colonia del Nord.

Perché non ospitare questo museo nella nostra città e dare voce alla storia della nostra Calabria?

Non possiamo certo rinnegare la grandezza dell’industria siderurgica di Mongiana, che allora era l’orgoglio del Regno, per esempio. O quella delle fabbriche di liquirizia Crotonesi!

E cosa dire della storia dei briganti Calabresi?

Ci sono molte cose che andrebbero raccontate, e un museo del genere sarebbe soprattutto una boccata di aria fresca per Crotone, soprattutto per il turismo.

Ma cosa è emerso da questa riunione? Per chi non ha avuto modo di esser presente, ecco un breve riassunto di quest’ultima.

Per iniziare, Michele Bisceglie è partito dal principio: L’invasione del Sud Italia da parte dei Piemontesi, un percorso storico che ci ha condannati ( e che, ancora oggi, ci costringe a pagarne le conseguenze), fino ad arrivare ai problemi dei giorni nostri, lasciati in eredità ( e che bella eredità!) da  questo stato esclusivamente pro-nord.

L’idea del Museo Meridionale per raccontare la storia del Sud prima dell’unità, e raccontare chi furono veramente coloro che vennero chiamati volgarmente “Briganti”, è sicuramente un atto doveroso e dovuto a coloro che resero grande questa terra in 127 anni di Regno, e a chi lottò per mantenere il Sud indipendente dalle mani degli avvoltoi (Tali quali furono i Savoia, Cavour,
Garibaldi & Compagnia) che, dal 1861, seminarono morte e distruzione nelle terre meridionali.

Ma al di là di questo, non siamo ancora pronti.

Non siamo ancora pronti per questo Museo Meridionale, per omaggiare tramite quest’ultimo coloro che difesero il Sud fino alle stremo delle forze. Perché non siamo ancora pronti? Occorre una grande presa di coscienza, più di quanta se ne sia vista fino ad oggi da parte delle popolazioni Meridionali. Ecco perché.

In molti si ostinano a non dare conto alla VERA STORIA del risorgimento italiano, e si preferisce continuare a credere alla favole che ci propinano tramite una storiografia del tutto falsa e fuorviante;

E, ancora peggio, in molti, probabilmente per debolezza o per l’innata incapacità di agire che ci è stata imposta per giustificare l’arretratezza del Sud, NON si vuole prendere atto del fatto che siamo stati relegati al ruolo di colonia dal 1861. Non siamo ancora pronti a fare insieme questo grande passo, anche per il modo di fare politica odierno e per l’inutile anti-politica che sembra diventata tanto cara allo stesso popolo italiano.

Per scollarci di dosso tutto questo fango gettatoci addosso per 152 anni, abbiamo il compito di indottrinare coloro che non sanno. E confrontarci con coloro che sanno, ma che restano lì nel loro orticello, increduli di fronte a quel che fu un autentico massacro: Economico, sociale e culturale.

Il motivo per il quale il movimento ha deciso di tenere questa riunione?

Da meridionali, sentiamo anche noi il dovere di riappropriarci della nostra identità, tenerci stretto quello che ci è rimasto e cercare di riprenderci la gloria che ci è stata tolta con la violenza.

Per cui, come da titolo: Da dove ripartire?

“Siamo stati un grande popolo, abbiamo una grande storia. Non c’era alcun bisogno che arrivasse Garibaldi per insegnarci la libertà, sapevamo difenderla per antiche virtù, l’avevamo difesa in cento passaggi della storia. Siamo stati grandi quanto gli altri, qualche volta più degli altri. Siamo stati civili quanto gli altri, qualche volta più degli altri. Il nostro passato non è lontano millenni, come si racconta, ma solo centocinquant’anni. E’ necessario che la coltre di bugie che circonda la nostra identità collettiva sia fugata. La consapevolezza del passato ci aprirà gli occhi e ci permetterà di guardare al futuro.

Nicola Zitara, 22 dicembre 2006″

A testimoniare ogni mia affermazione nel testo sono le seguenti fonti:
1) 10 anni di storia nascosti, 1861-1871, Michele Bisceglie..

2) Terroni – di Pino Aprile

Di Michele Corrado

Stanchi dei Soliti

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